Una nuova serie di incoraggiamenti del presidente della SGI Daisaku Ikeda rivolti ai membri della Divisione scuole medie e scuole superiori.

I grattacieli di Singapore

Una vita giovane implica crescere con coraggio per raggiungere il cielo. Chi è giovane si libra senza limiti a modo suo e secondo il proprio ritmo. Il panorama di Singapore ha uno spirito dinamico giovanile. Tra un appuntamento e l’altro ho osservato i grattacieli della città lanciarsi nel cielo dei tropici. Un arcobaleno colorato attraversava il cielo come per celebrare il futuro di questo paese piccolo ma potente che è cresciuto con vivacità armonizzando culture diverse. Un mio caro amico, David Tay, presidente della Società fotografica di Singapore, ha affermato che la fotografia può catturare non solo i fenomeni fisici ma anche i nostri sogni. Ho scattato una fotografia sognando un grande futuro per la giovane città-stato di Singapore in rapida espansione.

Singapore, che ha incontrato numerosi ostacoli e difficoltà nel suo sviluppo, è nota come la città del leone. Il “merlion” è una statua simbolo della nazione marittima, con la testa di leone e il corpo di pesce. Perché Singapore è stata denominata città del leone? Secondo una leggenda, un giovane re stava solcando i mari alla ricerca di un posto dove costruire una nuova capitale quando si imbatté in una bellissima isola. Ma quando vide l’isola da lontano, la nave fu travolta da una tempesta. L’equipaggio gettò via tutto ciò che era possibile per alleggerire il carico dell’imbarcazione. Il re, che desiderava salvare i suoi uomini, buttò in mare la sua corona. Immediatamente la tempesta cessò e tutti i passeggeri poterono arrivare sani e salvi sull’isola. Mosso dal desiderio che la sua nuova capitale assomigliasse al leone, il re degli animali, chiamò l’isola Singapore, la città del leone. Questa è la leggenda di come ebbe origine Singapore. Invero, questa leggenda ben si attaglia a Singapore, una nobile terra di persone capaci. Una corona raffinatamente decorata non è importante. Quel che conta è avanzare con lo spirito di un leone per il bene dei propri amici e delle altre persone, senza temere la più dure avversità. La corona dei veri campioni brilla sulla testa dei giovani che hanno questo spirito.

Se guardiamo un planisfero, vediamo che Singapore è situata ad un grado nord di latitudine, all’estremità meridionale della penisola di Malacca, in prossimità dell’equatore. E’ un’area relativamente piccola, circa settecento chilometri quadrati, ma per la sua bellezza è stata soprannominata “il gioiello dell’oceano del Sud”. Ho visitato tre volte la vivace repubblica di Singapore. La popolazione conta 5.4 milioni di abitanti suddivisi in tre gruppi etnici principali: cinesi, malesi e indiani; ma vi vivono anche euroasiatici e persone appartenenti ad altre etnie. La città-stato di Singapore, che si basa sul plurilinguismo e il multiculturalismo, ha l’economia più forte di tutta l’Asia ed è una delle prime potenze mondiali. Singapore ha avuto origine da un piccolo villaggio di pescatori ma trovandosi al crocevia della civiltà orientale e di quella occidentale e alla confluenza dell’oceano Indiano col Pacifico, è presto diventata un importante centro commerciale. Al tempo della colonizzazione inglese, molti immigrati si trasferirono a Singapore per guadagnarsi da vivere rendendola la città-stato che è oggi. Durante la seconda guerra mondiale, il Giappone invase Singapore e sotto il dominio militare nipponico ci furono molte morti e sofferenze. Dopo la guerra, Singapore lottò per l’indipendenza. Fino al 1963 rimase sotto il protettorato inglese ma poi entrò a far parte della federazione malese, ottenendo l’indipendenza dall’Inghilterra. Tuttavia, due anni più tardi, nel 1965, il parlamento malese votò per espellere Singapore dalla federazione. Fu l’inizio di un periodo difficile per Singapore che non possedeva risorse naturali sufficienti. Gli mancavano cibo ed acqua. Come potevano sopravvivere senza queste risorse basilari? Come poteva un paese costituito da molti gruppi etnici differenti superare gli ostacoli che si trovava a dover affrontare? Gli abitanti di Singapore decisero di ottimizzare le risorse umane restando uniti.

