Scarica qui il pdf del Numero #8 / 2018 – Speciale Corso Studenti Europeo

I responsabili del Comitato Europeo Giovani hanno aperto la lezione approfondendo il motivo per cui dovremmo leggere il Gosho. “In primo luogo per entrare in contatto con il coraggio e la compassione di Nichiren Daishonin e poiché lui scriveva queste lettere per incoraggiare i suoi discepoli che stavano affrontando delle difficoltà, dovremmo non solo leggere il Gosho ma mettere in pratica nella nostra vita gli insegnamenti in esso contenuti” ha spiegato Kiyoshi Ozawa, responsabile del Comitato Europeo Giovani “Inoltre dovremmo leggerlo come se fosse indirizzato personalmente a ognuno di noi. In questo senso noi leggiamo il Gosho per migliorare le nostre vite e per progredire”.
Di seguito riportiamo alcuni estratti dell’intervento di Kiyoshi Osawa e da Lio Collias, membro del Comitato Europeo Giovani.

CONTESTO DEL GOSHO – A CURA DI KIYOSHI OZAWA

“Il trattato fu composto nel 1260 quando Nichiren Daishonin aveva 39 anni. Era un periodo molto difficile durante il quale molte persone stavano soffrendo. Nichiren stava cercando una risposta riguardo a quale potesse essere la causa dei disastri e dell’infelicità dell’epoca e studiò con profonda dedizione per riuscire a trovarla.
Questo Gosho rappresenta una rimostranza ovvero un’obiezione, un avvertimento, nei confronti del reale detentore del potere di quel periodo, Hojo Tokiyori. Una rimostranza può essere intesa come un attacco poiché si avvisa che una determinata cosa è sbagliata a che necessita di essere corretta. Per questo iniziò la persecuzione nei confronti di Nichiren. Nonostante fosse consapevole che ciò sarebbe accaduto non si fermò e presentò la lettera. Questo è il coraggio che deriva dalla compassione. Volendo approfondire ulteriormente il suo background, questo Gosho è una rimostranza scritta sotto forma dialogica, composto come se fosse una sceneggiatura. È un dialogo tra un padrone di casa, che rappresenta Nichiren stesso, e il suo ospite, che raffigura Hojo Tokiyori.
L’ospite si sta lamentando della miseria [che dilaga nel paese] e il padrone di casa gli spiega i motivi [che l’hanno causata]. È un dialogo composto da 10 domande e 9 risposte. A una domanda non viene data risposta poiché l’ospite smette di lamentarsi e determina di impegnarsi al fianco di Nichiren Daishonin per cambiare la società. Il padrone di casa identifica il male principale che causa tutta quella miseria. La causa dell’infelicità è costituita dall’offesa alla Legge, e da una filosofia che conduce all’infelicità. È un dialogo che contiene una reciproca comprensione, alla fine del quale entrambi fanno emergere una nuova determinazione. È un efficace scritto riguardo a quanto un dialogo sincero riesca a far cambiare il punto di vista di una persona.
Di solito, nel momento in cui si scrive una rimostranza, un ammonimento, lo si espone in modo diretto. Ad esempio si potrebbe dire: “Caro Signor Hojo, vorrei metterti in guardia e avvisarti che non sono d’accordo con questo o quello, e faresti meglio a fare questo o quello”. Penso che Nichiren Daishonin sia davvero un genio. Penso che ci sia una grande differenza nel momento in cui dico “Hojo! Hai torto!” o se invece rappresento all’interno di una storia un ospite che ha torto. Per fare un altro esempio, sarebbe diverso se dicessi: “Hojo! Ammetti di avere torto e fai in modo che possiamo collaborare” o se invece descrivessi un ospite che ammette di avere torto e determina di collaborare. Credo che la cosa più importante sia il fatto che Nichiren abbia voluto enfatizzare che il dialogo cuore a cuore è la via per cambiare le persone e la società. In questo caso mettere in pratica questo Gosho nella nostra vita non significa scrivere una lettera al Presidente del mio Paese. Questo sopratutto perché in quest’epoca moderna di democrazia, chi governa un Paese non è il Presidente ma le persone. Sono proprio le persone comuni ad essere in grado di creare e costruire una terra di pace. Concretamente Nichiren ci sta incoraggiando non a scrivere una lettera ma a intrecciare dialoghi con le persone quindi a fare shakubuku e a riconoscere la nostra tendenza di base che ci rende infelici e cambiarla ovvero fare la nostra rivoluzione umana. In conclusione questo Gosho mi sta trasmettendo che io sono in grado di creare una terra di pace facendo shakubuku e continuando la mia rivoluzione umana”.

