Questa serie di incoraggiamenti del presidente della Soka Gakkai Internazionale Daisaku Ikeda è rivolta ai ragazzi e alle ragazze delle scuole medie e superiori.

La residenza di stato di Pechino

La parola “futuro” ha un profondo significato.
In giapponese si traduce con mirai e si scrive usando due caratteri cinesi: mi, che rappresenta i rami con le foglie oppure un albero in fase di crescita; e rai, derivante dalla forma di una spiga di grano matura.
Mi e rai ricordano lo sviluppo di tutti voi, miei cari amici del Gruppo Futuro, che state crescendo forti come alberi che mettono nel suolo profonde radici di sfida e estendono i rami dell’impegno verso il cielo. Questi caratteri simboleggiano quindi le brillanti vittorie che certamente conseguirete in futuro.
La storia dei caratteri cinesi che oggi si utilizzano nel giapponese scritto è lunga e affascinante. Creati in Cina, presto cominciarono a essere impiegati anche da popoli di altri stati, quali la Corea, il Giappone, il Vietnam e le zone limitrofe. Benché parlassero lingue diverse, queste popolazioni riuscivano a comunicare tra loro mediante la scrittura di frasi contenenti caratteri cinesi. “Sinosfera” è il nome dell’area geografica dei popoli i cui cuori un tempo erano tutti collegati dall’uso comune dei caratteri cinesi.
Presso il Fuji Art Museum di Tokyo, come parte di un progetto espositivo sugli scambi culturali, presto verrà inaugurata una mostra itinerante intitolata “I Caratteri cinesi: patrimonio e meraviglia da più di tre millenni” che nel 2017 sarà in tutto il territorio giapponese.
Per secoli il Giappone ha tratto beneficio dalla tecnologia e dalla cultura cinesi, i cui caratteri, con i loro tremila anni di storia, hanno costituito un ponte importante per gli scambi tra i due paesi.
Quando nel giugno del 1984 visitai il Centro nazionale dei bambini della Cina a Pechino, una bambina di sette anni mi regalò una bellissima calligrafia fatta da lei, che esprimeva la celebre frase “Separati solo da una stretta striscia d’acqua”, a indicare un legame o una relazione molto stretta, come quella tra i vicini, separati solamente da un sottile corso d’acqua.
In risposta, scrissi per lei “Pace e sicurezza” in caratteri cinesi (in giapponese: annon; in cinese: anwen) e sorrise.
Quel giorno i bambini del Centro mi salutarono con voci allegre ripetendo, in segno di benvenuto: «La Cina e il Giappone sono vicini separati solo da una stretta striscia d’acqua. La nostra amicizia durerà per sempre, come il grande Monte Fuji e la Grande Muraglia cinese».
Non c’è niente di più rassicurante dell’amicizia. Alcuni anni dopo (nel 1991), un gruppo di insegnanti e alunni della Scuola elementare Soka del Kansai visitò il Centro nazionale dei bambini della Cina rafforzando i legami di amicizia da me precedentemente forgiati.
L’anno prossimo (2017) segna il quarantacinquesimo anniversario della normalizzazione delle relazioni diplomatiche tra la Cina e il Giappone. Sono felicissimo di vedere giovani successori che collaborano fianco a fianco nel consolidare legami di amicizia che uniscono i cuori delle persone.

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A Pechino, la capitale della Cina, i quartieri dello shopping pullulano di giovani e turisti e i mercati di strada sono pervasi dal suono della voce dei venditori di cibo. Non mancano i siti patrimonio mondiale, quali la Città Proibita e la Grande Muraglia. Inoltre, la città nel 2008 ha ospitato le Olimpiadi estive.
Andai in Cina per la prima volta nel 1974, era il 30 maggio. All’epoca non esistevano voli diretti tra la Cina e il Giappone, pertanto dovetti atterrare a Hong Kong, che era colonia britannica. Dal confine, attraverso un ponte che separava quest’ultima dalla Cina, camminai per un breve tratto verso la stazione di Shenzhen, nella provincia del Guangdong, per poi prendere un treno e un aereo, e giungere finalmente a Pechino.
Allora erano trascorsi solamente due anni dalla normalizzazione delle relazioni diplomatiche tra i due stati e molti giapponesi ancora non sapevano che cosa aspettarsi dal vicino socialista. Naturalmente, e proprio per questo motivo, i giovani che mi accompagnavano erano visibilmente nervosi e a disagio.
Dissi loro: «Non stiamo forse andando a incontrare nuovi amici? Le persone sono le stesse in ogni parte del mondo. La cosa importante è essere sinceri e onesti. Il dialogo aprirà senz’altro la strada alla comprensione reciproca e all’empatia».
A Pechino visitai una scuola elementare, una scuola media e un’università, oltre che una fabbrica e altri stabilimenti, ogni volta interagendo e dialogando con i giovani che incontravo. La costruzione del ponte di amicizia tra la Cina e il Giappone era una sfida che cominciava con l’avvicinarmi alle persone in modo cordiale, per poi instaurare legami sinceri e onesti.

