Recensione di I Miserabili di Victor Hugo

“I Miserabili” di Victor Hugo

Inaugurare una nuova alba di resilienza e speranza in cui nessuno venga lasciato indietro

a cura di Dario

“V’è uno spettacolo più grande del mare, ed è il cielo; v’è uno spettacolo più grande del cielo, ed è l’interno dell’anima.”1Victor Hugo, I miserabili, Crescere edizioni, 2019, p. 188

In questo appassionante, commovente, poetico e maestoso romanzo, I Miserabili, sono dipinte la profondità del cuore umano, la vastità delle sue possibilità. Jean Valjean, uno dei personaggi principali, è un ex-carcerato, colpevole d’aver rubato del pane per sfamare il suo nipotino. L’animo di quest’uomo, segnato da vent’anni di gravi ingiustizie, è saturato d’odio, irreversibilmente indurito. Valjean conosce il primo spiraglio di luce grazie all’incontro con il vescovo Monsignor Bienvenu, personificazione della compassione, che riesce a fare breccia nel suo cuore, risvegliarlo alla fiamma debole ma inestinguibile che risiede nelle profondità della sua vita. Il vescovo provoca in Valjean “una lotta, colossale e decisiva, […] fra la malvagità e la bontà del suo animo”2Victor Hugo, I miserabili, Crescere edizioni, 2019, p. 99, da cui risulta la scelta di rinunciare alla “spaventosa calma”3Victor Hugo, I miserabili, Crescere edizioni, 2019, p. 96 dell’odio verso la società per abbracciare una vita dedita alla compassione verso gli altri esseri umani. Lasciando il passato alle spalle e coltivando le virtù umane, egli riesce a risollevare l’economia di un’intera cittadina e a cambiare il destino di altre due protagoniste: Fantine – emblema della violenta oppressione della donna – che si vede umiliata e costretta a prostituirsi, e la piccola figlia Cosette.

Victor Hugo (1802-1885) celebra in questo grande classico le esistenze di coloro che riversano in una condizione di povertà estrema. Attraverso i personaggi che animano la narrazione l’autore riesce a mostrarci con quanta violenza e indifferenza la società sia in grado di opprimere le vite delle persone. Nonostante sia ambientato nella Francia dell’Ottocento, quest’opera continua ancora oggi a indicarci la strada che la società globale deve prendere, poiché miseria e violenza continuano a imperversare su un numero indefinito di esseri umani.

Daisaku Ikeda è rimasto profondamente colpito dal romanzo “I Miserabili” sin dalla gioventù e cita spesso Hugo per trasmettere i profondi e concreti incoraggiamenti del buddismo di Nichiren Daishonin: “«Nelle avversità dobbiamo ripetere con forza: speranza, speranza. E ancora speranza»4Victor Hugo, I miserabili, Crescere edizioni, 2019, p. 96 4 Victor Hugo, Pendant l’exil: 1852-1870 (Durante l’esilio: 1852-1870), in Actes et Paroles (Atti e parole), Parigi: Albin Michel, 1938, vol. 2, p. 114.. Così lo scrittore francese Victor Hugo incoraggiava dall’esilio i compatrioti che stavano subendo l’oppressione di un regime autoritario. Per quanto difficili possano essere le circostanze in cui ci troviamo, finché manterremo la speranza non saremo mai sconfitti; finché abbiamo speranza possiamo continuare ad avanzare.”5Buddismo e Società n. 127 / 2008

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