Questa serie di incoraggiamenti del presidente della Soka Gakkai Internazionale Daisaku Ikeda è rivolta ai ragazzi e alle ragazze delle scuole medie e superiori.

Una limpida giornata a Glasgow

Il calore del sole si irradia sui fiori di ciliegio che sbocciano vivaci. In primavera tutto sembra davvero rinascere a nuova vita. Vorrei congratularmi sinceramente con tutti i cari amici del Gruppo futuro che in questa primavera iniziano le scuole medie e le scuole superiori o semplicemente affrontano una classe successiva, iniziando così una nuova sfida. Quando l’ambiente cambia, è naturale essere un po’ ansiosi e preoccupati. Ma tutti voi praticate il Buddismo di Nichiren e recitate Nam-myoho-renge-kyo per far sgorgare il vostro coraggio interiore. Vorrei condividere con voi questi versi del grande poeta scozzese Robert Burns (1759-96):

Tesori e piaceri,
mai portan lunghe gioie;
è il cuore, solo il cuore
che fa felici.

La felicità proviene dal nostro cuore. La vittoria fiorisce dal nostro cuore. Il futuro si crea nel nostro cuore. Iniziamo ogni giorno con forza, facendo sorgere ogni mattina con Gongyo e Daimoku il sole del coraggio nei nostri cuori!

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Conservo molti ricordi piacevoli ed indimenticabili della Scozia. Ho visitato Glasgow, la più grande città della Scozia, nel giugno del 1994 e sono stato sulle sponde del famoso lago Loch Lomond, celebrato in una nota canzone tradizionale scozzese. Fui accolto dal caratteristico suono delle cornamuse dei grandi altipiani scozzesi, portato dal vento come una eco sul lago. Il cielo, riflesso nelle acque, luccicava di un blu nitido. I membri della SGI del posto che vennero a salutarmi erano rallegrati da quel cielo senza nubi e dissero che non avevano mai visto una giornata così limpida. In quella zona piove molto frequentemente ma c’è un aspetto positivo anche nei giorni piovosi: gli splendidi arcobaleni che appaiono dopo la pioggia. Gli scozzesi chiamano poeticamente la loro terra, dove il sole è cosa rara, la “terra dell’arcobaleno”. Sono veramente saggi e ottimisti. La Scozia fa parte del Regno Unito, insieme all’Inghilterra, al Galles e all’Irlanda del Nord. Le strade di ciottoli e gli edifici storici di Glasgow risalgono al sesto secolo. La città ebbe un ruolo centrale nel dare inizio alla Rivoluzione industriale che nel diciottesimo secolo trasformò il mondo intero. Un tempo è stata anche una delle quattro più grandi città d’Europa, insieme a Londra, Parigi e Berlino. Gli scozzesi sono persone laboriose, oneste e perseveranti. Hanno compiuto azioni ammirevoli in tutto il mondo, dimostrando spirito eroico e amore per la libertà. È interessante che la Scozia abbia stretti legami col Giappone. Alla fine del diciannovesimo secolo, il Giappone iniziava ad aprirsi dopo secoli di isolamento forzato. Era arrivato il momento che il paese incontrasse il resto del mondo. Per venire a conoscenza delle ultime innovazioni tecnologiche il Giappone invitò specialisti e tecnici dall’Occidente e così ebbe inizio la sua rapida modernizzazione. Circa la metà di questi esperti, quasi 200 persone, erano del Regno Unito e la maggior parte scozzesi. Essi condivisero senza riserve con i Giapponesi la conoscenza e le esperienze che avevano guidato la Rivoluzione industriale. I Giapponesi impararono così a costruire molte delle infrastrutture che ancora oggi esistono, incluso il sistema idrico e fognario, le ferrovie, i fari e i moderni sistemi bancari. Questi insegnanti pionieri influenzarono enormemente gli studi dei giapponesi anche in campi quali la sismologia, la linguistica e l’archeologia. Il Giappone ha un grande debito verso la Scozia per il ruolo che questa ha avuto nella sua modernizzazione.

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Che cosa ha reso possibile che Glasgow divenisse la forza propulsiva della rivoluzione industriale? Aver continuato a far crescere individui capaci di grandi rivoluzioni nell’apprendimento e nella tecnologia. L’università di Glasgow, fondata nel 1451, è una luminosa cittadella dell’educazione che ha coltivato tali individui. Nel 1994, come orgoglioso discepolo del secondo presidente della Soka Gakkai Josei Toda, ho ricevuto un dottorato onorario dall’università. La cerimonia di conferimento ha avuto luogo il 15 giugno. Il campus, dotato di bellissime attrezzature costruite in pietra e adorne di mosaici, è situato su una collina che domina la città di Glasgow. Ospita anche una notevole galleria d’arte e alcuni musei. Una università è un luogo di incontro di menti e di persone. Mentre camminavo per il campus, mi ricordai della storia dell’amicizia di due scozzesi che erano stati l’avanguardia della rivoluzione industriale. James Watt (1736-1819), l’inventore del motore a vapore, era uno sconosciuto creatore di strumenti matematici. Dopo un apprendistato a Londra dove aveva raffinato le proprie abilità, cercò di aprire a Glasgow una sua attività. Tuttavia, la corporazione, cioè il sindacato, gli rifiutò il permesso dicendo che non era un cittadino di Glasgow e che il periodo di apprendistato era stato troppo breve. Davanti a questo ostacolo determinato da tradizioni radicate che non tenevano conto del suo talento, si trovò ad un punto morto, non sapendo cosa fare. Ma proprio allora qualcuno gli dette una mano: il giovane Adam Smith (1723-90), professore all’Università di Glasgow e oggi considerato il padre dell’economia moderna. Grazie all’aiuto di Smith e di altri, Watt fu in grado di aprire un laboratorio all’interno dell’università. Smith gli faceva spesso visita e lo incoraggiava. Approfondendo le sue conoscenze scientifiche e tecnologiche e confrontandosi con numerosi studiosi, Watt riuscì alla fine a costruire il primo motore a vapore del mondo. L’incontro tra Watt e Smith, che trascese il confine tra abile artigiano e studioso, si concretizzò in una invenzione che cambiò la storia dell’umanità.