SECONDA PARTE – A CURA DI LIO COLLIAS

“In questo trattato troviamo lo spirito fondamentale del Buddismo di Nichiren che è quello di stabilire la pace ovvero far avanzare kosen-rufu. Kosen significa “dichiarare ampiamente”. “Ampiamente” implica far sentire la propria voce nel mondo ad un numero sempre maggiore di persone. “Dichiarare” significa proclamare i propri ideali, principi e filosofia. Il ru (flusso) di rufu significa “una corrente come un grande fiume” e fu (tessuto) significa “diffondere ampiamente come un rotolo di tessuto”. Kosen-rufu si riferisce all’ampia accettazione dei principi del Buddismo nel mondo. All’inizio del trattato l’ospite parla delle varie calamità che ci sono nella società: disastri naturali, carestie, malattie e così via. L’ospite si domanda quali siano le cause di questi disastri. Il padrone di casa risponde che condivide la stessa preoccupazione e invita l’ospite a discuterne insieme.
«Ho meditato attentamente sulla questione basandomi sulle mie povere risorse e ho consultato umilmente le scritture. Il mondo in genere oggi volta le spalle a ciò che è giusto e tutti indistintamente seguono ciò che è male. Questa è la ragione per cui le divinità benevolenti hanno abbandonato il paese e i santi se ne vanno e non ritornano. Al loro posto arrivano demoni e diavoli e si verificano calamità e disastri. Io non posso tacere, non posso nascondere i miei timori». (RSND I, p. 7)
In questo passaggio, vengono spiegate le cause fondamentali delle calamità: la causa alla radice di tutti i disastri è il fatto che le persone donino la propria fedeltà a cause maligne e abbandonino il corretto insegnamento. Questo è il motivo per cui gli dei benevolenti ed  i saggi hanno abbandonato la nazione. Quando le credenze erronee si diffondono, i saggi abbandonano il paese. Ciò significa che le persone hanno perso la giusta direzione di avanzare sia individualmente che come società. Nichiren dichiara che i bravi leader non scappano a causa dei disordini del pensiero umano, dell’oscurità e della negatività che disturbano sempre più la società.
L’ospite disse: «Per le calamità che si abbattono sull’impero e per questi disastri che colpiscono il paese, non sono io il solo a soffrire: l’intera popolazione è oppressa dal dolore. Adesso ho avuto il privilegio di entrare nella stanza delle orchidee e di ascoltare la fragranza delle vostre parole. Voi parlate di dèi e santi che si allontanano e di calamità e disastri che sorgono gli uni dopo gli altri. Potreste citarmi i sutra su cui basate le vostre affermazioni e provarmi ciò che dite?». (RSND I, p. 7)
Il padrone di casa desidera sinceramente dare risposta perciò cita il sutra ed i suoi insegnamenti. Questo è un buon esempio su come condividere con fiducia e coraggio gli insegnamenti in cui crediamo. Ciò suggerisce che dovremmo leggere, studiare regolarmente e vivere questi insegnamenti nella nostra vita quotidiana.
In questa parte del trattato, Nichiren spiega un concetto importante in questo buddismo, quello di esho funi, non dualità tra vita e ambiente. La non dualità di vita e ambiente è illustrata attraverso la teoria di “tremila regni in un singolo istante di vita” esposta dal maestro buddista cinese Tient’ai, sulla base degli insegnamenti del Sutra del Loto. E’ una spiegazione comprensiva della natura e dei funzionamenti della vita.
Tipicamente, la visione della vita e le questioni sull’esistenza delle persone prendono forma dalla consapevolezza di sé stessi. Riconosciamo l’io come base della realtà e il resto è letto in relazione ad esso. Ciò fa emergere una percezione della vita strutturata in termini di dualità- io/l’altro, interno/ esterno/, corpo/mente, spirito/materia, uomo/natura. Secondo la prospettiva buddista, l’io è un fenomeno temporaneo, una combinazione non permanente di materia e funzioni mentali/spirituali (corpo e mente).
Il principio di non dualità di vita con il suo ambiente chiarisce che gli individui possono influenzare e riformare il proprio contesto attraverso un cambiamento interiore o attraverso l’elevazione del proprio stato vitale di base. Se viviamo in uno stato vitale interiore d’inferno, questo si rifletterà nell’ambiente circostante e nel modo in cui rispondiamo agli eventi. Allo stesso modo, quando siamo pieni di gioia, il nostro ambiente riflette questa realtà. Se la nostra tendenza di base tende verso la condizione vitale di compassione, beneficeremo della protezione e del sostegno del mondo intorno a noi. Elevando la nostra condizione vitale di base, che è lo scopo della pratica del buddismo di Nichiren Daishonin, possiamo trasformare la nostra realtà esterna.