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Sono stato a Pechino otto volte finora e in ogni viaggio feci incontri indimenticabili. Tra questi, particolarmente prezioso fu quello con il Premier Zhou Enlai (1898-1976) e sua moglie, la signora Deng Yingchao (1904-1992).
Le parole del Premier Zhou e della signora Deng, che affidarono a me e ai membri della Soka Gakkai il desiderio di creare un legame di amicizia tra la Cina e il Giappone e di realizzare la pace nel mondo, resteranno per sempre incise nel mio cuore.
Non potrò mai dimenticare come il Premier Zhou e la signora Deng incoraggiassero e abbracciassero calorosamente la scrittrice Xie Wanying (1900–1999), conosciuta come Bing Xin, come se fosse stata parte della loro famiglia.
Ricordo con affetto il giorno in cui io e i rappresentanti del Gruppo Scuole Superiori nella prefettura di Shizuoka accogliemmo la scrittrice in visita in Giappone.
Bing Xin nacque nel 1900, lo stesso anno in cui nacque il mio maestro, il secondo presidente della Soka Gakkai Josei Toda.
Pubblicò il suo primo romanzo a diciotto anni. Contemporanea del grande autore cinese Lu Xun (1881-1936), per tutta la vita, che coprì l’intero e tumultuoso ventesimo secolo, mise profonda compassione nella produzione di opere che, come gli scritti di Lu Xun, puntavano a sensibilizzare i lettori su diversi temi a carattere sociale.
Che cosa nutriva il talento di Bing Xin? La lettura e lo studio delle lingue. Quando la conobbi, ricordo che mi disse, sorridendo, di avere appena finito di leggere la traduzione inglese del classico giapponese Genji monogatari.
Visse in Giappone per cinque anni a partire dal 1946, l’anno successivo alla fine della seconda guerra mondiale, fino al 1951. All’epoca i giovani cercavano di trovare una strada nella vita e, in risposta, Bing Xin li invitava a nutrire uno spirito amorevole e ad abbracciare una filosofia di pace.
Essa sentiva che anche il popolo giapponese era vittima della seconda guerra mondiale. Invitava quindi le persone a unirsi in uno spirito di fratellanza, tirando fuori energia e coraggio, e lottando per la prosperità delle comunità di appartenenza.
L’amicizia e l’unità dei giovani cittadini globali trasformeranno l’odio e la diffidenza che risiedono nei cuori delle persone in comprensione reciproca, e costituiranno la forza motrice per lo sviluppo dell’umanità. Se illuminati dalla luce di questa convinzione, i cuori dei giovani faranno certamente del ventunesimo un secolo radioso.
Composto dai caratteri cinesi che rappresentano rispettivamente il ghiaccio e il cuore, lo pseudonimo “Bing Xin” significa “un cuore puro e trasparente come il ghiaccio”. Un cuore che le permetteva di vedere le cose per ciò che realmente erano e di descriverle con un linguaggio chiaro e dettagliato.
Il cuore è uno specchio. Il Buddismo di Nichiren è un insegnamento di rispetto per la dignità della vita e consente a ogni persona di lucidare, rafforzare e far brillare al massimo il cuore, o mente, con il suo infinito potenziale.
Nichiren Daishonin scrive: “Una mente annebbiata dalle illusioni derivate dall’oscurità innata è come uno specchio appannato che, però, una volta lucidato, sicuramente diverrà limpido e rifletterà la natura essenziale dei fenomeni e il vero aspetto della realtà” (Il conseguimento della Buddità in questa esistenza, RSND,1, 4).
Recitando Nam-myoho-renge-kyo con voce risonante e lucidando la nostra vita giorno dopo giorno, essa brillerà come uno specchio e risplenderemo nella nostra unicità. Inoltre, possiamo aiutare gli altri a fare lo stesso. Spero che tutti voi facciate brillare il vostro cuore, diventiate esperti nell’instaurare legami di amicizia e sappiate illuminare la strada di ogni persona che incontrate nella vita.

