di Jasmina Cipriani, responsabile nazionale del Gruppo Giovani Donne

Il maestro Ikeda venne per la prima volta in Italia esattamente sessant’anni fa, il 19 ottobre del 1961.

Aveva iniziato i suoi viaggi per piantare i semi dell’umanesimo nel mondo l’anno precedente, dopo essere stato nominato terzo presidente della Soka Gakkai.

Mi colpiscono le parole che egli scrisse nel suo diario personale qualche giorno dopo la sua nomina a presidente: “Tratterò ogni singola persona in modo amichevole. Parlerò con ogni persona, dialogherò con ciascuno e chiederò a tutti di condividere la felicità e la sofferenza di ognuno di noi per il resto della nostra vita. Questo sarà il mio credo. Avanzerò, lotterò e soffrirò come inviato del Budda, eroe senza corona e onorevole alleato della gente comune1Diario giovanile, Esperia, 2002, p.694.

In queste semplici parole è racchiuso il suo credo. La sua determinazione di dialogare con ogni persona e la promessa di sostenerla per il resto della vita, nella gioia e nella sofferenza, trasmette una profonda umanità.

Ikeda è venuto in Italia otto volte. I membri pionieri presenti all’epoca spesso raccontano di come in quelle occasioni si creasse un’atmosfera calorosa e accogliente oppure condividono quanto il dialogo da vita a vita con il maestro sia stato cruciale per orientare il loro futuro verso la realizzazione di grandi sogni.

La filosofia buddista, la più alta espressione di umanesimo, prende vita nel comportamento dei suoi praticanti. Nichiren in una delle sue opere afferma: “Il cuore di tutti gli insegnamenti della vita del Budda è il Sutra del Loto e il cuore della pratica del Sutra del Loto si trova nel capitolo “Mai Sprezzante”. Cosa significa il profondo rispetto del Bodhisattva Mai Sprezzante per la gente? Il vero significato dell’apparizione in questo mondo del Budda Shakyamuni, il signore degli insegnamenti, sta nel suo comportamento da essere umano” 2RSND, I, pag. 756.

Come giovani praticanti del Buddismo di Nichiren, a prescindere dalla situazione sociale e le vicissitudini della vita, stiamo perseverando nell’intraprendere dialoghi colmi di speranza e di incoraggiamento. Ogni dialogo è motivato dall’aderenza al principio per cui ogni persona possiede la natura di Budda. Nella nostra lotta attraverso le parole stiamo ereditando lo spirito del maestro.

Sono passati sessant’anni da quando il seme di kosen rufu è stato piantato nel nostro paese, da allora grazie agli sforzi del maestro e dei membri pionieri, sono sbocciati meravigliosi arbusti ricchi di fiori e frutti. Adesso è arrivato per noi il momento di prenderci cura di tutto questo continuando a piantare nuovi semi di umanesimo!

Per celebrare questo importante anniversario nella settimana dello zadankai (dal 23 al 31 ottobre) si terranno delle riunioni in ogni zona d’Italia: questa è un’occasione unica per decidere di ripagare il debito di gratitudine verso il maestro e scrivere una storia trionfante della nostra vita e di kosen rufu!

Decidere equivale ad agire nel nostro unico modo al successo di questa attività:

-sperimentiamo nuovamente il potere della preghiera in modo da stupirci,

-rompiamo il nostro guscio invitando ogni persona nella nostra cerchia a partecipare alle riunioni così che ognuna di loro possa creare un legame con questa filosofia della vittoria!

Concludo con una dedica del maestro Ikeda al Gruppo giovani: “La vostra presenza è come il sole del mattino che infonde speranza e annuncia l’alba di una nuova civiltà globale” 3NR, 724.

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