Questa serie di incoraggiamenti del presidente della Soka Gakkai Internazionale Daisaku Ikeda è rivolta ai ragazzi e alle ragazze delle scuole medie e superiori.

Il tipico fascino di Seul, capitale della Corea del Sud

Quando parlo con i giovani, mi capita di domandare loro chi li ha sostenuti nel corso della vita. Coloro che rispondono subito con una lista di nomi risplendono di una luce pura. Le persone che sono grate agli altri brillano di intelligenza, e chi ripaga i propri debiti di gratitudine ha una forte personalità. Il carattere cinese per “debito di gratitudine” contiene due ideogrammi che significano “causa” e “mente”. Avere a “mente” chi ci ha aiutato a diventare ciò che siamo oggi, ripagandone la gentilezza e il sostegno, è la causa per realizzare una grande vittoria nella vita. Una storia assai nota nella Corea del Sud racconta del maestro calligrafo Han Ho (conosciuto anche come Han Seok-bong, 1543-1605) che fin dalla fanciullezza fu incoraggiato dalla madre a studiare calligrafia. Erano molto poveri e la madre, vedova e sola nel crescere il figlio, si guadagnava da vivere vendendo torte di riso. Han Ho si esercitava nella calligrafia e per non sprecare la carta riutilizzava lo stesso foglio più volte fino a quando non era interamente ricoperto di inchiostro. Quando non aveva più carta, scriveva sulle foglie degli alberi e sul pavimento. Perciò la madre, vedendo l’impegno, lo mandò lontano da casa così che potesse ricevere un’educazione istituzionale in calligrafia. Tornò poco più di un anno dopo, sicuro dei risultati ottenuti attraverso lo studio. La madre gli disse: «Facciamo una prova. Spegneremo la lampada: io taglierò a fette le torte di riso e tu scriverai. Poi, metteremo a confronto le nostre due abilità, la tua nella calligrafia e la mia nel tagliare le torte di riso». Si cimentarono al buio. Quando riaccesero la lampada, Han Ho aggrottò le sopracciglia. I suoi caratteri erano sproporzionati e non era riuscito a scrivere diritto. Invece le torte di riso della madre erano state tagliate alla perfezione, tutte della stessa misura e della stessa forma. Han Ho tornò ad esercitarsi con maggior vigore, conservando nel cuore la lezione severa ma piena d’amore della madre. Continuando a sforzarsi con serietà per molti anni, riuscì a inventare uno stile calligrafico completamente nuovo. La sua fama si diffuse in tutta la Corea e in Cina. Gli sforzi che fece per rispondere al desiderio materno lo portarono a usare dei colpi di pennello audaci, che alcuni hanno definito “potenti come i segni degli artigli di un leone sulla roccia” e “vigorosi come un cavallo alla carica”. Il forte legame con la madre gli permise di raggiungere quel traguardo e, così facendo, poté ripagare il debito di gratitudine verso di lei.

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La Corea del Sud, definita dal poeta indiano Rabindranath Tagore (1861-1941) “la lampada dell’Est”, è una grande benefattrice del Giappone a livello culturale. Infatti, i caratteri cinesi, la coltivazione del riso e la pasta di miso che hanno un ruolo centrale nella dieta giapponese, così come le conoscenze ingegneristiche e architettoniche, furono trasmesse al Giappone dalla penisola coreana. Le numerose missioni diplomatiche coreane in Giappone cominciarono all’inizio del quindicesimo secolo e continuarono quasi ininterrottamente per più di quarant’anni. Perfino durante il periodo di isolamento del Giappone dal resto del mondo, la Corea stabilì col paese rapporti ufficiali trasmettendo le sue ricchezze intellettuali, culturali e tecnologiche. Anche il Buddismo giunse in Giappone dalla Corea. Nichiren Daishonin scrive: «il Buddismo fu introdotto per la prima volta in Giappone dal regno coreano di Paekche» (RSND, 1, 851). Egli esprime ripetutamente gratitudine al popolo coreano per aver portato il Buddismo in Giappone e chiama il Giappone “discepolo della Corea e della vicina Cina” (Cfr. RSND, 2, 326). La mostra “Il Sutra del Loto – un messaggio di pace e di coesistenza armoniosa”, organizzata dall’Istituto di Filosofia Orientale affiliato alla Soka Gakkai, è attualmente visibile a Seul, nella Corea del Sud.1.Dal 21 settembre al 21 dicembre 2016 presso l’Ikeda Memorial Hall della SGI-Corea. Sono certo che il Daishonin ne sarebbe felice.