In quel periodo era primo ministro di Singapore Lee Kuan Yew1.Il primo ministro Lee Kuan Yew è morto il 23 marzo 2015 all’età di novantuno anni., un uomo al quale hanno chiesto consiglio molti altri capi di governo. L’ho incontrato nel 1988, durante la mia prima visita a Singapore e abbiamo parlato insieme del futuro del mondo. Da giovane Lee si era applicato nello studio con diligenza ma quando i militari giapponesi chiusero le scuole fu costretto a interrompere la sua educazione. Dopo la guerra andò a studiare nel Regno Unito, all’Università di Cambridge, dove si impegnò al massimo promettendo di diventare il primo della classe. All’esame finale riuscì a tener fede alla promessa fatta, ricevendo il punteggio più alto e la lode. Il rettore dell’Università di Cambridge lo incoraggiò calorosamente, dandogli un consiglio su come vivere al meglio. Gli disse di tenere questo a mente: «Il passato è passato. E’ già successo. E’ il futuro che conta, che rende la vita degna di essere vissuta».2.Alex Josey, Lee Kuan Yew: The Struggle for Singapore (Londra: Angus & Robertson Publishers, 1980), p.32. Lee scolpì nel suo cuore le parole del rettore e continuò a sforzarsi con tenacia guardando al futuro. Alla fine venne eletto primo ministro e si adoperò per costruire una società dove tutti, al di là delle origini e dello status sociale, avessero l’opportunità di realizzarsi. Mirando alla pace e alla sicurezza e promuovendo l’educazione, fece crescere molte persone capaci attraendo a Singapore le principali compagnie di affari del mondo e i talenti migliori. Quella nazione di individui capaci costruita dall’unità dei suoi abitanti si è sviluppata fino a diventare uno dei giganti dell’economia mondiale.

I membri dell’associazione Soka di Singapore si sono impegnati duramente per superare i pregiudizi e la mancanza di comprensione dei loro compagni cittadini. Molti infatti erano ancora ostili verso il Giappone a causa dell’esperienza bellica ed erano sospettosi verso la Soka Gakkai, una organizzazione religiosa che aveva origine da un paese che era stato l’invasore. Sono riusciti a conquistarsi la fiducia sforzandosi instancabilmente per la felicità di ogni individuo e per la prosperità della società. Oggi l’organizzazione Soka di Singapore è riconosciuta come gruppo rappresentativo di Singapore e i membri vengono annualmente invitati dal governo a partecipare ai festeggiamenti in occasione della festa nazionale per celebrare l’indipendenza di Singapore. Cittadini modello di Singapore e del mondo intero, i membri dell’associazione Soka di Singapore ardono dello spirito del re leone estendendo la loro rete per la pace, la cultura e l’educazione. Quando nel 2000 ho incontrato il presidente di Singapore S.R.Nathan, ho ricevuto da parte sua lodi per le esibizioni dei membri della Soka Gakkai di Singapore e per quelli della Malesia. Mi disse di essere stato fin da subito impressionato non solo dalla bellezza degli spettacoli ma dal fatto che dei giovani avessero il ruolo di protagonisti. Nel 1993, esaminando la storia di Singapore, conscio del luminoso futuro di questa città-stato dedita a crescere persone capaci, vi ho fondato un asilo. Come suo fondatore, ho visitato la scuola molte volte, ho stretto le mani ai suoi studenti dagli occhi luccicanti di gioia con cui condivido dei bei ricordi. Le lezioni sono sia in cinese che in inglese. Sono felicissimo di vedere che i ragazzi che hanno frequentato l’asilo da me fondato e che si sono poi laureati stanno offrendo importanti contributi nella società di Singapore e in tutto il mondo. Alcuni di loro hanno studiato all’Università Soka in Giappone o in America.

