di Mirko Lugli, responsabile generale del Gruppo Studenti

Nel giugno 2018 è stato presentato a Roma l’Appello alla resilienza e alla speranza, scritto congiuntamente dal premio Nobel per la Pace Adolfo Pérez Esquivel e dal nostro maestro Daisaku Ikeda e indirizzato a tutti i giovani del mondo (disponibile a questo link).

L’Appello è un invito rivolto ai giovani di tutto il mondo a unirsi, ognuno con le proprie credenze e identità culturali, per realizzare un mondo giusto e solidale.

Nell’Appello leggiamo: «Bisogna lavorare per sostenere l’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite che punta a “trasformare il nostro mondo”. Per cooperare all’obiettivo di sradicare la povertà dal nostro pianeta, dobbiamo superare le differenze tra paesi, etnie, religioni e culture».

Queste parole costituiscono il punto di origine del nostro impegno come Gruppo studenti della Soka Gakkai nel sostenere l’Agenda 2030, un documento programmatico che prevede 17 macro obiettivi cruciali per il futuro del nostro pianeta. Tra le varie iniziative che abbiamo portato avanti in questi anni, abbiamo lavorato al Manifesto degli Studenti Soka, che potete trovare a questo link.

A partire da agosto 2021, sul volocontinuo.it uscirà una nuova rubrica incentrata sull’Agenda 2030 a cura del Gruppo studenti. Ogni mese parleremo di un tema dell’Agenda con un articolo di approfondimento e una video-intervista a un giovane che si sta impegnando a realizzare gli obiettivi dell’Agenda, nel lavoro e nella vita quotidiana. Questa rubrica è parte dell’impegno di noi studenti per realizzare un grande cambiamento, con la speranza di ispirare tante altre persone.

Come praticanti buddisti, nell’Agenda 2030 possiamo trovare tanti punti e obiettivi a noi familiari.

Già nel solo nome di questo documento programmatico compare la data “2030”, che costituisce un importantissimo orizzonte per noi membri della Soka Gakkai, quando festeggeremo il centesimo anniversario del nostro movimento.

Questo è il primo anno del decennio che porta al 2030 e costituisce un anno di fondamentale importanza. Il presidente Ikeda scrive a riguardo: «I dieci anni dal novantesimo al centesimo anniversario della fondazione della Soka Gakkai, nel 2030, costituiscono un periodo cruciale in cui è fondamentale che ogni singolo individuo mostri più che mai la vittoriosa prova concreta della propria rivoluzione umana» (NR, 681, 7).

Il 2030 inizia quindi adesso, anzi è già iniziato! Cosa vogliamo realizzare nei prossimi mesi? Ognuno di noi può prendere una grande decisione! Con le nostre azioni, ogni giorno, stiamo creando il 2030.

C’è una frase dell’Agenda 2030 che esprime perfettamente l’impegno che stiamo portando avanti anche nelle attività della Soka Gakkai: «Promettiamo che nessuno verrà lasciato indietro».

Come studenti e come giovani, crediamo che questo sia il punto cruciale per realizzare una grande vittoria nel 2030. È l’azione più urgente, perché mai come in questi ultimi anni i giovani stanno soffrendo sentendosi soli e senza speranza verso il futuro.

Ma Daisaku Ikeda scrive: «Se non riusciamo ad avere speranza, è il momento di crearla. Lo possiamo fare scavando nel profondo di noi stessi, ricercandone anche un piccolo barlume, un modo per iniziare ad abbattere il muro che si erge intorno a noi» (La speranza è una scelta, Esperia, pag. 5).

È il momento di stare vicino ai nostri amici, parlare cuore a cuore con loro, trasmettere questo incoraggiamento e metterlo in pratica con coraggio per vedere che effetti avrà nelle nostre vite.

Praticare il Buddismo ci permette di aprire un tesoro inestimabile nella nostra vita. Ogni giorno, creiamo valore non solo per noi stessi ma anche per chi abbiamo vicino e, al livello più profondo, per tutto il mondo.

Impegniamoci insieme, ognuno con le proprie convinzioni e appartenenze, per creare adesso la vittoria nel 2030! Così potremo mettere in pratica le parole che nell’Appello ci hanno rivolto il dott. Esquivel e il maestro Ikeda: «Se i giovani sapranno unirsi, potranno trovare soluzioni per percorrere insieme nuove strade di convivenza, di resilienza e di speranza. Pur rimanendo ognuno nei propri luoghi d’appartenenza e mantenendo la propria identità culturale e spirituale, essi potranno generare un impeto irrefrenabile di azioni positive e collettive».