Possiamo così affermare che gli esseri umani hanno un’influenza sul proprio ambiente e che l’ambiente ha un’influenza sugli esseri umani. Sono strettamente connessi e si influenzano l’un l’atro. La prospettiva buddista significa riconoscere che l’io e l’ambiente sono due ma non due.
Come dice Nichiren il nostro comportamento può influenzare l’ambiente, quindi la domanda è: che tipo di società vogliamo creare? Vogliamo costruire un mondo che valorizzi ogni singolo essere vivente? Il Buddismo di Nichiren Daishonin è una filosofia che valorizza ogni vita, e questo è lo scopo di questo trattato. La nostra missione ora è di condividere questa filosofia nella società, con parole moderne e semplici. Questo è ciò che sensei ha fatto durante tutta la sua vita, scrivendo proposte di pace fin dal 1983, e tenendo numerosi dialoghi con personalità in tutto il mondo.
«I disastri naturali sorgono dalla disarmonia fra società umana e ambiente naturale. Quando fra le persone abbondano odio e disprezzo e la società è tormentata dai conflitti, anche la minima perturbazione naturale può creare un’ingente calamità. In un certo senso è la forza vitale collettiva degli esseri umani e della società che determina la portata e  l’intensità dei  disastri».  (Il mondo del Gosho, Cap. “Per la pace nel Paese”, p.126)
Sensei enfatizza il potere del singolo individuo e l’importanza di seguire una buona filosofia di vita per diventare persone eccezionali con qualità umanistiche quali la saggezza, gratitudine e perseveranza.
«Per questo i preti santi, che una volta presiedevano ai templi, se ne vanno via e non ritornano, e gli dèi benevolenti che proteggevano gli insegnamenti buddisti partono per non tornare più. Tutto ciò è accaduto a causa di questo Preferire il Nembutsu a qualsiasi altra cosa di Honen. Che pena pensare che, nello spazio di pochi decenni, centinaia, migliaia, decine di migliaia di persone sono state ingannate da queste dottrine demoniache e così tante si sono smarrite fra i vari insegnamenti buddisti! Se la gente preferisce ciò che è secondario e dimentica ciò che è primario, come possono le divinità benevolenti non essere adirate? Se la gente accantona le dottrine perfette e sceglie quelle fallaci, come può il mondo sfuggire agli attacchi dei demoni? Piuttosto che offrire diecimila preghiere, sarebbe meglio semplicemente bandire questo unico male». (RSND I, p.15)
Il padrone di casa replicò: «Anche se sono una persona di scarsa abilità, mi sono riverentemente dedicato allo studio del Mahayana. Una mosca blu, se si posa sulla coda di un buon cavallo, può viaggiare diecimila miglia, e la verde edera che si abbarbica intorno al possente pino può crescere fino a mille piedi. Io sono nato come figlio dell’unico Budda, Shakyamuni, e servo il re delle scritture, il Sutra del Loto. Come potrei osservare il declino della Legge buddista e non essere colmo di pietà e rammarico? «Inoltre il Sutra del Nirvana afferma: “Se un buon monaco vede qualcuno distruggere l’insegnamento e non se ne cura, non lo rimprovera, lo espelle o lo punisce per la sua offesa, dovresti comprendere che quel monaco sta tradendo l’insegnamento del Budda. Ma se espelle il distruttore della Legge, lo rimprovera o lo punisce, allora questi è un mio discepolo, un vero ascoltatore della voce”. Quantunque io possa non essere un “buon monaco”, per evitare l’accusa di stare “tradendo l’insegnamento del Budda” ho citato qualche principio generale e fornito una spiegazione approssimativa.» (RSND I, p. 17)
In questo passaggio, il Daishonin cita alcuni esempi di una piccola mosca che viaggia posandosi sulla coda di un cavallo purosangue, e di un’edera sottile e gracile che cresce alta unendosi intorno a un albero di pino. Ciò indica che non importa la bassa condizione sociale di un individuo o quanto umile sia il suo aspetto. Se una persona abbraccia la grande Legge allora quella persona può condurre una vita grandiosa e nobile. L’affermazione del Daishonin dimostra come sia magnifico lo stato vitale di coloro che studiano e praticano il Buddismo Mahayana. La mosca è ognuno di voi e il cavallo purosangue è il nostro grande insegnamento del Sutra del Loto ma anche ogni incoraggiamento che riceviamo dal nostro maestro che ha basato la sua vita sugli insegnamenti del Sutra del Loto.
Vorrei condividere con voi l’esperienza di una donna che fu incoraggiata da sensei durante la gioventù: il suo incontro con sensei è riportato nel capitolo della Nuova Rivoluzione Umana 30, Suonate la campana che annuncia l’alba, puntata 49.
