Le confessioni di Lev Tolstoj

“La confessione” di Lev Tolstoj

Il coraggio di vincere

a cura di Federica Mallus

Lev Tolstoj (1828 – 1910) scrive: “Dov’è la vita, fin da quando esiste l’umanità, lì è anche la fede che offre la possibilità di vivere […] Qualsiasi risposta essa fornisca e di qualsiasi dottrina religiosa si tratti, la fede attribuisce all’esistenza finita dell’uomo il senso dell’infinito, un senso che non viene annullato dalle sofferenze, né dalle privazioni, né dalla morte. Ciò significa che soltanto nella fede si può trovare il senso della vita e la possibilità di vivere.” 1Lev Tolstoj, La confessione, Feltrinelli, Milano, 2013, p. 66

Nella lettura di queste pagine si coglie l’estrema sincerità dell’autore nella descrizione della lotta che dovette affrontare per raggiungere la profonda trasformazione del proprio cuore.

Egli attraversò una crisi spirituale, nata dal non riuscire a rispondere alle domande sul significato e senso della vita, che inevitabilmente lo condusse a smarrire la propria strada e a provare un grande senso d’infelicità. Ma proprio nella sofferenza Tolstoj trovò poi la forza, il coraggio e la determinazione di non arrendersi.

Tolstoj mise in discussione se stesso, ogni pensiero e ragionamento razionale, dedicandosi ad approfondire, studiare le altre dottrine religiose, compreso il buddismo, che gli fu d’ispirazione. Si impegnò inoltre a vivere una vita autentica, ricca di amore, compassione e altruismo. In seguito alla sua profonda ricerca, acquisì consapevolezza che ogni risposta che egli cercava era racchiusa dentro la propria vita e non fuori da essa.

Tolstoj infatti, nel suo intenso percorso interiore riscoprì la fede, una fede che scelse e che accolse nel proprio cuore, questo determinò la sua nuova rinascita. “E così la forza vitale si ridestò in me e io ricominciai a vivere”. 2Lev Tolstoj, La confessione, Feltrinelli, Milano, 2013, p.87

Lev Tolstoj è uno degli autori preferiti da Daisaku Ikeda che cita spesso nei suoi scritti, in quanto la sua visione è in accordo con quella buddista, scrive a proposito “Lev Tolstoj continuò sempre a osservare ricercando il vero significato della fede e della religione. In questa ricerca scoprì Dio all’interno dell’essere umano. Non il Dio predicato dalle chiese, ma la suprema spiritualità, la divinità intesa come massima espressione della coscienza umana.” 3NR n. 632 / 2018, capitolo ‘slancio impetuoso’, p. 47 (puntate 1 – 65)

Si potrebbe affermare che anche Tolstoj ha aspirato a ciò che noi membri della SGI definiamo rivoluzione umana, un lavoro di trasformazione della nostra vita a partire dalla sua essenza più profonda.

Qualunque siano le sofferenze e le difficoltà che incontriamo è fondamentale non smettere mai di avanzare. La fede è il coraggio di non arrendersi, è decidere di essere assolutamente felici. La fede è la chiave della nostra vittoria.

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