Recensione Musashi di Eiji Yoshikawa

“Musashi” di Eiji Yoshikawa

Il coraggio di prendere in mano la propria vita

a cura di Mattia Mura

“Il vero valoroso è colui che ama la vita, che la tiene in conto d’un tesoro che, una volta perduto, non si recupera più. Sapeva bene però che vivere non vuol dire meramente sopravvivere. Il punto era: come riempire la vita di significato” 1“Musashi”, E. Yoshikawa, BUR, 2020, p. 470. . È questa la lezione che Musashi, protagonista del romanzo di Eiji Yoshikawa, incide nel proprio cuore una volta intrapresa la Via della Spada.

Il libro narra la storia del samurai Miyamoto Musashi, il più grande guerriero giapponese mai esistito. Il romanzo comincia dalla sconfitta subita nella sua prima battaglia a Sekigahara, fino al duello che lo rese famoso in tutto il mondo, contro Sasaki Kojiro. Dopo la sconfitta a Sekigahara, il giovane Musashi cade vittima della sofferenza e dell’animalità insita nella natura umana. Riuscirà ad alzarsi solamente grazie all’aiuto di Takuan Soho, un monaco itinerante, il quale risveglia in lui la volontà di continuare a vivere.

«Mandate durissime prove al vile Musashi. Ch’egli divenga il più grande uomo di spada dell’impero, oppure muoia. […] Voglio condurre una vita degna, in tutto e per tutto, di un essere umano»2ibidem, p. 138.. Sarà questa forte determinazione a guidare Musashi lungo la Via del Samurai, una strada irta di ostacoli e sofferenze, nella quale il giovane protagonista si scontra inevitabilmente con la sensibilità del proprio cuore. L’amore provato per la giovane Otsū, la vecchia amicizia con Matahachi, il rapporto con i suoi giovani discepoli rappresentano una fonte di distrazione lungo la via del Samurai o ciò che forgia veramente un uomo? Sarà proprio questo il quesito che si porrà Musashi e che lo porterà a riflettere sulle proprie emozioni e sui propri sentimenti. Il romanzo rappresenta un cammino che protagonista e lettore compiono assieme nella ricerca e nella scoperta del proprio autentico sé.

Daisaku Ikeda, terzo presidente della SGI, incoraggia sempre i giovani a non retrocedere di fronte alle difficoltà. Scrive infatti: «La vera felicità e la gioia nella vita si trovano nel non essere sconfitti dalle difficoltà, nel rialzarsi nuovamente quando si cade, nel resistere alle avversità e trionfare su di esse»3“Cos’è la rivoluzione umana”, D. Ikeda, Esperia, p. 163..

Il finale del libro incoraggia il lettore a vivere sempre con coraggio, senza mai farsi turbare dalla superficialità dei nostri tempi. «Qualsiasi cosa gli altri dicano, avanzate con decisione e conducete nobili vite con una convinzione profonda come il mare» 4“Alleati di se stessi”, D. Ikeda, Il Nuovo Rinascimento n. 508, p. 5..

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