Questa serie di incoraggiamenti del presidente della Soka Gakkai Internazionale Daisaku Ikeda è rivolta ai ragazzi e alle ragazze delle scuole medie e superiori.

La Bandiera svizzera

Il filosofo svizzero Carl Hilty (1833-1909) scrisse: «Avanziamo adesso con risolutezza verso vette sempre più alte»
Spero che questa estate, tutti voi, miei giovani amici del Gruppo futuro, sceglierete un’attività – come studiare, impegnarsi in qualche sport, dedicarsi alla lettura o realizzare un progetto scientifico – e vi sforzerete di raggiungere “vette sempre più alte”.
Un obiettivo è come una bandiera di speranza che aiuta a rendere ogni giorno soddisfacente. È uno stendardo di coraggio che sventola senza timore, anche di fronte ai venti più rigidi.
Oggi, il nostro mondo si trova in una condizione di grande caos e siamo continuamente testimoni di eventi terribili. L’umanità desidera ardentemente la crescita di giovani capaci, che sostengono una solida filosofia.
Non posso fare a meno di immaginare che le nobili figure della storia stiano affidando, con illimitata ambizione, la bandiera dello sviluppo ai nostri giovani Soka.

Il 1° agosto è la festa nazionale della Svizzera. Si commemora il giorno in cui, nel 1291, i rappresentanti di tre regioni alpine chiamate cantoni si riunirono di fronte a una potente dinastia e formarono un’unione politica con l’obiettivo di preservare la loro libertà e autonomia. Nel corso dei secoli, gli altri cantoni circostanti aderirono all’unione e, alla fine, venne formata la Confederazione Elvetica – il nome ufficiale della Svizzera.
Durante le festività organizzate in tutto il paese in occasione della festa nazionale, viene eseguita una tradizionale cerimonia nota come “il lancio della bandiera”. Le bandiere nazionali e regionali vengono lanciate in aria e riprese al volo. Si tratta di un’antica usanza sportiva che è stata tramandata per generazioni. Mentre le persone guardano le bandiere lanciate nel cielo estivo, viene ricordato l’impegno di tanti anni fa che ha dato vita alla nazione svizzera.
Ho visitato la Svizzera per la prima volta nell’ottobre 1961, 55 anni fa, e fino ad oggi ho effettuato un totale di sei visite.
La Svizzera si trova nel centro dell’Europa, al confine con Francia, Germania, Austria e Italia. Famoso per le sue Alpi, il paese ha quasi 50 vette che superano i 4.000 metri. Il Reno e altri importanti fiumi europei nascono proprio da queste montagne.
Fin dall’inizio della sua storia, la Svizzera è stata costantemente minacciata dall’invasione da parte dei paesi più grandi circostanti. Inoltre, non vi sono risorse naturali e non è molto popolosa.
Che cosa ha permesso quindi a questo paese di prosperare in circostanze così difficili? Le sue persone capaci.
Per inciso, la Svizzera ha il maggior numero di premi Nobel pro capite di qualsiasi paese del mondo. È anche una delle nazioni economicamente più floride.
Lingue diverse sono parlate in diverse regioni della Svizzera. Oggi il tedesco, il francese, l’italiano e una lingua romanza chiamata romancio sono tutte considerate lingue ufficiali. Nella scuola elementare, i bambini svizzeri imparano non solo le lingue usate nella loro regione, ma anche quelle delle altre regioni del paese.
Gli svizzeri imparano e convivono armoniosamente con persone di altre culture, valorizzando al tempo stesso le proprie tradizioni e conoscenze. Queste qualità hanno mantenuto il loro paese forte, e si ergono come un modello nel mondo di oggi, così profondamente afflitto dalla divisione.
Il presidente fondatore della Soka Gakkai, Tsunesaburo Makiguchi, ha dichiarato: «I giovani che vedono individui eccezionali e sono ispirati da loro o che ammirano sempre quegli amici che li superano in qualche modo e li prendono come modelli nei loro studi, sono persone che senza alcun dubbio migliorano e si sviluppano continuamente».
Coloro che sono in grado di imparare dagli altri migliorano sempre. Gli individui veramente saggi sono quelli che si sforzano attivamente di imparare da tutti i tipi di persone.
Coloro che cercano di imparare dagli altri sono in grado di rispettarli sinceramente e prendersene cura.
La Svizzera è pronta a inviare missioni di soccorso in tutto il mondo per contribuire alla risoluzione dei conflitti e alle calamità naturali. Lo svizzero umanitario Jean Henri Dunant (1828-1910) fondò quello che oggi è conosciuto come il Comitato internazionale della Croce Rossa. Questo aspetto del carattere nazionale svizzero è senza dubbio il motivo per cui gli uffici di molte organizzazioni internazionali, tra cui le Nazioni Unite, hanno lì la loro sede.
I nostri fidati membri del Gruppo giovani della Svizzera si ergono come una catena montuosa di individui capaci che contribuiscono alla loro società.

