Una nuova serie di incoraggiamenti del presidente della SGI Daisaku Ikeda rivolti ai ragazzi e alle ragazze della Divisione futuro.

Nel giardino della speranza

Il castello inglese di Taplow Court è un Centro culturale della SGI tra i più belli al mondo. Fra alberi e giardini, Daisaku Ikeda ha passeggiato con le ragazze e i ragazzi che oggi sono diventati leader della società e protagonisti di kosen-rufu. In qualunque situazione ci troviamo, egli ci incoraggia a costruire nel nostro cuore dei magnifici castelli di saggezza e convinzione

Il mio maestro, il secondo presidente della Soka Gakkai Josei Toda, amava i castelli e non è un caso che il suo nome contenga il carattere cinese che significa castello (jo). Inoltre fu proprio lui ad attribuirmi lo pseudonimo “Daijo”, o “grande castello”. Toda si alzò da solo sulle rovine della Seconda guerra mondiale e iniziò a costruire un castello di felicità e giustizia per le persone, un castello che incarna la filosofia della dignità della vita. Affidò a noi giovani il compito di proteggere con fermezza quel castello, ampliandolo fino a farne un “grande castello” mondiale di pace, cultura, ed educazione. Nel maggio del 1989, venticinque anni fa, fu aperto il Centro culturale della SGI inglese di Taplow Court, il castello di kosen-rufu che sorge su una collina vicino al Tamigi, a circa quaranta chilometri a ovest di Londra. Quando lo visitai per la prima volta, la bellissima costruzione in mattoncini rossi era circondata dagli alberi e, al di sopra dei tetti a punta, si apriva il blu del cielo. Quando arrivai iniziò subito una piacevole conversazione con i membri: uomini e donne pieni di dignità e di quel caldo senso dell’umorismo tipico degli inglesi. Erano presenti anche alcuni rappresentanti della Divisione futuro, con gli occhi che brillavano. Passeggiai con loro nel giardino e nei prati curati con amore dai membri. Fin da allora, ogni volta che ho visitato Taplow Court ho avuto incontri meravigliosi con i ragazzi e ragazze della Divisione futuro. Quei giovani amici ora sono diventati leader che svolgono un ruolo attivo nella società. Taplow Court è veramente un castello della speranza e del futuro, un luogo in cui crescono persone capaci.

