Pensieri – B. Pascal

  • Autore dell'articolo: Pietro Bazzechi
L’essere umano è una canna, la cosa più fragile che ci sia in natura; ma è una canna pensante. […] Se possiedo le parole non mi occorre altro. In termini di spazio l’universo mi include e mi inghiotte come un atomo; ma in termini di pensiero comprendo il mondo.
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La necessità della ricerca interiore

Blaise Pascal (1623-1662) affermava: L’essere umano è una canna, la cosa più fragile che ci sia in natura; ma è una canna pensante. […] Se possiedo le parole non mi occorre altro. In termini di spazio l’universo mi include e mi inghiotte come un atomo; ma in termini di pensiero comprendo il mondo. Così Pascal cercava di spiegare quelle caratteristiche del pensiero che costituiscono le basi della dignità umana». Nella tradizione buddista lo stesso concetto viene espresso dalla seguente frase: «Gli 84.000 insegnamenti sono il diario della propria vita». In altri termini i molteplici insegnamenti del Buddismo costituiscono un resoconto dettagliato della vita di un singolo individuo. A mio avviso questa è una maniera splendida di esprimere ciò che ho chiamato modello “a misura di vita.”1

In questi termini Daisaku Ikeda delinea un ponte tra il Buddismo e Pascal. L’opera I Pensieri di Pascal raccoglie le riflessioni dell’autore. È marcato il riferimento religioso che evidenzia una profonda riflessione sul cristianesimo e le religioni di quel tempo. Emerge una dettagliata immagine delle sofferenze, gioie, passioni, che ogni essere umano sperimenta nel corso della vita.

Anche Pascal come Ikeda aveva una profonda fiducia del potenziale umano. La sensazione che nasce leggendo I Pensieri di Pascal è di percepire quanto ognuno di noi sia profondamente cosciente del mondo che lo circonda, ma che non è da tutti riuscire ad esprimerlo, renderlo in termini universali accessibile.

Leggere questa opera regala un interessante punto di vista sulla cristianità e la religiosità del XVII secolo, che aiuta a capire l’importanza della religione per il sostegno della società. «Quelle ragioni che viste da lontano sembrano limitarci la veduta, non ci limitano più quando vi siam giunti; cominciamo a vedere anche al di là. Nulla può arrestare la volubilità della nostra mente. Non v’è, si dice, regola che non abbia qualche eccezione, né verità così generale che non si trovi, per qualche verso, in difetto.»

Pascal ci stimola a sognare, ricercare continuamente risposte alle nostre domande, non possiamo dunque fermarci!

NOTE

  1. B. Pascal, Pensieri
  2. D. Ikeda, Proposta di pace 2003, BS 97