Questa serie di incoraggiamenti del presidente della Soka Gakkai Internazionale Daisaku Ikeda è rivolta ai ragazzi e alle ragazze delle scuole medie e superiori.

Il sentiero dell’amicizia in Argentina

I cuori si uniscono trascendendo le distanze e le vite risuonano indipendentemente dall’età e dalle circostanze: questo è il potere dell’amicizia. In tutto il mondo ho dei cari amici con cui condivido dei legami così. Circa venti anni fa, diventai amico di un gruppo di studenti di una scuola elementare argentina, un paese dell’America Latina che si trova dall’altro lato del globo rispetto al mio paese natale, il Giappone. Avevano letto in classe alcuni dei miei libri per bambini e mi scrissero delle lettere per farmi delle domande. Le loro domande erano sincere, mirate e dirette. Una era: «Qual è la cosa più importante». Risposi scrivendo francamente: «L’amicizia. Ho imparato che tutto nasce da lì. L’amicizia è un tesoro. L’amicizia è fonte di felicità. È come una ghirlanda di fiori che incorona le nostre esistenze. Esse si espandono e si rafforzano nella misura in cui noi espandiamo e rafforziamo le nostre amicizie. L’amicizia raddoppia la felicità e dimezza la tristezza». Nel febbraio del 1993, quando visitai l’Argentina, feci degli incontri indimenticabili con molti giovani membri del Gruppo Futuro. Adesso, sono tutti cresciuti diventando dei bravi giovani leader, attivi nei rispettivi paesi. Mi ricordo il testo di una canzone che gli studenti di una università locale mi cantarono durante quella visita:

Amigos para siempre
vuol dire che tu sarai per sempre amico mio
Amici per sempre
vuol dire un amore che non può finire
Amici per sempre…

Gli argentini sono soliti abbracciare le persone che incontrano in segno di amicizia e le salutano calorosamente come “amigos”, “amici”. Lo stemma dell’Argentina rappresenta due mani che si stringono, a simboleggiare l’amicizia e la pace.

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Da quando gli spagnoli cominciarono a colonizzare l’Argentina nel sedicesimo secolo, essa è diventata territorio di immigrazione. In Argentina varie culture si sono mescolate in maniera dinamica, portando alla creazione di stupende città. Durante la mia visita, camminai per le strade della capitale argentina, Buenos Aires, spesso detta la “Parigi dell’America Latina”. Grattacieli e parchi coesistevano armoniosamente e gli aspetti raffinati della cultura europea risplendevano luminosi alla forte luce del sole dell’America Latina. Il monumento allo statista argentino, il generale Carlos Maria de Alvear (1789-1852) era particolarmente impressionante sotto il limpido cielo blu. Era un imponente monumento con in cima una statua equestre del generale con quattro figure ad ogni angolo della base, a rappresentare la forza, la vittoria, la libertà e l’eloquenza. Fu scolpito dal grande artista francese Antoine Bourdelle (1861-1929). Perchè l’autore di questo monumento storico argentino fu uno scultore francese? Per un’amicizia che trascendeva i confini nazionali. Bourdelle intraprese questo enorme progetto su invito di un amico, un pittore argentino. Dopo più di dieci anni e infinite bozze, il grandioso monumento fu finalmente completato. Pensando a quella bella storia di amicizia, scattai una foto al monumento.

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La musica e il ballo del tango sono prodotti della cultura argentina noti in tutto il mondo. Il tango si origina da generi diversi, come la habanera cubana, il walzer e la polka europei e il candombe africano. Nel tango, il bandonion, uno strumento simile alla fisarmonica, produce un suono malinconico che arriva al cuore. Un canto appassionato e una danza ritmica caratteristica esprimono sia le gioie che i dolori della vita. Il tango è amato dalla gente ed è stato definito Patrimonio Culturale Immateriale dall’Unesco. Tra i grandi maestri del tango argentino ci sono Osvaldo Pugliese (1905-95), considerato “l’imperatore” poiché incarna il secolo d’oro del tango, e Mariano Mores (1918-2016), detto il “re del tango”. Tutti e due hanno influenzato lo spettacolare tango moderno. Nel dicembre del 1989, incontrai Pugliese a Tokyo e parlammo di pace e di cultura. All’epoca aveva 84 anni ed era stato invitato in Giappone dall’Associazione concertistica Min-On per l’ultima performance della sua vita. Due anni dopo mi regalò un componimento dal titolo “Tokyo luminosa”. Fui veramente onorato. Più tardi, quando visitai l’Argentina nel 1993, interpretò questo capolavoro, un’ode all’amicizia, accompagnandosi col pianoforte durante il Festival mondiale dei giovani della SGI per la pace e la cultura presso il teatro Coliseo di Buenos Aires. Dopo l’ultima performance a Tokyo, non era più apparso in pubblico, ma ritornò sul palco per il festival, che era ufficialmente promosso dalla città di Buenos Aires. Partecipò anche il grande Mariano Mores e fu la prima volta che i due apparvero insieme su un palco. Per amore dei giovani interpretarono una melodia dell’amicizia, un evento che colse di sorpresa il mondo.