***

Sulla cima della collina di Taplow sgorga una sorgente, in una zona che si dice fosse già abitata duemila anni fa. Nei terreni del Centro culturale sono stati rinvenuti sepolcreti che risalgono a millequattrocento anni fa. A metà del diciannovesimo secolo Taplow Court venne ristrutturato e assunse l’aspetto gotico vittoriano che oggi conserva. Magnifici i giardini geometrici, con le file di cedri lungo il sentiero che si snoda verso nord e verso sud. A causa della vicinanza a Windsor Castle, residenza della famiglia reale britannica, è stato sede di molti eventi mondani. Un tempo c’era un detto: «Se prendi un cavallo a Windsor, ti porterà naturalmente a Taplow». È stato visitato dai reali di altri paesi e da scrittori famosi, come Rudyard Kipling (1865-1936) e Oscar Wilde (1854-1900), cosa che ne fa un Centro culturale ricco di storia. Spero che troverete l’occasione di far visitare Taplow Court ai vostri genitori e alle vostre famiglie. Anche il primo ministro britannico Winston Churchill (1874-1965) amava Taplow Court. Vi piantò perfino un albero, oggi cresciuto splendidamente nella sua unicità. «Il nostro futuro è nelle nostre mani. Le nostre vite sono ciò che noi stessi decidiamo di farle diventare»1 James C. Humes, The Wit and Wisdom of Winston Churchill: A Treasury of More Than 1,000 Quotations and Anecdotes (New York: HarperCollins Publishers, 1994), p.28. : questa era la profonda convinzione di Churchill, mentre guidava la Gran Bretagna nella sua lotta contro le forze nemiche naziste. Che cosa c’era alla base della vita del grande primo ministro? Tante, tante letture! Uno dei libri preferiti di Churchill era La storia del declino e della caduta dell’impero romano di Edward Gibbon. Grazie allo studio approfondito della storia, egli fu in grado di guardare al futuro da un’ampia prospettiva. Churchill disse: «Se non riuscite a leggere tutti i vostri libri, almeno prendeteli in mano. Fatene dei vostri, cari amici»2Ibid., pp.10-11- . Iniziate dai libri che avete a casa o recatevi in biblioteca e prendete in prestito il primo libro che cattura la vostra attenzione. La cosa importante è continuare a leggere attentamente i libri, perché senza dubbio vi offriranno una nuova prospettiva. «Di cosa parla questo libro?»: questo tipo di curiosità trepidante ci mette in grado di manifestare e sviluppare il nostro potenziale. Aprire un libro è aprire la porta al futuro. Il Regno Unito è un paese con una lunga tradizione relativa ai diritti umani. La Magna Carta, un documento che limitava i poteri del re, fu emanata nel tredicesimo secolo. Una parte di essa è stata inglobata nella costituzione britannica e ha influenzato la costituzione americana e molti altri documenti simili in tutto il mondo. Il Regno Unito è stato alla testa della modernizzazione, è il luogo dove ha preso avvio la Rivoluzione industriale. Londra, la capitale, è passata alla storia come una delle città più belle e continua ad affascinare tante persone. Un terzo della popolazione attuale è nata fuori dal Regno Unito: è un luogo di cittadini globali, che risplendono per tradizione, innovazione e diversità.
Nel maggio del 1972 Arnold J. Toynbee (1889-1975), uno dei più grandi storici del ventesimo secolo, mi invitò a casa sua. Aveva allora ottantatre anni, e io quarantaquattro. Sebbene il divario di età fosse simile a quello tra un padre e un figlio, mi scelse come suo interlocutore per dialogare su numerose delicate questioni che l’umanità si trova ancora oggi ad affrontare. Il nostro dialogo proseguì a casa sua anche durante l’anno successivo, per un totale di più di quaranta ore. Continuammo a scambiarci opinioni anche per corrispondenza e in seguito la nostra conversazione fu pubblicata in inglese col titolo Choose Life. Tradotto in ventotto lingue, questo dialogo è stato letto da presidenti, leader e personalità di spicco nell’ambito della cultura in molti paesi e definito “un testo per l’umanità”. Nel parlare della sua vita dedita alla conoscenza, Toynbee citò un passo di una commedia dell’antico autore drammatico latino Terenzio: «Io sono un uomo: non considero nulla che sia umano estraneo a me»3Terenzio, The Comedies (Oxford: Oxford University Press, 2006), p.104.. Toynbee ardeva di una determinazione calma ma anche appassionata, della decisione di continuare a sforzarsi fino a che rimaneva anche una sola persona sofferente. Quando gli chiesi quale fosse il suo motto, mi rispose senza esitare: «Laboremus. “Lavoriamo”». Sebbene oggi io abbia più anni di quanti ne avesse Toynbee all’epoca del nostro incontro, continuo a spronarmi all’azione con quelle stesse parole.

