Scarica qui il pdf del Numero #10 / 2018

Massimiliano, Roma

LA MIA MUSICA PER KOSEN-RUFU

Ho iniziato a praticare il buddismo di Nichiren Daishonin all’età di 24 anni e attualmente studio al Conservatorio di Santa Cecilia a Roma. Ho da sempre ascoltato moltissima musica, verso la quale ho coltivato un grande legame.

I miei genitori vedevano nel mio futuro tutto tranne la possibilità che io diventassi un musicista, perché non essendo mai stato uno studente modello non credevano che avrei avuto la costanza di affrontare degli studi accademici. Dopo il diploma provai ad entrare all’università ma poi scelsi la strada del lavoro per avere la mia indipendenza. Mi ritrovai così a 23 anni senza aver frequentato l’università, senza aver affrontato gli studi musicali e con un grande amore per la musica. In quegli anni, avendo frequentato molte discoteche, mi ero appassionato all’energia e alla forza della musica dance intuendo che questa aveva il grande potere di unire le persone. Stimolato da quelle esperienze nacque in me il forte desiderio di lavorare nell’ambiente musicale.
Per iniziare, lavorai in diverse società nell’ambito radiofonico e contemporaneamente lavoravo come dj e producer. Fu un periodo in cui collezionai, con due miei brani, vette di classifiche dance europee. Mi sentivo comunque insoddisfatto perché il lavoro in radio non era creativo.
Quando iniziai a praticare il Buddismo, nel 2010, il primo beneficio fu quello di sentire un forte spirito di ricerca che mi stimolò a decidere di studiare privatamente pianoforte andando con la preghiera oltre le circostanze del momento. Frequentando gli zadankai e approfondendo la recitazione di Nam-myoho-renge-kyo poco dopo ci fu un’ulteriore prova tangibile: non avevo possibilità economiche sufficienti per poter comprare un pianoforte, ma con la buona fortuna accumulata recitando Daimoku riuscii a trovare i soldi necessari per acquistare quello adatto alle mie esigenze, che tutt’ora utilizzo. Nello stesso periodo, quasi tutti i miei amici studiavano all’università e ispirato dal loro esempio nacque in me il forte desiderio di approfondire quello che tanto amavo: la musica elettronica.
Parlando con la mia insegnante di pianoforte di questa mia passione, mi spronò ad iscrivermi al Conservatorio per seguire un corso di laurea in Musica e Nuove Tecnologie. Mi sembrava azzardato e rischioso perché a 25 anni pensavo di essere troppo grande per iniziare l’Università ma recitavo Daimoku per capire se questa fosse la mia strada. A marzo 2011 mi chiedevo: «Mi licenzio (avevo un contratto a tempo indeterminato in una radio) e mi iscrivo al Conservatorio o continuo la carriera professionale?». Tornato da un corso buddista e sentendo l’incoraggiamento di sensei nel cuore, decisi di seguire i miei sogni e di iscrivermi al Conservatorio. Passai tutta l’estate a studiare per arrivare preparatissimo all’esame di ammissione al corso di Musica Elettronica e grazie ai miei sforzi nello studio fui ammesso. Il primo anno accademico diedi dieci esami su undici con la media del 29. L’anno seguente mi iscrissi anche al corso di composizione dove un insegnante che avevo conosciuto a quel famoso corso buddista nel 2011 divenne mio docente! In corrispondenza ai primi due anni di Conservatorio cominciai a frequentare l’appena nato Gruppo Studenti, dove
avevo conosciuto i primi studenti Soka pionieri di Roma. Ogni volta non vedevo l’ora di raccontare le mie fantastiche esperienze nello studio, ed ero veramente felice di far parte di un gruppo così meraviglioso. Il mio grande desiderio da anni era finalmente diventato realtà: ERO UNO STUDENTE!
«Gli studenti sono una costante fonte di gioia, speranza e orgoglio […]. Il gruppo studenti assicura la vittoria della Soka.» (NR 611, pag. 24)
«Un vero studente Bodhisattva non si crogiola nel dolore, nello svilimento o nella rassegnazione. Ciò che possiede più di tutto è un coraggioso ottimismo e lo spirito intrepido e invincibile di avanzare con slancio.» (https://www.ilvolocontinuo.it/messaggio-del-presidente-ikeda-occasione-del-60-anniversario-della-divisione-studenti/)
Questi due anni di grandi vittorie nello studio portarono immancabilmente grandi ostacoli. Il più difficile fu nel 2013 quando ebbi un malore mentre tornavo dal Conservatorio di l’Aquila. Nonostante l’impedimento provocato dalla malattia ero deciso a finire la mia prima composizione per violino ed elettronica che doveva essere eseguita a breve: ci riuscii grazie al Daimoku e al sostegno dei compagni di fede. L’anno seguente mi trasferii al Conservatorio Santa Cecilia di Roma e da quel momento iniziò una nuova fase della mia vita. In corrispondenza di questo evento cominciarono delle “recitazioni studenti” a casa di una compagna di fede: fu in quel momento che ebbi il forte desiderio nel cuore di sostenere concretamente questo meraviglioso gruppo. Di lì a poco mi proposero la responsabilità del Gruppo Studenti “Altre Università, scuole e Accademie” che accettai con grande gioia e senso di missione. Il primo anno di attività è stato molto impegnativo. Alle prime riunioni eravamo solamente in 3 partecipanti ma ci siamo sforzati di approfondire il Gosho e le guide del Presidente Ikeda, basandoci sempre sul motto “Studiamo anche per le persone che non hanno la possibilità di studiare”. Le vittorie nello studio si susseguivano e