di Pietro Bazzechi, responsabile nazionale del Gruppo Studenti

Amici, è arrivato maggio! 

Il giorno tre di questo mese avremo una doppia ricorrenza: la nomina di Josei Toda a secondo presidente della Soka Gakkai nel 1951, e di Daisaku Ikeda a terzo presidente della Soka Gakkai nel 1960. Per confermare l’importanza di questi due avvenimenti, questa data è stata definita ‘giorno della Soka Gakkai’. Che immensa gioia poterla festeggiare anche quest’anno, e rinnovare all’unisono la passione nel portare avanti kosen-rufu prendendo come esempio i nostri maestri! 

In questo periodo, alcuni di noi stanno affrontando situazioni senza precedenti nelle proprie vite, come se qualcosa di incredibilmente avverso stesse remando contro, e a volte dal proprio punto di vista non sembra possano esserci vie d’uscita. 

In poco tempo, se ci lasciamo andare alla situazione esterna cadiamo passivamente nel declino e tutto appare ancora più impossibile e lontano. Talvolta, potrebbe capitare anche di perdere completamente l’orientamento, essere del tutto smarriti e non avere idea di dove indirizzare i propri sforzi. 

Non scoraggiamoci, siamo giovani. Come ci insegna il nostro maestro, è necessario affrontare grandi lotte in gioventù: solo in questo modo potremo far risplendere la nostra vita ed essere un faro di speranza tra i nostri amici. L’impazienza corrode gli sforzi che facciamo, per questo è necessario ripartire dalla gratitudine e percepire nel nostro cuore quanto siamo fortunati. A tal proposito, Nichiren Daishonin afferma:  

“Io Nichiren, sono nato come essere umano, cosa difficile da ottenere, e mi sono imbattuto negli insegnamenti buddisti, che è raro incontrare. In più, fra tutti gli insegnamenti buddisti, ho potuto incontrare il Sutra del Loto. Riflettendo sulla mia fortuna, comprendo di avere un debito di gratitudine verso i miei genitori, il sovrano e tutti gli esseri viventi.” 1RSND, Il sutra della vera riconoscenza, 827

Vorrei condividere con voi un principio buddista che ultimamente sta direzionando le mie preghiere e riflessioni, il principio di Hosshaku Kempon 

Hosshaku kempon significa abbandonare il transitorio e rivelare l’originale. Si riferisce a un momento cruciale della vita di Nichiren Daishonin, a Tatsunokuchi. È il 1271, Nichiren è stato appena condannato alla decapitazione e sta per arrivare al luogo dell’esecuzione scortato da alcuni samurai. Proprio nel momento di massima difficoltà, il Daishonin attinge a qualcosa di più profondo di sé e dimostra la forza del voto di rendere felici tutte le persone. Pur rimanendo esattamente lo stesso, con lo stesso corpo, rivela la sua vera natura di Budda originale dell’Ultimo giorno della Legge.  

Dal nostro punto di vista, ovviamente, non è necessario ricercare la stessa situazione che Nichiren ha sperimentato. Se così fosse sarebbe complicato (se non impossibile) al giorni d’oggi fare il nostro Hosshaku KemponAbbandonare il transitorio e rivelare l’originale significa sentire nel profondo che siamo Bodhisattva della Terra e direzionare la nostra vita a partire da questa comprensione. Il tutto avviene in un istante, e da quell’istante si aprono le prospettive dei nostri obiettivi personali in un’ottica del tutto più ampia e armoniosa: tutto diviene una strepitosa occasione e non si vede l’ora di avanzare a sostegno della felicità personale e di tutte le persone che ci circondano. 

Il nostro maestro Daisaku Ikeda afferma: “Abbandonare il transitorio e rivelare l’originale è essenziale per riuscire a ottenere la Buddità in questa vita” 2Lezioni su “L’apertura degli occhi”, BS, 106, 43 

Riflettendo sul senso di missione che i nostri maestri ci hanno trasmesso mi viene in mente un passo della NRU in cui è descritta la conversazione, molto emozionante, tra il maestro Ikeda e sua moglie il giorno della nomina a terzo presidente della Soka Gakkai (3 maggio 1960): 

“Per se stesso non aveva alcun desiderio mondano. In un certo senso aveva scelto con gioia di sacrificarsi per kosen rufu. Per questo era rimasto profondamente commosso e gratificato nell’apprendere che sua moglie la pensava allo stesso modo. […] 

Fin dall’inizio Shin’ichi era stato pronto a dare la vita per la propagazione del Buddismo di Nichiren. Non aveva la minima paura né rimpiangeva di aver scelto di lottare sui campi di battaglia di kosen rufu ed eventualmente cadervi, un giorno.” 3NRU, vol 1, Autunno dorato, 140-141

Catapultiamoci nella società, tra i nostri familiari e amici, mostrando il nostro Hosshaku Kempon di giovani valorosi e pieni di speranza, sorretti e ispirati dal voto indistruttibile nel cuore di sostenere con ogni nostra possibilità il magnifico percorso di kosen-rufu.

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