Un’altra figura importante della Svizzera è il famoso educatore e riformatore educativo Johann Heinrich Pestalozzi (1746-1827).
Quando ero il caporedattore della rivista Boy’s Japan presso la casa editrice del mio mentore Josei Toda, ho scritto un articolo su Pestalozzi intitolato “Pestalozzi, il Grande Educatore”, con lo pseudonimo di Shin’ichiro Yamamoto.
Durante la mia prima visita in Svizzera, mentre guidavo verso stazione dei treni dal Lago di Zurigo, nella città omonima dove nacque Pestalozzi, vidi una sua statua che lo ritraeva con le mani abbassate, intento ad aiutare un ragazzo. Ciò mi ha ricordato quanto brillante fosse questo educatore.
Suo padre, che era un medico, morì quando Pestalozzi era un bambino e così lui fu cresciuto insieme ai suoi fratelli da sua madre e dalla fidata governante della famiglia. I suoi voti non erano particolarmente buoni, ma provava un desiderio impaziente di imparare, spronato dalla realtà della sofferenza della gente comune che aveva visto durante la sua infanzia. Aveva fatto il voto di studiare e imparare in modo da poter dedicare la sua vita ad aiutare le persone che vivono in circostanze sfortunate.
Con nobile ambizione, provò a svolgere vari mestieri, tra cui quello di pastore, di avvocato e di agricoltore, ma non riusciva ad avere successo in nessuno di essi. Tuttavia, senza preoccuparsi per quanto difficile fosse la sua situazione, non ha mai mollato. Credeva fermamente e allegramente in queste parole: «L’oro non può essere consumato dal fuoco; quando è posto nelle fiamme infuriate, ne viene solo purificato». Anche lui ardeva con spirito indomito.
Alla fine, mentre lavorava in una fattoria, iniziò a insegnare a gruppi di bambini che non potevano frequentare la scuola. Poiché usava i suoi soldi per realizzare questo nobile compito, divenne povero e la maggior parte dei suoi coetanei gli voltò le spalle.
Ciononostante, non si lasciò scoraggiare: «Siamo nati per elevare il nostro spirito e i nostri sentimenti – ha scritto – La nobiltà della natura umana può essere scoperta in chiunque, non importa quanto umili siano le sue circostanze».
Pestalozzi riteneva che lo scopo della vita è farci crescere ed è rimasto fermo nella sua convinzione che chiunque, con l’educazione, potesse crescere.
Più tardi, divenne famoso quando un romanzo educativo che aveva scritto durante un periodo di difficoltà diventò un best seller. Ha continuato a scrivere e si è dedicato appassionatamente all’educazione per il resto della sua vita.
Anch’io mi sono dedicato all’educazione con la convinzione che sarebbe stata l’impresa più importante dei miei ultimi anni. Continuerò a impegnarmi al massimo per la crescita e lo sviluppo della Soka University in Giappone, che ho fondato nel 1971, nonché del Soka Women’s College, della Soka University of America e delle scuole Soka, e porterò avanti l’obiettivo di far crescere persone capaci in tutto il mondo.