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Ho visitato per tre volte la Corea del Sud, le prime due volte la capitale Seul e la terza volta l’isola Jeju. La prima volta, nel 1990, a Seul c’era la mostra “Capolavori europei di pittura ad olio”, organizzata dal Fuji Art Museum di Tokyo. La mostra era un modo per ripagare il debito di gratitudine, un gesto di rispetto e ammirazione per il popolo coreano, frutto del desiderio di promuovere scambi culturali tra la Corea del Sud e il Giappone. In passato il Giappone invase la Corea, cancellando lo spirito di gratitudine per un popolo da cui aveva ricevuto grandi doni a livello culturale. Nel sedicesimo secolo, il condottiero giapponese Toyotomi Hideyoshi (1537-98) guidò un’invasione che uccise molte persone e distrusse preziosi tesori culturali. Con la fine del periodo feudale e la nascita della nazione moderna nel tardo diciannovesimo secolo, il Giappone annesse come colonia la Corea nel 1910, utilizzandola come passaggio per i successivi attacchi in Asia. Mio padre risiedette per un certo periodo a Seul, quando la Corea era sotto il governo giapponese. Una volta mi disse con rabbia: «Come possono i giapponesi essere così tirannici e arroganti? Abbiamo perseguitato brutalmente il raffinato popolo coreano!». Questo grido sincero si è inciso profondamente nel mio giovane cuore e non lo potrò mai dimenticare.
Quando frequentavo la scuola media, vivevo vicino ad un ragazzo che era nato nella penisola coreana. Era molto gentile e intelligente, ma durante la guerra scomparve insieme a tutta la sua famiglia. Sento ancora che saremmo potuti diventare buoni amici se non ci fosse stata la guerra. La guerra è un male assoluto. È causata dalla tendenza distruttiva inerente alla vita, che cerca di dominare e sopraffare gli altri. Affrontare la storia della guerra è il punto di partenza per estirpare le profonde radici del male.

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L’Università Kyung Hee a Seul è una delle università più prestigiose della Corea del Sud e una “sorella maggiore” dell’Università Soka in Giappone. I suoi studenti insieme a quelli delle scuole medie e superiori Kyung Hee stanno costruendo attraverso lo sport e la musica un ponte dorato di amicizia con gli studenti dell’Università Soka e con quelli delle scuole medie e superiori Soka. Il fondatore della scuola, Choue Young Seek (1921-2012) è stato un vero amico che ha condiviso con me l’impegno per la pace e l’educazione. È stato uno dei maggiori educatori dell’Asia e ha ricoperto la carica di presidente emerito dell’Associazione Internazionale dei Rettori delle Università. Choue si sforzò di superare la storia del brutale conflitto, cambiando la società attraverso l’educazione così da creare un mondo pacifico e umanistico. Costruì l’università con le sue mani, piantando gli alberi e i fiori e ponendo le pietre. Con sforzo trasformò una nuda montagna in un rispettato centro del sapere e si guadagnò l’ammirazione di tutti per questa realizzazione pioneristica. Alla fine creò lo splendido sistema educativo Kyung Hee, che va dall’asilo all’università. Anche la Soka Gakkai, che è stata fondata nel periodo tra la prima e la seconda guerra mondiale, ha lottato contro il militarismo e si è impegnata a coltivare il “terreno” delle persone con l’“aratro” dell’educazione. Il mio maestro Josei Toda – diretto discepolo del presidente fondatore della Soka Gakkai, Tsunesaburo Makiguchi, morto in prigione combattendo contro l’oppressione del governo militarista giapponese – sopravvisse alla prigionia e ricostruì la Soka Gakkai. Tra l’altro, fu proprio durante la guerra coreana che Toda venne nominato secondo presidente della Soka Gakkai. Le parole di Toda sulla guerra riecheggiano ancora nel mio cuore: «Sento le loro voci di dolore. Chi aiuterà il popolo coreano a cui tanto dobbiamo da un punto di vista culturale?». I primi due presidenti della Soka Gakkai combatterono coraggiosamente contro il militarismo e il presidente Makiguchi morì in prigione per le sue idee. Choue dichiarò che questa è la prova che la Soka Gakkai è un’organizzazione che si è impegnata per la pace.