***

Per tutta la vita Toynbee tenne in gran conto le amicizie che aveva stretto quando era studente all’Università di Oxford. Tuttavia, la maggior parte dei suoi amici morì giovane, durante la Prima guerra mondiale. Toynbee invece fu esonerato dal servizio militare a causa di una malattia. Nel suo appartamento, sul caminetto, c’erano le fotografie di venti suoi compagni, anch’essi studenti ad Oxford, morti in guerra. Con le lacrime agli occhi mi confidò che più diventava vecchio, più vivido si faceva il ricordo di quegli amici. Pur avendo avuto la fortuna di fare tante esperienze, non poteva fare a meno di pensare alla morte prematura di quei giovani, e al fatto che fossero state loro negate opportunità simili alle sue. Toynbee studiò duramente, sforzandosi anche per i suoi cari amici defunti che non avevano avuto le sue stesse possibilità. Era determinato ad aiutare altri giovani che a causa della guerra o della povertà non potevano proseguire i loro studi. Per Toynbee lo studio era un modo di provare la sua amicizia agli amici caduti in guerra, e un punto di partenza nella sua lotta per la pace. Un’espressione francese, noblesse oblige (lett.: la nobiltà obbliga), indica che coloro che hanno la fortuna di godere di privilegi, hanno anche la responsabilità di aiutare chi è meno fortunato. Chi ricopre una posizione di potere o gode di circostanze favorevoli ha la responsabilità di studiare, migliorarsi, di sviluppare saggezza e coraggio per servire le persone, anche se questo significa mettere da parte i propri interessi personali per il benessere degli altri. Dietro lo spirito di noblesse oblige ci sono gli ideali della cavalleria, secondo i quali chi detiene il potere deve per primo sforzarsi di migliorare il proprio carattere come essere umano. Toynbee fu un esempio a questo proposito. Nel nostro dialogo mise in evidenza che «l’educazione deve servire a comprendere il significato e i fini dell’esistenza e a scoprire il giusto modo di vivere». Nichiren Daishonin scrive: «Se la Legge che una persona abbraccia è suprema, ne consegue che la persona che l’abbraccia deve essere la prima tra tutte le altre» (Domande e risposte riguardo all’abbracciare il Sutra del Loto, RSND, 1, 55). Come praticanti del Buddismo di Nichiren, un insegnamento di supremo rispetto per la dignità della vita, vi state sforzando da buoni figli e figlie, avendo cura dei vostri amici e sforzandovi nello studio mentre avanzate verso il futuro. State valorizzando al massimo la vostra gioventù.
Durante uno dei miei soggiorni nel Regno Unito visitai sia l’Università di Oxford, che ebbe un’importanza particolare nella vita di Toynbee, sia l’Università di Cambridge, l’alma mater di sua moglie, Veronica Toynbee (1894-1980). Ricordo ancora i calorosi sorrisi dei coniugi Toynbee, felici della mia visita alle due università. Nel libro degli ospiti della biblioteca dell’Università di Oxford scrissi: «L’educazione e i libri sono i pilastri dorati degli individui, della società e dell’umanità». La cultura, nella sua accezione più autentica, ci permette di diventare pilastri dorati in grado di sostenere gli altri, la società e l’umanità. Più studiamo, più possiamo risplendere. «Per quale scopo studiate?»: spero che tutti voi, coraggiosi giovani campioni Soka, ragazzi e ragazze della Divisione futuro, non dimenticherete mai questa fondamentale domanda mentre trascorrete la vostra giovinezza sfidandovi nella lettura e nello studio.

***

È memorabile ciò che accadde nell’estate del 1971, l’anno prima che iniziassi il mio dialogo con Toynbee. In Giappone, nella prefettura di Shizuoka, si tenne un corso della Soka Gakkai a cui parteciparono settemila ragazzi della Divisione scuole superiori. Numerosi boy scouts provenienti da vari paesi partecipavano a un raduno sulle vicine alture di Asagiri. Improvvisamente l’area venne colpita da un forte tifone e tutti furono costretti a evacuare velocemente. Ci organizzammo subito insieme ai ragazzi della Divisione scuole superiori per trovare alloggio a circa seimila scouts. Ricordo con orgoglio che il Gruppo musicisti e il Gruppo pifferi e tamburi si misero a suonare per dare il benvenuto agli scouts, e tanti brillanti giovani fecero in quell’occasione da interpreti. L’ultimo gruppo a essere evacuato e a trovare riparo presso di noi veniva dal Regno Unito. Dicevano: «Non ci importa se siamo gli ultimi. Prima prendetevi cura dei nostri compagni scouts degli altri paesi». Lodando il loro coraggio, strinsi con fermezza la mano del loro capo.

***

Una volta ho narrato ai giovani della SGI britannica la storia di un cavaliere dei tempi antichi che venne fatto prigioniero dai nemici che occuparono il suo castello. Costoro lo schernivano dicendo: «Dov’è il tuo castello? Hai perso tutto!». Ma il cavaliere, con la mano sul cuore, rispose con dignità: «Il mio castello è qui, nel mio cuore». Spero che tutti voi costruiate nei vostri cuori castelli di saggezza, splendenti di buone maniere e integrità, castelli di convinzione basati su un saldo impegno in nome della verità e della giustizia, castelli magnifici come Taplow Court. Il vostro valore e il significato della vostra esistenza non può essere svilito da niente e da nessuno. La cosa importante è migliorarsi sempre basandosi su una solida filosofia. Quel che conta sono le vostre azioni e le motivazioni delle vostre azioni. Insieme ai compagni membri di tutto il mondo, eleviamoci come fortezze torreggianti con il cuore colmo di fierezza, come tedofori della giustizia che avanzano lungo il grande sentiero della pace.
Mie signore e signori, vi prego di essere saggi e coraggiosi!

 

Daisaku Ikeda, 1 luglio 2014

Note[+]