Questa serie di incoraggiamenti del presidente della Soka Gakkai Internazionale Daisaku Ikeda è rivolta ai ragazzi e alle ragazze delle scuole medie e superiori.

Messico, il sogno del mio maestro

È maggio, un mese luminoso e solare, ricolmo di speranza. Il 3 maggio è il giorno della Soka Gakkai. Quel giorno, nel 1951, il mio maestro Josei Toda divenne secondo presidente della Soka Gakkai. Lo stesso giorno, nel 1960, io fui nominato terzo presidente e continuai con lo stesso spirito del mio maestro. Il 5 maggio è il giorno dei successori della Soka Gakkai, in cui affidiamo il futuro a voi, cari membri della Divisione futuro. I vostri compagni più grandi che si sono laureati si stanno sforzando duramente nelle società di tutto il mondo, rimanendo fedeli al voto fatto in gioventù. Il poeta messicano Alfonso Reyes (1889-1959) dichiarò: «La mia casa è il mondo». Da ora in poi il mondo sarà il vostro palcoscenico. I membri della famiglia della SGI in 192 paesi e territori stanno aspettando con impazienza il giorno in cui diventerete cittadini globali, realizzando a pieno il vostro potenziale.

***

Nel corso degli anni ho visitato 54 paesi e territori, determinato ad aprire la strada a voi, miei giovani amici della Divisione futuro. Tra questi posti, ce n’è uno che per me ha un significato speciale, il Messico. Toda fece un sogno sul Messico e mi disse che un giorno avrebbe desiderato andarci. Contando anche le volte in cui mi sono fermato in Messico per fare il pieno di carburante, posso dire di esserci stato cinque volte e di ogni volta serbo ricordi indimenticabili dei membri locali. Il Messico è stato il primo paese con cui il moderno Giappone abbia firmato un trattato di pace. È stato anche il primo paese latino americano ad accogliere gli immigrati giapponesi. Il Messico è un paese verso cui il Giappone ha un profondo debito di gratitudine. Toda era molto interessato al Messico. Spesso mi leggeva o mi parlava di questo paese. Appena poteva, chiedeva a un  membro della Divisione donne del Kansai che aveva trascorso la sua giovinezza in Messico di raccontargli della vita laggiù. Lo rivedo ancora annuire felice mentre lei raccontava le sue esperienze. Una mattina di marzo del 1958, un mese prima che morisse, avendo realizzato sia i suoi obiettivi personali che di kosen rufu, mi chiamò e mi disse: «Ho sognato che andavo in Messico. Mi stavano aspettando. Erano tutti alla ricerca del Buddismo di Nichiren Daishonin». Facendo mio il sogno del maestro, ho viaggiato in tutto il mondo come suo discepolo, unito a lui nello spirito. Oggi kosen rufu sta avanzando notevolmente in Messico. Dalla mia prima visita del 1965 i membri si sono sinceramente sforzati di diventare dei buoni cittadini e di contribuire alla società. Nel novembre del 2015, nel cinquantesimo anniversario del movimento di kosen rufu in Messico, è stato aperto nel centro di Città del Messico il tanto atteso Centro culturale. Riesco a immaginare il sorriso raggiante del maestro davanti a questa meravigliosa crescita.

***

Ventidue anni fa, nel giugno 1996, volai dal Costa Rica all’aeroporto internazionale Veracruz, in Messico. Vi feci una breve sosta mentre andavo negli Stati Uniti. In aereo scrissi questa poesia:

Oh magnifico Messico!
La terra che il mio mentore amava
e desiderava ardentemente visitare.
“Stavano tutti aspettando”.
Era voi che sognava,
miei cari amici dai mistici legami.

Quando giunsi nell’atrio dell’aeroporto, vidi una scena simile al sogno di Toda. Parecchie centinaia di membri felici mi stavano aspettando con gli occhi splendenti luce. La loro fede gioiosa mi commosse. Sebbene avessimo solo poco tempo per stare insieme, scattai con loro delle foto, nell’intento di creare un ricordo eterno per tutti noi. Mentre l’aereo si dirigeva verso la pista di decollo, pregavo affinché ogni membro messicano, senza eccezione, vincesse nella vita, vivesse con fiducia, diventando assolutamente felice. Pregando così, fotografai attraverso il finestrino i membri che mi salutavano dall’aeroporto. A bordo dell’aereo composi un’altra poesia che poi inviai ai membri del Messico:

Anche qui c’erano dei cari, amati
amici Soka.
Anche qui c’erano Bodhisattva della Terra
che ardevano di senso di missione.