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Choue è anche noto per aver contribuito a stabilire la Giornata internazionale della pace delle Nazioni Unite, il 21 settembre. Guardando al mondo come ad un grande villaggio globale, sperava che il Giappone e la Corea del Sud avrebbero lavorato insieme per promuovere la pace in Asia. In una conferenza che tenni nel giungo del 1996 a New York, presso il Teachers College della Columbia University, dichiarai che uno degli elementi essenziali della cittadinanza globale è la saggezza per poter percepire l’inseparabilità della vita e del suo ambiente. Il Buddismo espone il principio dell’ ”origine dipendente” (engi), che spiega che tutte le cose esistono o si verificano solo in relazione ad altri esseri o fenomeni. Ogni cosa esiste in risposta a cause e condizioni. Nessuno di noi può esistere in completo isolamento. Tutti viviamo grazie al sostegno, l’influenza e la cooperazione degli altri. Essere in grado di riconoscere e apprezzare questi legami invisibili di interdipendenza è un importante aspetto della cittadinanza globale. Cari amici del Gruppo futuro, voi siete ciò che siete perché i vostri genitori e i vostri familiari si sono presi cura di voi e vi hanno cresciuti. E i vostri genitori esistono perché i vostri nonni hanno fatto la stessa cosa per loro. C’è qualcuno in qualche luogo che ha cucito i vestiti che state indossando, e ha coltivato il cibo che avete mangiato oggi. Le nostre relazioni con gli altri non hanno limiti, trascendono il tempo e lo spazio e ci uniscono al mondo intero. Le vite di tutte le persone sono collegate. Per questo dobbiamo creare la pace. Le nostre esistenze quotidiane sono sostenute dal sudore e dalle lacrime di numerose persone. Quando diventiamo consapevoli di questo, sorge in noi un senso di gratitudine. Allo stesso tempo, poiché siamo tutti interconnessi, quando recitiamo Nam-myoho-renge-kyo e agiamo con uno spirito rinnovato basato sulla gratitudine, possiamo trasformare il nostro ambiente e influenzare colore che ci circondano in direzione positiva. L’origine dipendente è un principio di speranza che conduce alla rivoluzione umana, alla pace nel mondo.

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Durante il mio secondo viaggio nella Corea del Sud, nel 1998, fui invitato nel campus dell’Università Kyung Hee per ricevere un dottorato onorario. Era il 15 maggio, che in quel paese è il giorno degli insegnanti. Ciò che anima i miei sforzi nel promuovere l’amicizia tra Giappone e Corea del Sud è il desiderio di dimostrare gratitudine per l’eredità culturale che il mio paese natale ha ricevuto da questo paese, e la determinazione di ripagare il debito di gratitudine verso i nostri maestri Makiguchi e Toda, realizzando il loro sogno di pace. Nichiren Daishonin scrive: «Ho sempre considerato che fosse della massima importanza comprendere la gratitudine che si deve agli altri e che il mio primo dovere fosse di ripagare tali debiti di gratitudine» (RSND, 1, 109). La determinazione dei discepoli di ripagare il debito di gratitudine verso i propri maestri è il cuore della Soka Gakkai. Makiguchi visse per proteggere fino in fondo lo spirito del Buddismo di Nichiren Daishonin. Toda si alzò da solo nella devastazione del Giappone postbellico ricostruendo la Soka Gakkai. È grazie a questi maestri che oggi siamo in grado di condurre vite felici. Mentre imparate la storia della Soka Gakkai, spero che studiate con impegno a scuola, che vi alleniate raggiungendo una crescita meravigliosa così da diventare individui capaci, in grado di dimostrare apprezzamento per la famiglia Soka e per i vostri genitori! Il nobile sentiero Soka è il sentiero della gratitudine e della vittoria!

Daisaku Ikeda, 17 novembre 2017

Note   [ + ]

1. Dal 21 settembre al 21 dicembre 2016 presso l’Ikeda Memorial Hall della SGI-Corea.