Una nuova serie di incoraggiamenti del presidente della SGI Daisaku Ikeda rivolti ai ragazzi e alle ragazze della Divisione futuro.

I fiori del Brasile

Il celebre compositore brasiliano Amaral Vieira, un mio caro amico, ha affermato che ogni luogo dove abbiamo veri amici è la nostra città natale. Sono d’accordo, e in questo senso posso dire di sentirmi a casa in tutto il Giappone e nel mondo intero. Il Brasile, dove ho tanti amici ottimisti e solari, ha un posto particolare nel mio cuore.

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Nuvole bianche sorridevano nel cielo blu e là il verde della terra si estendeva a perdita d’occhio. Alberi e fiori sussurravano nella brezza gentile, mentre uccelli e farfalle svolazzavano gioiosi. Nel febbraio del 1993 visitai il Centro culturale e naturalistico della SGI del Brasile, all’interno di un’area boschiva di grande bellezza, alla periferia di San Paolo che è la più grande città del paese. In quel periodo erano in fiore più di venti specie botaniche, inclusi i fiori di loto, i girasoli e le cosmee, coltivati con cura e sincerità dai membri. C’erano anche delle vasche con una trentina di specie diverse di pesci provenienti dall’Atlantico e dai Caraibi, oltre ai pesci rari dell’Amazzonia, dove la SGI del Brasile ha istituito un centro ecologico dedicato alla promozione di una coesistenza armoniosa tra esseri umani e natura. Durante la mia permanenza al Centro, ogni volta che avevo un po’ di tempo libero amavo passeggiare in quel paradiso di piante e fiori discorrendo con i giovani. C’era un luogo che risplendeva di particolare bellezza, illuminato dal sole: un boschetto di clerodendri rosa e viola. Si dice che i clerodendri siano originari del Sud America. Si possono ammirare in tutta San Paolo, con i loro fiori che si protendono verso il sole facendosi largo tra il verde delle foglie, come un’esplosione di vita. I membri brasiliani, che hanno dovuto sopportare tante prove e sofferenze, conducono esistenze gloriose, proprio come dice il nome inglese dei clerodendri (glory tree).

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Ogni fiore, sbocciando nel suo modo unico, intona un canto di lode alla vita, anche se nessuno lo vede. Questo è il motivo per cui i fiori attraggono le persone suscitando in loro il sorriso. Allo stesso modo, le persone allegre donano serenità a chi sta intorno. La loro energia positiva e il loro spirito combattivo si trasmettono a tutti in modo naturale. Chi è allegro ha la capacità di superare qualsiasi ostacolo o difficoltà. C’è un detto brasiliano «chi canta allontana i dolori», che esprime bene lo spirito straordinario del popolo brasiliano. Tutti noi sperimentano eventi dolorosi o tristi, cantare e ridere sono buoni motivi per allontanare le preoccupazioni; se la situazione sembra senza via d’uscita, allora creiamola noi, la speranza!

Il Brasile, il più grande paese del Sud America, è considerato una delle grandi nazioni del futuro. Molti vengono attratti dalla vastità del suo territorio, dall’ambiente naturale, dal tessuto sociale formato da etnie e popoli diversi intrecciati tra loro. Adoro la gentilezza e il brillante ottimismo del popolo brasiliano. Nel giugno del 2014 inizieranno in Brasile i campionati mondiali di calcio. È risaputo che il calcio è uno sport molto amato in Brasile e che i brasiliani sono persone calorose ed estroverse: riescono a fare amicizia con tutti, anche semplicemente intorno a un pallone.

Il carnevale di Rio de Janeiro è molto famoso. Durante il carnevale tante persone in maschera sfilano per le strade ballando a ritmo di samba. Ricordo con piacere di aver partecipato al festival culturale della SGI brasiliana presso il centro culturale di Rio de Janeiro, nel febbraio del 1993, dove rallegrai i partecipanti con uno strumento per suonare la samba. Nichiren Daishonin scrive: «Quando accade un grande male, seguirà un grande bene. […] Che motivo avete di lamentarvi? Benché non siate il venerabile Mahakashyapa1Mahakashyapa: uno dei dieci discepoli principali di Shakyamuni, celebre per il suo ascetismo., dovreste tutti mettervi a ballare! Benché non siate Shariputra2Shariputra: uno dei dieci discepoli principali di Shakyamuni, noto per la saggezza con cui comprendeva il vero intento della preghiera del Budda., dovreste balzare in piedi e danzare. Quando il Bodhisattva Pratiche Superiori3Bodhisattva Pratiche superiori: capo dei Bodhisattva della Terra e discepolo di Shakyamuni dal remoto passato. emerse dalla terra, non lo fece forse danzando?» (Grande male e grande bene, RSND, 1, 992). Nella prospettiva del Buddismo, il fatto di incontrare problemi è segno di una futura vittoria certa. Questo è il motivo per cui, quanto più difficile è la situazione, tanta maggiore la gioia con cui dovremmo affrontarla, sforzandoci con vigore, consapevoli che proprio quei problemi sono l’opportunità per trasformare le nostre vite nel profondo. Questo insegna il Buddismo di Nichiren. Una fede coraggiosa può trasformare la più grande sfida nella migliore opportunità.