All’aeroporto internazionale Veracruz c’erano membri del Gruppo futuro, ragazzi e ragazze che agitavano bandierine rosse, gialle e blu per darci il benvenuto. Dissi loro: «Grazie a tutti! Non vi dimenticherò mai. Quando sarete più grandi, vi prego di venire a trovarmi in Giappone!”. Tra questi giovani c’era una ragazza che mi dette il benvenuto in giapponese, porgendomi un bouquet di fiori. Quando sentì le mie parole, determinò fortemente di venire un giorno in Giappone. Il Messico è dalla parte opposta del globo rispetto al Giappone. Il volo dura un giorno intero ed è anche costoso. Nonostante tutto, coltivò quel sogno, eccitata dalla prospettiva di vedere il Giappone, e pregò per riuscire in qualche modo a venire; intanto studiava anche duramente. In seguito, dopo la laurea, fu assunta da una grande compagnia petrolifera. Dette prova concreta della pratica buddista nella società e si impegnò al massimo nelle attività della SGI, tra cui sostenere il gruppo Byakuren del Gruppo giovani donne. Alla fine, nel 2011, venne a Tokyo come responsabile del Gruppo giovani donne per partecipare a un corso della SGI. Quando io e mia moglie ne venimmo a conoscenza, le inviammo un messaggio per dirle che eravamo davvero felici della sua visita. Ella continua a dedicarsi a kosen rufu in Messico, dichiarando la sua determinazione di diffondere lo spirito Soka in tutto il suo paese. Un altro incontro indimenticabile è stato quello con Sergio Alejandro Matos, uno dei più famosi pianisti messicani. Il 5 marzo 1981 suo padre, che era a capo del dipartimento della cultura dello stato di Jalisco, ci invitò a casa loro a Guadalajara. All’epoca Matos aveva 16 anni. Si impegnava duramente per diventare un pianista professionista e in quella occasione ebbi l’opportunità di sentirlo suonare. Gli occhi gli brillavano e nella commovente performance percepii il suo bellissimo spirito e l’immenso potenziale. Lo incoraggiai con tutto il cuore: «Ti prego di diventare un bravo musicista! Non permettere che niente ti sconfigga». Da allora sono passati più di trentacinque anni. Esercitandosi a suonare il pianoforte con spirito sincero, è riuscito a diventare un pianista capace di infondere coraggio a chiunque lo ascolti. E oggi è diventato un pianista famoso e ha ricevuto gli onori nazionali dell’Austria, la patria della musica. Sono lieto di poter dire che io e mia moglie continuiamo ad avere con lui un rapporto sincero. Tutte le persone che hanno realizzato i loro sogni hanno in comune delle qualità: lo sforzo e la determinazione. Alcuni sostengono che il successo abbia più a che fare col talento che con lo sforzo, ma io insisto nel dire che non c’è talento più grande di quello di sforzarsi. È un talento che tutti noi abbiamo. A volte le cose non vanno come avremmo voluto, nonostante i nostri sforzi. Qualche volta siamo sconfitti e rimaniamo con un senso di frustrazione e delusione. Ma grazie a questi sforzi possiamo forgiare il nostro carattere, rafforzarci come esseri umani, diventando più gentili e sensibili con gli altri. Quarantacinque anni fa un membro giapponese che conoscevo da quando andava alle scuole superiori, decise di stabilirsi in Messico. Lo avvisai con severità: «Trasferirsi in un paese straniero è una grande sfida. Non aspettarti che sia facile. Persevera con forte determinazione. Sforzati. Non permettere a te stesso di vagare senza una meta». Egli riuscì a dimostrare un’ammirevole determinazione e con grandi sforzi divenne il primo giapponese a qualificarsi come commercialista in Messico. Si impegnò anche come responsabile della SGI messicana, incoraggiando tanti membri. Sor Juana Inés de la Cruz (1651-95), una poetessa vissuta in Messico trecento anni fa, scrive:

Non tengo in considerazione né tesori né ricchezze,
perciò sono sempre più contenta
quando ripongo la mia ricchezza nei miei pensieri.