Nel mese di novembre 2014 ricorreranno settanta anni dalla morte di Tsunesaburo Makiguchi, il fondatore del nostro movimento Soka. Imprigionato dalle autorità militari giapponesi, Makiguchi non abbandonò mai le proprie convinzioni. Dette la vita per la verità e la giustizia e morì in prigione per ciò in cui credeva. Nella sua opera rivoluzionaria, Jinsei Chirigaku (La geografia della vita umana), scritta più di cento anni fa, Makiguchi auspicava uno scambio con le altre nazioni viste come nostre vicine nello spirito di una cittadinanza globale. Sottolineò che dovevamo divenire consapevoli di essere cittadini della nostra comunità locale, cittadini del nostro paese e cittadini del mondo. L’essere radicati nella propria comunità ci mette in comunicazione con la vastità del mondo. Per voi la vostra comunità è in primo luogo la famiglia, vostra madre, vostro padre, i vostri fratelli e le vostre sorelle; poi, è la vostra scuola, i compagni di classe, gli insegnanti, gli amici. Inoltre, nella vostra zona ci sono membri della SGI che attendono con ansia la vostra crescita. Anche loro sono parte della vostra comunità. Chi si rende conto di avere il sostegno degli altri ed apprezza le persone che fanno parte della sua esistenza può costruire un legame col mondo intero. Inoltre, spero che tutti voi studierete le lingue straniere, perché sono dei passaporti per i cittadini globali. L’umanità sta aspettando che tanti cittadini globali crescano con forza e fiducia. In quanto orgogliosi successori dei primi tre presidenti della Soka Gakkai, ognuno di voi ha una preziosa missione da adempiere e un posto tra i cittadini globali del futuro.

Ho fatto dono ai membri di Singapore di una poesia che contiene le seguenti stanze:

Figli del leone,
con lo sguardo rivolto sempre al futuro,
dovete sapere che chi è forte
lo è per un allenamento incessante.

…………………………………….

Sforzatevi sempre di sfidare
i problemi di oggi.
Dedicatevi con tutto il cuore
alla missione che è davanti a voi.
Lì risiede il vostro allenamento,
per manifestare la brillante corona
della vittoria definitiva.3.Daisaku Ikeda, Canzoni di vittoria (Tokyo: NSIC, 1988), pp.198-99.

La giovinezza e la vita sono una lotta continua per non lasciarsi schiacciare dalle difficoltà. Non permettete al passato di tirarvi indietro. Vincete nel presente. Una nuova sfida comincia da oggi, da questo momento. Nichiren Daishonin scrive spesso del “cuore di leone”. Per esempio, afferma: «Chi ha un cuore di leone conseguirà sicuramente la Buddità» (RSND, 1, 267) e «Ognuno di voi deve raccogliere il coraggio di un leone e non soccombere di fronte alle minacce di chicchessia (RSND, 1, 885). Che cosa si intende per coraggio? È lo spirito di non lasciarsi mai sconfiggere, di alzarsi tutte le volte che cadiamo. È lo spirito di sfidarsi con tutta la forza che abbiamo per riuscire ad affrontare i problemi che sorgono davanti a noi. È lo spirito di continuare a cercare e a sforzarsi, di lucidare la propria vita costantemente migliorandosi giorno dopo giorno. Il Daishonin spiega anche: «La parola shishi o “leone”, è formata da due elementi, il primo shi, che può essere interpretato come “maestro”, e il secondo shi, che può essere interpretato come “discepolo”» (BS 121). Quando il maestro e il discepolo sono uniti nello spirito, allora sgorgheranno saggezza, forza e coraggio assoluti. Makiguchi aveva Toda come discepolo; Toda aveva me; ed io ho tutti voi. Per questo motivo noi maestri e discepoli di Soka non abbiamo niente da temere!

Daisaku Ikeda, 1 novembre 2014

Note   [ + ]

1. Il primo ministro Lee Kuan Yew è morto il 23 marzo 2015 all’età di novantuno anni.
2. Alex Josey, Lee Kuan Yew: The Struggle for Singapore (Londra: Angus & Robertson Publishers, 1980), p.32.
3. Daisaku Ikeda, Canzoni di vittoria (Tokyo: NSIC, 1988), pp.198-99.