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Il nome Nichiren è composto dai caratteri cinesi che indicano il sole (nichi) e il loto (ren). Niente è più luminoso del sole, niente è più puro del loto. Quando recitiamo Nam-myoho-renge-kyo, l’essenza del Buddismo di Nichiren, le nostre vite risplendono luminose come il sole e sbocciano meravigliose come il puro fiore di loto. Siamo nati in questo mondo per vincere. Recitare   Daimoku ci dà la forza per vivere ogni giorno fino in fondo e vincere, qualunque sia il problema che ci troviamo ad affrontare. Ai membri brasiliani che stavano lottando dissi: «Noi stessi dobbiamo rafforzarci. Dobbiamo diventare come alberi maestosi che rimangono imperturbabili anche nelle più forti raffiche di vento; anzi, dobbiamo arrivare ad apprezzare le tempeste. Un albero cresce ogni giorno, anche se la sua crescita non si nota. Il Daimoku che recitiamo ogni giorno ci permette di svilupparci come grandi alberi pieni di buona fortuna, anche se non si vede». Nichiren Daishonin descrive la recitazione di Nam-myoho-renge-kyo come «la più grande di tutte le gioie» (Raccolta degli insegnamenti orali, BS, 54, 124). Questa gioia vi permetterà di svilupparvi come persone, come alberi grandi e forti. Nella vita di chi è ottimista e dinamico, non esiste sconfitta. Le persone così saranno in grado di avanzare verso una vita di trionfi, piena di gioia, ottimismo e fiducia. Chi è allegro alla fine vince.

Austregésilo de Athayde (1898-1993), ex presidente dell’Accademia delle Lettere brasiliana, è un amico per il quale nutrivo la più profonda ammirazione e rispetto. Egli impugnò con coraggio la penna per combattere l’ingiustizia. Autentico guerriero della parola scritta, fu imprigionato ed esiliato dalla dittatura militare, tuttavia non si lasciò sconfiggere dalle persecuzioni. In seguito partecipò come rappresentante del Brasile alla stesura della Dichiarazione universale dei diritti umani che si apre con queste parole: «Tutti gli esseri umani nascono liberi e uguali in dignità e diritti». Athayde fu un saggio campione della dignità della vita, ammirato in tutto il mondo. Quando lo incontrai nel febbraio del 1993, aveva novantaquattro anni. Mi venne incontro all’aeroporto di Rio de Janeiro per salutarmi. Ho un vivido ricordo di ciò che mi disse nel nostro primo incontro: «Uniamo le forze per cambiare la storia dell’umanità». I diritti umani iniziano dalla cura per gli altri. Il primo passo in questa direzione è la gentilezza verso i propri genitori. Anche Athayde si prendeva gran cura dei suoi genitori. Ricordando la madre diceva: «Mia madre era una donna solare, che rideva sempre».4Austregésilo de Athayde e Daisaku Ikeda. Human Rights in the Twenty-first Century: a Dialogue, in Echoes and Reflections: The Selected Works of Daisaku Ikeda (London: I.B.Tauris, 2009), p.11. Diceva anche: «Ciò che rendeva forte mia madre era il fatto che trovava la propria felicità nel prendersi cura dei suoi dodici figli, dei suoi oltre ventiquattro nipoti e dei figli di persone che nemmeno conosceva, insegnando loro la gioia di vivere».5Ibid., p.12. Non posso fare a meno di pensare alle vostre madri che si sforzano così duramente per la felicità e il benessere degli amici nelle loro comunità. Coloro che trovano gioia nel dare gioia di vivere agli altri, sono veramente felici. Sono allegri e ottimisti, sono forti.