La scena ha luogo il 14 giugno del 1981, nel treno regionale da Parigi a Sceaux, dove si teneva una riunione giovani generale. Sensei sta rivedendo la poesia scritta dai giovani francesi che un giovane uomo gli aveva appena letto.
“Una giovane donna iniziò a parlare: «Ho iniziato a praticare un anno fa. Nella mia città sono l’unica praticante e impiego ore per raggiungere il luogo dello zadankai. In una situazione del genere come è possibile espandere la comprensione del Buddismo nella comunità?». Shin’ichi rispose immediatamente: «Non devi preoccuparti. Non ci sei forse tu? Tutto ha inizio da una singola persona. L’importante è che tu stessa diventi una presenza amata da tutti nella tua comunità. Quando vi è un solo grande albero, le persone vi si raccolgono attorno nelle afose giornate estive alla ricerca di un po’ di fresco, e nelle giornate di pioggia in cerca di riparo. La misura in cui tu che hai abbracciato il Buddismo, come un grande albero ti farai amare e conquisterai la fiducia di tutti, si trasformerà in simpatia verso questo Buddismo e porterà alla propagazione della Legge. Ti prego di crescere come un forte arbusto. Diventa tu stessa un meraviglioso albero della tua comunità!».
(https://sgi-italia.org/riviste/nr/ wordpress/wp-content/uploads/2017/12/ NRU-VOL30-CAP-4-LA-CAMPANA-CHE- PREANNUCIA-L-ALBA.pdf)
Da allora, questa giovane donna ha sviluppato se stessa con brillantezza.
Superò una grave anoressia e diventò una scrittrice per bambini. Ha ricevuto numerosi premi e riconoscimenti per il suo lavoro e talento. Allo stesso tempo diventò un meraviglioso albero a sostegno e incoraggiamento della sua comunità per molte persone e specialmente per i più giovani, nelle regioni della Bretagna e Normandia.
Di recente, mentre sensei scriveva questa puntata della Nuova Rivoluzione Umana, questa donna gli ha risposto con una grande vittoria: ha scritto un libro su sua madre e sulla sorella gemella della madre che vissero in povertà durante l’infanzia. Erano troppo povere e non potevano permettersi un paio di scarpe e quindi dovevano condividerne uno solo in due. Anche questa donna crebbe in una famiglia povera, ma ha trasformato completamente la sua vita superando ogni sofferenza che ha incontrato. Con gratitudine verso sua madre ha scritto questo libro. Innanzitutto ha ricevuto un premio nazionale per questo libro nel 2016 e poi questa storia è stata messa in scena in uno dei più famosi e rinomati festival teatrali in Francia. Partecipa ancora con vigore nelle attività della SGI nonostante i suoi numerosi impegni come vice responsabile di hombu ed è determinata come non mai a proteggere ed ispirare numerosi giovani!
Questa sì che è un’esperienza grandiosa, che dimostra con chiarezza la profondità e la potenza degli insegnamenti del Sutra del loto e quanto splendido sia avere Daisaku Ikeda come maestro di vita. Ora ritorniamo alla lezione: Nichiren nel Gosho cita il Sutra del Nirvana dove afferma che se un buon prete vede qualcuno che distrugge gli insegnamenti e non lo denuncia o non disapprova, allora quel monaco sta rinnegando l’insegnamento del Budda, ma se denuncia chi rinnega la legge e lo disapprova, allora è un vero discepolo del Budda. Riferendosi a queste affermazioni, il Daishonin enfatizza che un vero discepolo del Budda è colui che lotta contro le forze maligne che fanno soffrire le persone. Egli enfatizza anche che è importante che le persone che credono in questo insegnamento trasformino le proprie menti e i propri cuori. Nichiren lotta contro e confuta le religioni e le discipline che non riconoscono il valore delle persone e che non aiutano le persone comuni a diventare veramente felici poiché questo tipo di filosofie conducono la società all’egoismo e infine alla guerra, alla distruzione di massa dell’ambiente, a disastri naturali, alle carestie e così via… Propagare ampiamente questa filosofia ed impegnarsi in ogni dialogo richiedono sforzi quotidiani al fine di stabilire un sistema corretto di valori che porti al temine di un’epoca di confusione e per realizzare una società in cui ognuno di noi viva felicemente e in pace. Continuiamo ad aprire nuovi dialoghi e facciamo tesoro della persona che abbiamo di fronte. Continuiamo ad espandere la cerchia di fiducia e amicizia, dedicandoci sempre più alle nostre attività come buoni cittadini e contribuendo allo sviluppo del nostro quartiere e alla felicità della nostra famiglia”.

Estratti dell’intervento di
Kiyoshi Osawa
responsabile del Comitato Europeo Giovani
Lio Collias
membro del Comitato Europeo Giovani

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