La giovane Juana amava i libri ed era un’avida lettrice che coltivava la propria educazione in un’epoca dominata dagli uomini. Grazie alla lettura, comprese che tutto il sapere è interconnesso: «Cioè, lungi dall’interferire, queste materie si aiutano l’un l’altra, illuminandosi e aprendo un sentiero dall’una all’altra, attraverso variazioni e legami nascosti». Alla fine divenne così istruita da essere in grado di dibattere con gli studiosi più arroganti, confutandoli con fermezza. Più studiamo e ci sforziamo, più la conoscenza e l’esperienza che acquisiamo ci permettono di aprirci un nuovo sentiero. Quando ne diventiamo consapevoli, lo sforzo di studiare diventa un piacere incomparabile. Nessuno dei nostri sforzi va sprecato. Spero che tutti voi che avete la responsabilità del futuro studierete con calma e libertà. Scoprite in cosa siete bravi e diventate ancora più bravi! Il vostro impegno vi aiuterà a migliorare le vostre capacità anche in ciò che trovate più difficile. Se non riuscite a scoprire un talento particolare, allora studiate e sfidatevi in tutto. Troverete certamente qualcosa in cui siete particolarmente bravi. Vi prego di diventare dei giovani allegri ed esperti nell’arte di sforzarsi!

***

Il Messico è una terra ricca di cultura, dove la musica e il ballo scandiscono la vita quotidiana. Nelle città, nelle strade dei paesini e nelle case della gente si sente spesso il suono di una musica allegra e si vedono persone ballare. Quando visitai il Messico nel 1981, partecipai al Festival culturale dell’amicizia della SGI messicana che si tenne il 1 marzo a Città del Messico. Mai dimenticherò i luminosi sorrisi dei membri, i colorati vestiti tradizionali e le danze al ritmo delle varie canzoni tipiche regionali. Avevano provato tanto per quella esibizione, cercando di trovare del tempo tra i loro impegni lavorativi. Parteciparono anche i membri della Divisione futuro, compresi i ragazzi della banda pifferi e tamburi. Mi sentivo come se stessi osservando un’adunanza di Bodhisattva della Terra così come descrive il Sutra del Loto. I Bodhisattva della Terra sono diretti discepoli del Budda, emersi dalla terra per salvare il mondo dalla sofferenza. Appaiono durante l’Ultimo giorno della Legge, nel mondo complicato di oggi dove il cuore e la mente delle persone sono pieni di confusione. Sforzandosi di diffondere il corretto insegnamento del Buddismo, incontrano sfide e ostacoli. Ma Nichiren Daishonin scrive: «Quando il Bodhisattva Pratiche Superiori emerse dalla terra, non lo fece forse danzando?» (Grande male e grande bene, RSND, 1, 992). Nonostante gli ostacoli che devono affrontare, i Bodhisattva della Terra emergono danzando, pieni di gioia e coraggio. Facendo Gongyo e recitando Nam-myoho-renge-kyo ogni giorno, potete tirare fuori tutto il vostro potere di Bodhisattva della Terra. Quando recitiamo Daimoku i nostri cuori si riempiono di contentezza. Sperimentiamo la più grande delle gioie. Una potente determinazione sgorga dal profondo delle nostre vite: «Io ho un potenziale incredibile!», «Non mi farò sconfiggere dagli ostacoli!». Per questo la recitazione del Daimoku ci rende dei campioni di speranza. In una delle sue opere il poeta messicano Octavio Paz (1914-98) si rivolge all’oscurità spirituale che fa perdere di vista la luce della speranza: «Ogni momento è il seme dell’eternità» e «Noi siamo i figli del tempo e il tempo è speranza». Ciò che conta è il momento presente, non un momento indefinito nel futuro. Recitare Daimoku e fare adesso un passo in avanti aprirà un futuro di speranza che risplenderà per sempre. Miei giovani amici, certi che tutto comincia in questo momento, spieghiamo insieme le ali del coraggio e voliamo in alto nel cielo della nostra missione!

Daisaku Ikeda, 1 maggio 2016