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Questo settembre (2016) alcune mie fotografie sono state esposte in una mostra intitolata “Dialogo con la natura” presso la biblioteca dell’Università di Pechino. Tra i visitatori della mostra c’erano anche degli studenti dell’Università di Pechino che l’anno scorso (2015) avevano intrapreso uno scambio culturale presso l’Università Soka.
Ho visitato l’Università di Pechino sette volte dal mio primo viaggio in Cina. Con i suoi brillanti studenti ho avuto l’occasione di vivere scambi significativi che per me rappresentano preziosissime pagine di storia.
Pochi giorni prima del mio incontro con il Premier Zhou (nel dicembre del 1974), mi rivolsi ai giovani dell’Università di Pechino con queste parole: «Spero che i giovani giapponesi e cinesi possano collaborare in armonia e amicizia per costruire un mondo nuovo e radioso».
Non esistono confini che dividono i giovani uniti nell’amicizia e la solidarietà che si crea tra di loro supera ogni forma di differenza.
Attualmente un gruppo di studenti provenienti dalle Università Soka in Giappone e in America stanno svolgendo uno scambio culturale presso le Università di Pechino e di altre parti della Cina e, con il mio stesso spirito, contribuiscono, nel relazionarsi con gli studenti locali, alla creazione di una rete di pace e amicizia. Il sapere di questi scambi tra i giovani universitari renderebbe certamente felici anche il Premier Zhou e la signora Deng.
Ho tenuto delle lezioni presso l’Università di Pechino in tre occasioni, esponendo la visione di un futuro pacifico basata sulla filosofia del rispetto per la dignità della vita. Il primo istituto al mondo dedicato allo studio del pensiero e della filosofia Soka fu inaugurato proprio presso l’Università di Pechino (nel 2001) e continua a ospitare convegni ed eventi di vario genere.
Stiamo vivendo in un’era in cui il mondo è sempre più informato e consapevole della filosofia di creazione di valore Soka.
Miei giovani amici, come successori del nostro movimento Soka, siete un sole di speranza che brilla per tutta l’umanità.

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Il 1974, l’anno del mio primo viaggio in Cina, segnava anche il decimo anniversario della fondazione del Gruppo Scuole Superiori della Soka Gakkai. Mentre mi trovavo in Cina, il Gruppo Scuole Superiori in Giappone teneva un incontro per commemorare tale evento.
Sapevo che i ragazzi e le ragazzr del Gruppo Futuro stavano per alzarsi in volo per affrontare il mondo e per questo li incoraggiai con un messaggio da Pechino: «Quando sarete adulti e inizierete a impegnarvi attivamente nel dialogo per costruire una rete di amicizia su scala globale, la storia dell’umanità si muoverà senza dubbio verso un nuovo secolo della vita. Sappiate che adesso il mio desiderio è quello di rafforzare il più possibile i ponti e il palcoscenico del mondo a tale scopo. La vostra crescita è la mia speranza e il mio scopo nella vita».
Oggi le mie idee e intenzioni sono le stesse di allora.
La mostra intitolata “I Caratteri cinesi: patrimonio e meraviglia da più di tre millenni” esposta presso il Fuji Art Museum di Tokyo presenta anche un’opera del grande scrittore Guō Mòruò (1892-1978), amico del Premier Zhou Enlai.
Vorrei condividere con voi una delle mie poesie preferite. Guō Mòruò, che espresse le sue più grandi speranze per il nostro movimento Soka, la compose durante la sua visita in Giappone:

Quando l’acqua sta per bollire
la sua superficie per un attimo non si muove.
Quando la primavera sta per arrivare
il ghiaccio e la neve brevemente si fanno più intensi.
Amici miei, alzate la fiamma
e l’acqua bollirà.
Amici miei, avanzate
e la primavera presto arriverà.

Quando il freddo dell’inverno si fa più intenso, significa che la primavera sta per arrivare. Se in questo momento siete nel mezzo delle difficoltà, non lasciatevi abbattere: arriverà il tempo in cui i fiori sbocceranno. Fare un solo passo in avanti porta la primavera della vittoria un passo più vicina. Pertanto, affrontate le avversità con coraggio, perseveranza, determinazione e con lo spirito di non farvi mai sconfiggere.
Prego particolarmente per tutti voi che state studiando tanto in vista degli esami di ammissione.
Avanzate allegramente verso una primavera di vittorie e brillanti traguardi! E unitevi a me nella costruzione di ponti di amicizia verso la pace mondiale!

Daisaku Ikeda