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Da allora è passato quasi un quarto di secolo e la SGI argentina è cresciuta e si è sviluppata enormemente. Questo agosto (2016), per celebrare il bicentenario dell’indipendenza, circa novemila membri della SGI argentina hanno fatto una riunione generale sulla cultura giovanile. Molte personalità invitate hanno applaudito con entusiasmo le performance di questi giovani che stanno dando meravigliosi contributi alla società argentina. Uno degli ospiti era l’attivista argentino per i diritti umani e premio Nobel per la pace Adolfo Pérez Esquivel. Io e Pérez Esquivel ci siamo incontrati a Tokyo nel dicembre del 1995. Ricordo vividamente il suo portamento solenne, gli occhi che brillavano di convinzione e il caldo sorriso: qualità che caratterizzano un vero campione dei diritti umani. Parlammo a lungo di molti temi, inclusa la solidarietà, il potere del dialogo e l’importanza di far crescere i giovani. Abbiamo continuato a dialogare per corrispondenza e nel 2009 abbiamo pubblicato il nostro dialogo in giapponese. Pérez Esquivel ha anche parlato nelle scuole Soka e nell’Università Soka in Giappone. La sua vita, dedita alla realizzazione della sua missione, è stata spettacolare e ricca di eventi. È stata una vita dedita all’ideale della giustizia; per questo motivo le sue parole hanno un peso così grande e comunicano un importante messaggio alle generazioni future.

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Nel 1976 in Argentina la giunta militare prese il potere con un colpo di stato e ogni forma di resistenza da parte del popolo fu repressa sequestrando, torturando e assassinando tutti gli oppositori. Il regime fu così oppressivo che si dice che non ci fosse una madre che non avesse perso un figlio nella dittatura militare, e che trentamila persone fossero state arrestate in segreto e uccise dall’esercito. Pérez Esquivel lottò per creare una organizzazione per i diritti umani per combattere la tirannia. Per questo motivo divenne il bersaglio delle autorità e alla fine fu arrestato. Venne incarcerato senza capi di accusa e torturato. Nei quattordici mesi che trascorse in prigione, le autorità tramarono per ucciderlo e parecchie volte corse il rischio di una morte imminente. Tuttavia, grazie agli sforzi determinati della coraggiosa moglie, Amanda Guerreno, e di altri sostenitori, alla fine fu rilasciato. Continuò ad essere sorvegliato anche dopo il rilascio ma, ardendo di uno spirito combattivo indomito, costruì una rete di persone dedite alla causa del bene. Le persone si fidavano completamente di Pérez Esquivel e lo sostenevano per il suo coraggio e per il sincero impegno e alla fine, nel 1983, riuscirono a riportare in carica un governo civile a lungo atteso. Pérez Esquivel ha affermato: «La pace deve essere costruita da ciascuno dei giovani e coltivata nell’amicizia tra i popoli» e «I diritti umani non sono qualcosa di speciale; al contrario, dobbiamo avere presente che hanno a che vedere con il percorso della persona».1.Adolfo Pérez Esquivel e Daisaku Ikeda, La forza della speranza, Esperia 2016, p. 201 Nel corso del dialogo, Pérez Esquivel ha condiviso un aneddoto interessante. C’era un imprenditore agricolo il cui mais veniva sempre premiato. Quando gli fu chiesto come fosse possibile, rispose che il motivo era che condivideva i semi migliori con gli agricoltori vicini. Affemò: «Il vento raccoglie il polline del mais maturo e lo porta di campo in campo. Se i miei vicini coltivassero mais più scadente del mio, l’impollinazione peggiorerebbe continuamente la qualità del mio prodotto. Se voglio ottenere un buon mais, devo aiutarli a coltivare il meglio, offrendo loro i semi migliori». Attraverso questo esempio, Pérez Esquivel ha spiegato che se vogliamo vivere in pace, dobbiamo far sì che anche i nostri vicini siano in pace. Questo modo di pensare ha molto in comune con lo spirito di “adottare l’insegnamento corretto per la pace nel paese” presente nel Buddismo di Nichiren Daishonin che scrive: «Se vi preoccupate anche solo un po’ della vostra sicurezza personale, dovreste prima di tutto pregare per l’ordine e la tranquillità in tutti e quattro i quadranti del paese».2.Adottare l’insegnamento corretto per la pace nel paese, RSND, 1, 25. In esatto accordo con queste parole, i membri della famiglia Soka di tutto il mondo, inclusi molti dei vostri genitori e familiari, si stanno sforzando al massimo per la felicità delle persone, giorno dopo giorno, come nobili “esperti di amicizia” e “costruttori di pace”. L’amicizia è condivisione delle gioie e dei dolori e reciproco incoraggiamento; è agire insieme con saggezza e in armonia per costruire una società felice e pacifica; è la forza per avanzare in unità. Il sentiero dell’amicizia è il percorso più vero e splendente che gli esseri umani possano seguire.

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L’autore dell’amato libro Il piccolo principe, lo scrittore francese Antoine de Saint-Exupéry, visse per un certo periodo in Argentina. Era un pilota che portava la posta, attraversando di notte i cieli dell’America Latina. Nella storia, il piccolo principe, che proviene da una lontana stella, dice all’amico di guardare le stelle in cielo poiché là si trova anche la sua. Continua dicendo: «Allora, tutte le stelle, ti piacerà guardarle…Tutte, saranno tue amiche». Una singola amicizia può spalancare un nuovo mondo e uno splendente futuro. La vera amicizia si ha quando le vite di entrambi gli amici risplendono e illuminano l’ambiente circostante. Come giovani che sostenete la Legge mistica, potete recitare Nam-myoho-renge-kyo per la felicità dei vostri amici, avanzare e crescere insieme a loro. Una tale amicizia è il legame umano più nobile. Gli amici di tutto il mondo vi stanno aspettando, membri del Gruppo futuro, futuri leader di un’epoca di pace. La vostra amicizia porterà gioia e, senza alcun dubbio, la pace. Cominciamo tutti a scrivere in allegria nuove storie di amicizia!

Daisaku Ikeda, 1 settembre 2016

Note   [ + ]

1. Adolfo Pérez Esquivel e Daisaku Ikeda, La forza della speranza, Esperia 2016, p. 201
2. Adottare l’insegnamento corretto per la pace nel paese, RSND, 1, 25.