“La città eterna” di Hall Caine

L’umanità di chi lotta per la verità e la giustizia

a cura di Miki Takagi

“La pazienza è una caratteristica di cui sono sempre più carenti i giovani del dopoguerra e questa tendenza si andrà accentuando. In qualsiasi ambito, affinché una persona possa compiere una grande crescita, è indispensabile una fase di allenamento, un periodo in cui dovrà essere in grado di stringere i denti e tener duro. Possiamo dire che questa fase sarà un continuo susseguirsi di momenti spiacevoli, dolorosi e tristi; ma solo dopo averli superati, quando verrà il momento sbocceranno e fioriranno meravigliosi fiori e frutti.” 1.NRU, vol. 27, cap. Spirito di ricerca, pt. 31

Giappone, 8 febbraio 1951. Daisaku Ikeda ha 23 anni e come altri tredici giovani ha letto il romanzo “La città eterna” di Hall Caine. È il primo romanzo che Josei Toda, loro meastro, decide di affrontare per infondere loro lo spirito indomito alla base della Soka Gakkai.

“Le montagne stanno ferme, ma gli uomini sono fatti per camminare.” 2.“La città eterna”, Hall Caine, Esperia, pag. 75

Roma, 1900. Un gruppo di giovani rivoluzionari dà voce all’indignazione di un popolo oppresso dalle autorità religiose e secolari. Protagonisti di questa nobile strenua lotta sono Davide Rossi, il suo fedele amico Bruno Rocco e Donna Roma Volonna, “donna dolce e vera”3.“La città eterna”, Hall Caine, Esperia, pag. 780

Si intrecciano passato e presente, si scontrano gli ideali e i sogni appassionati dei rivoluzionari con gli inganni e gli intrighi dei politici. Tuttavia, anche nella più grande sofferenza continua ad ardere nel cuore dei protagonisti la pura fiamma della fedeltà, della giustizia e dell’amore per la gente. Infatti, quando Bruno Rocco sacrifica la propria vita avvelenandosi e gridando “Lunga vita a  Davide Rossi!”, Roma descrive così la sua voce: “Era la voce del trionfo, del trionfo sopra l’inganno, sopra le tentazioni, sopra la gelosia e sopra se stesso”4.“La città eterna”, Hall Caine, Esperia, pag. 508

E il presidente Ikeda commenta così questa citazione: “Pur tra sofferenze e avversità, ella dichiara anche di sentire una grande gioia. È importante avere questo spirito. I problemi ci fanno crescere. Le imperfezioni e le impurità delle nostre vite sono purificate dalla fede. Il Buddismo insegna che i desideri terreni portano all’Illuminazione.” 5.NR 375, pag. 7

Toda desiderava che i giovani si sfidassero continuamente e la lettura di un romanzo poteva (e può anche oggi) essere una sfida in mezzo agli impegni della vita quotidiana. Perciò, diede a questi quattordici giovani l’occasione di sfidarsi nella lettura di romanzi e grandi classici, perché insieme ne traessero il profondo valore. Che dite, ci sfidiamo anche noi?

“Quando incontrai il mio maestro per la prima volta avevo diciannove anni. Nonostante la mia giovinezza, Toda nutriva grandi aspettative nei miei confronti e si impegnò a farmi diventare un leader in grado di assumersi pienamente la responsabilità della Soka Gakkai nel futuro. Il suo fu un addestramento severo, ma la sua fiducia era incrollabile e io, a mia volta, ero profondamente deciso a soddisfare le sue aspettative. Questa è la relazione maestro-discepolo.” 6.NR 316,  pag. 6

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Note   [ + ]

1. NRU, vol. 27, cap. Spirito di ricerca, pt. 31
2. “La città eterna”, Hall Caine, Esperia, pag. 75
3. “La città eterna”, Hall Caine, Esperia, pag. 780
4. “La città eterna”, Hall Caine, Esperia, pag. 508
5. NR 375, pag. 7
6. NR 316,  pag. 6