Scarica qui il pdf del Numero #8 / 2018 – Speciale Corso Studenti Europeo

Domanda: Ho stabilito un obiettivo concreto fissando una data. Dopo un anno non ho ancora realizzato. Dovrei ancora recitare per questo obiettivo?

Risponde Sanda MacWilliam, Vice responsabile donne europea:
“Toda disse che non dobbiamo mai scoraggiarci. Anche se non vediamo i risultati o le cose non sembrano andare come pianificato dobbiamo continuare a determinare giorno dopo giorno con perseveranza e ottimismo. Questo è il modo di creare speranza genuina e realizzare. Nichiren insegna che i desideri terreni sono illuminazione e che il potere di Nam-myoho-renge-kyo è positivo e creativo. E’ energia che arriva dai nostri desideri per creare felicità e valore per tutti. Per questo i miei desideri terreni sono illuminazione. Ho iniziato a praticare quando avevo 18 anni e abitavamo con i miei genitori in Canada. Tutto il resto della mia famiglia era in Scozia. Mio nonno durante la prima guerra mondiale aveva perso la mobilità di un braccio e la vista in un occhio. Era un’insegnante d’inglese, il suo scrittore preferito era Sheakspeare e gli piaceva camminare. La vista nell’altro occhio peggiorò. Disse a mia mamma che voleva morire quindi iniziai a recitare affinché che mio nonno potesse realizzare questo desiderio. Noi però recitiamo per creare non per distruggere. Cambiai quindi il modo di praticare in modo che qualcosa di grandioso succedesse. Attraverso mia mamma scoprii che il nonno 15 anni prima era andato da un oculista che gli disse che c’era un’operazione che poteva fare ma che era molto rischiosa. Continuavo a recitare daimoku e nel frattempo mio nonno, dopo due settimane, decise di essere operato. Determinai che quando avrebbe finito l’operazione si sarebbe sentito ancora più giovane. Fu così. Per me è molto importante questa lezione che ho avuto. Ho imparato a recitare per trasformare quello che c’era nel mio cuore. Il mio vero desiderio è emerso per la mia felicità e quella della mia famiglia. Il mio Daimoku si è trasformato. Il desiderio cambia perché ha acquisito la saggezza di capire se quella cosa crea valore. Posso recitare per qualsiasi cosa. Innanzitutto recito Daimoku per cambiare quello che c’è nel mio cuore. Se questo desiderio è ancora nel tuo cuore allora continua a recitare. Questo ci permette di compiere la nostra rivoluzione umana”.

Domanda: In quanto membri del gruppo giovani, come possiamo assumere la guida di kosen-rufu nelle zone in cui viviamo quando le nostre idee vengono rifiutate dai membri pionieri della nostra zona che praticano da molto tempo e la cui opinione ha molto peso nella zona?

Risponde Mieke Iwami, vice responsabile donne europea:
Quando ero una giovane donna soffrivo tanto di questa situazione. Vorrei dire una cosa che mi aiutò molto. La cosa più importante nelle situazioni difficili, nelle relazioni difficili tra membri, è trasformare quelle situazioni in una crescita per tutti. I pionieri dei miei tempi hanno dedicato tutta la loro vita a kosen-rufu. Sono stati cresciuti in un modo specifico e ci credevano davvero che quello era il modo giusto. Spesso la gioventù ha idee diverse su come realizzare kosen-rufu. Quindi penso che non solo nel buddismo ma in tutta la società avvenga un impatto tra generazioni che cozzano. Come la usiamo questa cosa? Sensei sottolinea sempre il fatto di rispettare tutti, di rispettare i membri adulti perché loro hanno lottato sinceramente insieme a lui per aprire la strada di kosen-rufu dove viviamo. Sensei disse che senza i loro sforzi noi non saremmo qui oggi. Rispettare la dignità della vita nel Buddismo è essenziale. Dobbiamo sviluppare la forte convinzione che noi e gli altri siamo Budda. Questa convinzione si rafforza quando abbiamo il desiderio sincero di incoraggiare. Dobbiamo cambiare noi per primi e aprirci alle persone con questi sentimenti di rispetto. In questo modo possiamo avere un dialogo sincero e conquistare la fiducia delle persone. I giovani hanno purezza ed energia. Occorre mettere insieme l’esperienza degli adulti e l’energia dei giovani. Ogni persona è preziosa. Le persone che ci causano sofferenza sono buoni amici perché ci fanno vedere cosa possiamo cambiare di noi. Quando kosen-rufu avanza le funzioni dell’oscurità fondamentale cercano di ostacolare la crescita creando divisione. Questa divisione blocca il flusso. Nel Gosho Diversi corpi stessa mente troviamo: “Perfino una sola persona, se ha scopi contrastanti, finirà sicuramente per fallire. Ma cento o mille persone possono senza dubbio realizzare il loro scopo se hanno un’unica mente” (RSND, I, 550). Quindi ci sono due principi importanti: uno è l’itai doshin e l’altro è la non dualità di maestro e discepolo. Quando noi abbiamo problemi con altri membri è importante che ricerchiamo lo spirito di sensei perché possiamo davvero imparare da lui, da tutti i suoi scritti. Ogni persona che sta facendo la sua rivoluzione umana ha una missione come Bodhisattva della Terra. Dobbiamo quindi creare dinamiche differenti. Quando il nostro atteggiamento è “non sopporto quella persona”, non cambiamo noi per primi. Questa è l’essenza della disunità. Noi siamo in grado di creare una rete di pace quando crediamo nelle persone. A volte pensiamo che quella persona stia bloccando il flusso di kosen-rufu. Le persone che ci hanno fatto soffrire di più sono quelle che ci aiutano di più a fare la nostra rivoluzione umana. Nichiren parla dello specchio. Se vuoi che l’immagine si inchini, tu per prima ti devi inchinare. Decidere che da oggi inizieremo con una nuova fresca partenza, partendo da noi stessi.
Vorrei raccontarvi una mia esperienza. Avevo una relazione molto difficile con
una mia responsabile. Veniva a tutte quante le riunioni in cui c’ero anch’io e mi guardava sempre male. Mi spaventava tantissimo. Una sera mentre recitavamo Gongyo insieme decisi di cambiare e determinai “Io chiederò profondamente scusa alla sua vita. Qualsiasi cosa abbia fatto”. Finito Gongyo lei mi abbracciò. Le dissi sinceramente come mi sentivo. Lei si commosse e mi disse che aveva quell’espressione perché si sentiva molto responsabile per me, io ero così giovane nella fede e pensava che guardandomi seriamente mi avrebbe sostenuta. Ero così toccata dal fatto che piangesse. Adesso siamo amiche per la pelle e quando ha dei problemi mi chiama e dialoghiamo. Vi incoraggio a far si che la disunità non si metta fra di voi e nessun altro.

Estratti dell’intervento di “Domanda e Risposta” svolta durante la visita a Villa Sachsen
Sanda MacWilliam
vice responsabile donne europea
Mieke Iwami
vice responsabile donne europea

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