Nel corso della sua vita, anche nelle circostanze più difficili, Pestalozzi ha profondamente amato i giovani e ha stabilito un modello duraturo per l’educazione umanistica. Il suo spirito combattivo e il profondo amore per l’umanità mi ricordano il signor Toda.
Ho incontrato per la prima volta il signor Toda, che in seguito è diventato il secondo presidente della Soka Gakkai, a una riunione di discussione a Kamata, Tokyo, il 14 agosto 1947. Mi ha parlato come un padre premuroso, chiedendomi: «Quanti anni hai, signor Ikeda?»
Durante questo incontro, gli chiesi: «Qual è il modo corretto di vivere?». Rispose pazientemente e dettagliatamente e poi disse: «Va bene pensare a quale sia il modo corretto di vivere, ma impiegheresti il tuo tempo in modo molto migliore se provassi a praticare il Buddismo del Daishonin. Sei giovane. Se inizi adesso, un giorno ti troverai a seguire il percorso corretto della vita in modo naturale!».
Il signor Toda ha sempre cercato e incoraggiato i giovani successori, i portabandiera di kosen-rufu.
Non dimenticherò mai il suo caldo sguardo e la sua voce quel giorno mentre esprimeva le sue speranze per me, un giovane qualsiasi. Seppi che era stato imprigionato durante la seconda guerra mondiale dalle autorità militari giapponesi, ma che aveva rifiutato di abbandonare le sue convinzioni. Questo mi convinse profondamente a riporre la mia completa fiducia in lui.
Negli ultimi 69 anni [dal 1947], ho dedicato la mia vita alla lotta per diffondere ampiamente gli insegnamenti del Buddismo di Nichiren Daishonin, facendo mio lo spirito del maestro Toda. Mi sono sforzato per proteggere la cittadella di maestro e discepolo, la cittadella Soka. Ora, desidero trasmettere la bandiera di kosen-rufu che sventola sopra la cittadella delle persone – in altre parole, la bandiera del voto per la pace e la felicità per tutta l’umanità – a voi, membri del Gruppo futuro, in cui ripongo la massima fiducia.
Poiché ognuno di voi ha una missione molto profonda, è destinato ad affrontare varie difficoltà e problemi. Ma più grandi saranno questi problemi, più diventerete forti e sarete in grado di comprendere le sofferenze degli altri, divenendo voi stessi delle figure di supporto. È importante studiare e imparare ora per allenarsi e rafforzare la mente e lo spirito.
Nichiren Daishonin scrive: «Da quando ero giovane mi sono dedicato allo studio con tutto il cuore» (RSND, 2, 987). Ha fatto un voto per diventare la persona più saggia del Giappone, e ha studiato diligentemente in modo da poter aiutare gli altri. L’apprendimento è la forza trainante per portare a termine questa nobile missione.

Quando ero giovane, studiavo duramente con il maestro Toda ogni giorno. Mi dava lezioni individuali in varie materie. All’inizio, studiavamo la domenica a casa sua. Ma non era abbastanza, quindi alla fine ha iniziato a darmi lezioni ogni giorno anche in ufficio, prima che iniziasse la giornata di lavoro.
Ovunque fosse il maestro Toda, a qualunque orario e in ogni luogo, quella era l’“Università Toda”. Mi chiedeva sempre cosa stessi leggendo. Ricordo con affetto come abbiamo discusso della famosa opera “Emile”, o “Sull’Educazione”, del filosofo svizzero Jean-Jacques Rousseau (1712-78).
Mi è davvero piaciuto studiare sotto la guida del maestro Toda, che era un esperto di persone e aveva una visione brillante della natura umana. Mi ha allenato con “tenace amore” per il mio futuro. Grazie ai miei studi con lui sono stato in grado, più avanti, di discutere ogni sorta di argomenti con eminenti pensatori e leader del mondo.
Nel 2030, che segnerà il centenario della fondazione della Soka Gakkai, molti di voi, membri del Gruppo futuro, avranno tra i 20 e i 30 anni. È all’incirca l’età in cui sono diventato il terzo presidente della Soka Gakkai. Come rappresentante dei giovani discepoli di Toda, ho preso l’iniziativa nel nostro movimento per costruire una società migliore realizzando l’ideale del Daishonin di “adottare l’insegnamento corretto per la pace nel paese”.
Pensare a come voi, dopo aver studiato e sviluppato voi stessi, spalancherete le porte ad un futuro brillante di kosen-rufu in tutto il mondo mi riempie di emozione.

Questo luglio (2016), il Museo Nazionale di Arte Occidentale di Ueno, Tokyo, è stato ufficialmente designato Patrimonio dell’Umanità.
Il museo è stato progettato dal famoso architetto svizzero Le Corbusier (1887-1965). Egli ha scritto: «Apprendere? Questa è la gioia di ogni giorno, il raggio di sole nella vita».
Da giovani, i difficili sforzi che fate per studiare e imparare sono colmi della gioia di esplorare la ricca eredità intellettuale dell’umanità. Tali sforzi – traboccanti della luce della saggezza che illumina il mondo e l’universo – danno a tutti una speranza invincibile.
Soka significa “creare valore”. I veri successori del nostro movimento Soka sono quelli che continuano a imparare e creano un valore illimitato sotto forma di pace e felicità.

Daisaku Ikeda, 1 agosto 2016