di Lorenzo Console, responsabile nazionale gruppo Futuro  

Marzo ha inizio!

La primavera sta arrivando e con lei anche due anniversari speciali: 55° anniversario della fondazione del Gruppo uomini (5 marzo 1966) e il giorno di kosen-rufu, 16 marzo 1958.

Proprio quel giorno di 63 anni fa, Josei Toda, secondo presidente della Soka Gakkai, dà vita a una prova generale di kosen-rufu. Nonostante sia gravemente malato riesce a parlare con forza e decisione, ruggendo come un leone, davanti a seimila giovani riuniti da tutto il Giappone.

Toda affida loro il futuro di kosen-rufu mondiale, partendo dal creare valore proprio nel luogo in cui si trovano. Partendo da loro stessi, dalla loro rivoluzione umana.

In quell’occasione dichiarò: “Dal punto di vista della Legge mistica siamo tutti uguali. Così come per gli individui, anche per le nazioni nel loro insieme non vi è altra via per realizzare la prosperità che fare della Legge del Budda il fondamento assoluto. È per questo motivo che noi tutti ci dedichiamo alla realizzazione di kosen-rufu. Oggi desidero affidare a voi giovani questa missione. Vi affido il futuro, conto su di voi, conto su di voi per realizzare kosen-rufu” (RU vol. 12, pag. 262).

Il discepolo Daisaku Ikeda raccoglie il testimone del suo amato Maestro Toda, e decide di portare avanti lo stesso obiettivo del Maestro.

L’anno successivo, per omaggiare il primo anniversario di quella cerimonia, i rappresentanti dei giovani si riunirono di nuovo. In questa occasione Daisaku Ikeda propose che ogni 16 marzo i giovani tenessero delle riunioni, rinnovando la promessa di maestro e discepoli.

Così è stato ogni anno, compreso il 16 marzo del 2008. Quel giorno io ero a Milano e stavo partecipando al 50° anniversario del Giorno di kosen-rufu. Avevo solo quattordici anni ed ero al centro di un palazzetto pieno di giovani entusiasti, ricchi di speranza per il futuro. Io ero a sedere con mia madre e insieme guardavamo il palco, che da lontano non sembrava così grande. Grande invece è l’emozione che ricordo: le canzoni e gli applausi, la grande energia che si trasmetteva dai volti, i sorrisi congiunti, gli occhi accesi. L’atmosfera di quel giorno fece nascere in me la curiosità di capire cosa significasse quella relazione: non dualità di maestro e discepolo.

Iniziai ad approfondire, comprendendo meglio cosa significasse la fede, lo studio e la pratica. Con altri miei coetanei – eravamo del Gruppo Futuro! – siamo riusciti a fare esperienze incredibili e abbiamo affrontato le difficoltà insieme raggiungendo importanti traguardi che pensavamo fossero impossibili.

Come scrive il Maestro Ikeda: «Il Buddismo del Daishonin è un insegnamento che permette alle persone che lottano in mezzo alle avversità di diventare felici. Più disgraziata e infelice è una persona, più sorprendenti sono la forza e il potenziale che può manifestare una volta superata la sua sfortuna. Persone così sono davvero in grado di incoraggiare gli altri e di essere loro accanto quando soffrono» (NR, 407, 4).

Nonostante tutte le esperienze, ancora non avevo veramente messo a fuoco profondamente questo legame con il Maestro. Poter andare in Giappone, nel 2018, in occasione di una riunione mondiale per festeggiare quello che sarebbe stato il 60° anniversario del 16 marzo 1958, giorno di kosen-rufu, è stato cruciale.

Finalmente, proprio lì, ho percepito qualcosa di più profondo. Una signora giapponese mi chiese quale fosse il mio “punto di partenza” nella pratica e nel legame con il Maestro.

In maniera spontanea risposi “il 16 marzo 2008”. Perché quella fu la prima vera volta in cui decisi di voler contribuire come discepolo al sogno di Toda, e quindi, al desiderio di Ikeda.

Ero piccolo e ancora non conoscevo così bene termini o significati di tutte quelle parole giapponesi, ma avevo capito il cuore e l’intento di quell’atmosfera, e volevo farne parte.

Il 16 marzo è simbolo di ripartenza, di freschezza e io ogni anno prenderò il testimone spirituale con altrettanti successori e ci alzeremo tutti insieme pronti per realizzare la nostra rivoluzione umana e trasformare il nostro karma in missione per kosen-rufu.

«Le vostre vite sono preziose e nobili molto di più di quanto voi possiate immaginare, sono miniere di tesori infiniti. Con una fede coraggiosa potete esprimere sempre di più il vostro potenziale interiore e farlo risplendere intensamente» (I giovani e gli scritti di Nichiren Daishonin, pag. 2,3).

Marzo è anche il mese dell’inizio della primavera e possiamo rilanciare con tenacia i nostri obiettivi con un forte Daimoku pronto a far sbocciare meravigliosi fiori di vittorie. E poi, per chi sta affrontando un momento difficile, questa è l’occasione per non arrendersi… perché l’inverno si trasforma sempre in primavera!