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Athayde perseverò nella sua lotta per i diritti umani e la giustizia, superando numerosi ostacoli. Era un uomo dotato di una convinzione salda, irremovibile come una montagna. E aveva un gran bel sorriso. Amava parlare con i giovani e le sue parole erano piene di ottimismo e senso dell’umorismo. Soleva sottolineare che è importante credere nel futuro, per quanto duro sia il presente.6Cf. Ibid., p.120 Ci sono momenti nella vita in cui si incontrano ostacoli così immani che diventa difficile credere nel futuro, vi prego di non cedere. Proprio quello è il momento di recitare Daimoku e tirare fuori il coraggio. Vi prego di credere nell’unicità della vostra missione e nel futuro. Questa è la chiave per disperdere le nubi oscure della sofferenza e far risplendere il sole nel vostro cuore, illuminando tutto e tutti intorno a voi. Il potere della fede diventerà la luce della speranza per tutta l’umanità.

Lo scrittore brasiliano Paulo Coelho, anch’egli membro dell’Accademia delle Lettere brasiliana, afferma: «Non dimenticare mai che ognuno di noi è molto più di ciò che crede di essere».7Paulo Coelho, The Fifth Mountain (Monte Cinque). New York: HarperCollins Publishers, 1999. Anche se faticate a credere in voi stessi, io credo in voi. I vostri genitori e la famiglia Soka vi proteggono. Vi prego di avanzare con coraggio, senza fretta, allontanando con una risata le vostre preoccupazioni!

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Ho visitato il Brasile per la prima volta nell’ottobre del 1960, durante il mio primo viaggio per la pace nel mondo. La seconda volta che mi recai in Brasile fu nel 1966. Tentai di tornarci una terza volta nel 1974, tuttavia la dittatura militare mi rifiutò il visto e fui costretto a rinunciare. I membri brasiliani, che a quel tempo erano dei pionieri, affrontarono tempeste di critiche e attacchi infondati continuando ad avanzare con tenacia per dare il proprio contributo alla società e allargare una rete di fiducia e felicità, da persona a persona. Col motto “Muito mais Daimoku” (“Più Daimoku”), gettavano i semi della Legge mistica, semi di pace e felicità, in tutto il loro grande paese. Nel 1984, dopo diciotto anni, tornai in Brasile. Sento ancora i ventimila membri gridare trionfanti al festival culturale della SGI brasiliana il loro canto di vittoria: «È pique, è pique, è pique, è pique, è pique!» [espressione di entusiasmo simile a evviva! n.d.t.].

Ho intrapreso ogni visita in Brasile con lo spirito di viaggiare insieme al mio maestro, il secondo presidente della Soka Gakkai, Josei Toda. La quarta volta che mi recai in Brasile fu nel febbraio/marzo del 1993. L’11 febbraio, giorno del compleanno di Toda, mentre mi trovavo a Rio de Janeiro scrissi la postfazione ai dodici volumi del romanzo a puntate La rivoluzione umana: «Quel che sento di dover fare adesso, è combattere al posto del mio maestro per la pace nel mondo e per la felicità dell’umanità e continuare a vivere per realizzare la mia missione in questa esistenza. Questo è il sentiero che devo seguire come discepolo per ripagare il debito di gratitudine verso il mio maestro. È il sentiero della rivoluzione umana che egli ha aperto per noi».8Daisaku Ikeda, La rivoluzione umana, edizione ridotta in due volumi (Santa Monica: World Tribune Press, 2004), vol.2, p.1976. Quando dedichiamo la nostra vita alla realizzazione del voto del nostro maestro, dalla profondità del nostro essere emerge il coraggio di avanzare con forza, senza paura. Sono felice che i membri della Divisione giovani brasiliana, veri campioni, stiano portando avanti questo spirito.

L’autore brasiliano Érico Verissimo (1905-1975) scrisse: «Il mondo è grande e pieno di cose che vale la pena di fare e di vedere».9Tradotto dal portoghese. Érico Verissimo, Musica ao Longe (Music from Afar). San Paolo: Nacional, 1936. È proprio vero! Spero che farete tesoro di tutto ciò che c’è da apprendere dal mondo e che vorrete imparare anche una lingua straniera. Vi prego di far sbocciare i fiori dell’amicizia in Brasile e in tutti paesi del globo, espandendo la nostra rete di pace. Facciamo del mondo la nostra città natale, piena di amici!

 

Daisaku Ikeda, 1 giugno 2014

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