Alessia

#creazionedivalore #studio #futuro

Sono Alessia, ho 18 anni e frequento l’ultimo anno del liceo scientifico, grazie alla mia famiglia pratico il buddismo e ho iniziato a far parte della Soka Gakkai dal 2017. Questo è un anno cruciale per la mia vita, per l’esame di maturità e per la scelta universitaria. Mi sono interrogata su quale lavoro volessi svolgere, sentivo paura e insicurezza nell’ aspirare al mio sogno: iscrivermi al Politecnico di Milano.

Incoraggiata dai miei compagni di fede e della mia famiglia, ho recitato Nam myoho renge kyo per trasformare questa sofferenza in un’occasione di crescita e ho partecipato alle attività della Soka Gakkai affrontando e superando la mia timidezza, mettendomi alla prova nel parlare coi compagni di fede nelle riunioni buddiste e costruendo legami con i giovanissimi del gruppo Futuro (ragazze-i che vanno dagli 11 ai 18 anni).

Mi incoraggiava l’idea di avere al mio fianco il mio maestro Ikeda e questo passo del Gosho dei “tre ostacoli e i quattro demoni’’ mi ha sostenuta tantissimo: ‘’Non dovresti sentire la minima paura nel cuore. Sebbene una persona possa aver professato la fede nel Sutra del Loto molte volte sin dal remoto passato, è la mancanza di coraggio che gli impedisce di conseguire la buddità’’. Decisi di iscrivermi al test di ammissione per l’università, perseverando nella preghiera e nello studio della filosofia buddista.

 

 

Alla mia insicurezza si è aggiunta presto una nuova sofferenza, di maggiore portata: a causa di questo virus ho perso il mio caro nonno paterno e a soli due mesi di distanza, anche mio nonno materno ci ha lasciati. 
Poco prima di quest’ultimo doloroso evento ho ricevuto la notizia che avendo passato l’esame di ammissione alla facoltà di ingegneria sono abilitata ad iscrivermi Politecnico.

Ho pregato per percepire il significato di questi avvenimenti, accaduti in così breve tempo fra loro e come avrei potuto utilizzare questo dolore per creare valore. Intraprendere la facoltà di ingegneria biomedica mi è parsa in questi ultimi anni di liceo la scelta più corrispondente ai miei interessi ma profondamente non la sentivo nel mio cuore. Attraverso l’esperienza della malattia e della morte che non avevo mai toccato così da vicino ho compreso la ragione di questo mio grande desiderio.

Nel Gosho ‘’la porta del drago ‘’ Nichiren scrive: ‘’Alla fine nessuno può sfuggire alla morte. Le sofferenze di quel momento saranno esattamente uguali a quelle che stiamo affrontando adesso. Poiché la morte è la stessa in entrambi i casi, dovresti essere disposto a offrire la tua vita per il Sutra del Loto. Pensa a questa offerta come ad una goccia di rugiada che si unisce di nuovo al grande mare, o come un granello di polvere che ritorna alla terra’’. Ho determinato di dedicare la mia vita a curare le persone e desidero che ognuno possa vivere in maniera dignitosa. Sono certa che i miei nonni sarebbero orgogliosi di me e determino di rendere tale anche il mio maestro Ikeda.