andavano di pari passo con gli sforzi nell’attività. Come effetto di questa sincera dedizione il gruppo di cui ero referente ha avuto una crescita notevole fino ad arrivare a 23 presenze, avevamo vinto! Nel 2015 ci fu la mostra Senzatomica a Roma. Con i compagni di fede che studiavano al Conservatorio decidemmo di realizzare un evento nel nostro Ateneo per far arrivare alle persone lo spirito della campagna. Per quell’occasione realizzai un pezzo con l’intento di trasmettere attraverso la musica l’atrocità della bomba atomica. La composizione fu pensata per non dimenticare la sofferenza degli Hibakusha. Grazie a questa esperienza capii per la prima volta cosa volesse dire comporre un brano basandosi sul Daimoku. Non mi rendevo ancora conto che stavo già mettendo in pratica quello per cui avevo studiato e che finalmente riuscivo ad esprimere appieno la mia creatività.
Ad ottobre in occasione di EMUFest, un festival che si svolge annualmente al Conservatorio, il mio maestro di composizione mi commissionò un brano. Volevo creare un qualcosa che facesse sentire la potenza di Nam-myoho-renge-kyo, ed è così che è nato “L’abile medico”. Attraverso questo lavoro riuscii a parlare del Buddismo sia ai compagni del Conservatorio che collaborarono a questo progetto sia a tutti i presenti all’esecuzione. Mi sembrava un sogno che si realizzava, la sala accademica del Conservatorio era pervasa dal suono del Daimoku. Nello stesso anno soffrii di crisi di ansia molto forti che mi portarono ad abbandonare a metà il primo corso nazionale studenti tenutosi a Milano, tornando così a Roma. Mi sentivo sconfitto, ma come dice Sensei: «La preghiera è la chiave per manifestare saggezza e coraggio. È una sfida per non arrendersi alla disperazione o rassegnarsi. Preghiamo intensamente, con la grande convinzione che possiamo trasformare positivamente la nostra situazione attuale!» (Daisaku Ikeda, Seikyo Shimbun, 22 giugno 2018, https://www. ilvolocontinuo.it/22-giugno-2018/).
Recitavo Daimoku per utilizzare la malattia al fine di creare valore e trasformarla in qualcosa di positivo. Durante il corso di Montecatini nel 2015 ebbi un’altra crisi di ansia ma ero più forte e più determinato a vincere. Mentre recitavo Daimoku feci una promessa al mio maestro Daisaku Ikeda: rendere felici tutte le persone, aiutare chi sta male e soffre, creare un grande valore e realizzare kosen-rufu attraverso la musica.
Come effetto di questa profonda decisione, pochi mesi dopo il CRM (Centro di Ricerche Musicali) mi propose una collaborazione al progetto “Musica Emozioni” mirato alla riabilitazione di pazienti con disabilità psichiatrica, attraverso strumenti e forme d’arte musicale innovative. Finalmente il veleno della malattia si era trasformato nella medicina della compassione. Alla prima riunione al CRM incontrai un ragazzo con un grave disagio, e con mio grande stupore, scoprii che si chiamava Massimiliano, come me: mi sono commosso e ho sentito un profondo senso di missione. Attraverso la preghiera riuscii a “sentire” la sua vita e la sua particolare condizione.
Nonostante tutte le difficoltà e gli ostacoli nel 2016 mi laureai con 110 rendendo felici tutte le persone care e ripagando il debito di gratitudine versotutti coloro che mi hanno sempre sostenuto, specialmente i miei genitori. Successivamente mi iscrissi al biennio decidendo di raddoppiare i miei sforzi; i lavori di composizione si sono susseguiti rapidamente, facendomi conquistare così la stima dei miei colleghi, dei docenti e del direttore del conservatorio che mi ha commissionato un’opera in fase di realizzazione. Questo momento fu decisivo per passare dall’essere “solo” uno studente ad essere un compositore elettroacustico vero e proprio. In occasione del corso di Chianciano mi fu chiesto di realizzare le musiche per lo spettacolo di danza. Fu un’esperienza importante che mi permise di vincere totalmente sulle mie paure ed esprimere al massimo il mio potenziale come compositore e dj, lavorando al 100% fino all’ultimo istante.
Ultimamente ho partecipato come dj all’evento realizzato per l’Appello alla resilienza e alla speranza per i giovani del mondo di Esquivel e Daisaku Ikeda all’ex dogana. É stato un grande onore per me e ho rinnovato la decisione di realizzare la pace attraverso la musica.
Con il cambiamento a livello locale dell’attività studenti mi è stato proposto di prendermi cura degli studenti del territorio Salario. Questa nomina mi è servita per decidere che non smetterò mai di studiare e che sarò sempre nel cuore un membro di questo gruppo, continuando a svilupparmi e usando le mie capacità per il bene degli altri: il mio desiderio è quello di diventare un grande musicista per kosen-rufu e portare la mia musica nel mondo.
«[…] Lo studente, rispondendo alla chiamata dell’insegnante, si impegna a creare una nuova storia in una nuova epoca.» (Storie di vita, jazz e buddismo, Ikeda, Shorter, Hancock, pag. 148)
«La musica ha un enorme potere. É come la primavera che permette ai fiori di sbocciare in tutta la loro bellezza. […] Ci dà la forza di alzarci e affrontare le prove di fronte alle quali ci troviamo, e ci impedisce di scappare e nasconderci o far ricadere i nostri problemi sulle altre persone.» (Storie di vita, jazz e buddismo, Ikeda, Shorter, Hancock, pag. 149]

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