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In una lettera a Goethe, lo storico scozzese Thomas Carlyle (1795-1881) citò le parole del poeta Schiller: «Infinita è la forza che un uomo trasmette ad un altro uomo». Quanta verità! Solo nei rapporti con gli altri, imparando da loro e venendone incoraggiati, possiamo diventare grandi persone. Gli incontri sono tesori preziosi che contribuiscono alla nostra crescita. Gli incontri sono bellissime opere teatrali che adornano le nostre vite. Gli incontri sono fonti di energia che creano la storia. All’inizio del nuovo anno scolastico, incontrate persone nuove e fate nuove amicizie. Se parlate con i vostri amici a cuore aperto, potete scoprire una forza che non sapevate di avere. In questo senso gli incontri con gli altri sono delle opportunità per incontrare una parte nuova di voi stessi. Nichiren Daishonin scrive: «A differenza di molti altri, nel diffondere i miei insegnamenti, io, Nichiren, sono venuto in contatto con un gran numero di persone» (Condoglianze per un marito defunto, RSND, 2, 734). Tutti voi state studiando e praticando il Buddismo di Nichiren da giovani e questo illuminerà tutta la vostra vita. Perciò gli incontri che farete saranno significativi e di valore per la vostra esistenza. Considerate con apprezzamento che tra più di sette miliardi di individui che vivono sul pianeta voi avete misticamente incontrato quelle persone che sono oggi nella vostra vita e continuate a stringere amicizie con un atteggiamento solare e positivo. Spero che aprirete con libertà e saggezza un sentiero dorato di amicizie.

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La cerimonia di conferimento del dottorato onorario da parte dell’Università di Glasgow fu veramente grandiosa e solenne. Si tenne nella Bute Hall, un magnifico edificio con un soffitto a volta. Il maestro di cerimonia, con una mazza d’argento, incedeva lentamente, sulle note del grande organo a canne. Io, insieme ad altri sei partecipanti, procedevo lungo la navata centrale. Le immagini di personaggi rilevanti della cultura scozzese, come Robert Burns, erano mirabilmente dipinte sulle vetrate delle finestre e sembravano presiedere alla cerimonia con partecipazione. Venendo presentati uno alla volta, ciascun partecipante poteva sedere sulla Sedia di pietra nera, la «Blackstone Chair», fatta di marmo nero levigato e intarsi di mogano. Anche la famosa autrice e attivista sociale Helen Keller (1880-1968) aveva in passato ricevuto questo onore, sedendosi sulla stessa sedia. Quando giunse il mio turno, J.Forbes Munro, segretario del senato dell’Università di Glasgow, lesse la mia nomina. Con voce chiara e risonante dichiarò: «Fu nel 1947 che la sua esistenza assunse un corso ben definito, quando incontrò e divenne discepolo di Josei Toda». Fin dal nostro primo incontro, quando avevo appena diciannove anni, ho vissuto la mia esistenza come fedele discepolo di Toda.  Per aiutarlo negli affari, dovetti rinunciare a frequentare le scuole serali ma lui si prese la piena responsabilità della mia educazione. Toda mi educò privatamente ogniqualvolta aveva del tempo libero e continuò così fino alla morte. Questa è stata l’“Università Toda” che io ho avuto l’onore di frequentare. A quel tempo scrissi nel mio diario: «[Toda] è straordinariamente calmo e il suo stato vitale è indescrivibilmente alto. Non mi importa delle sofferenze che dovrò affrontare perché l’onore di aver potuto studiare sotto la sua direzione costituirà per me la felicità più grande e più nobile». Feci il voto che un giorno avrei fatto conoscere al mondo la grandezza del mio maestro, ripagando il debito di gratitudine che avevo verso di lui. La voce di Munro che pronunciava il nome di Josei Toda riecheggiò più volte nella sala. La sento ancora. Anche il corso della vita di Munro fu determinato dall’incontro col suo maestro. Quando era uno studente, incontrò un professore di studi africani. Ispirato dalla profonda passione del suo insegnante, rinunciò al progetto originale di entrare negli affari e dedicò invece la sua esistenza a studiare la storia economica dell’Africa. Mi disse che non si può raggiungere la più alta competenza in un campo di studi senza una profonda relazione insegnante-studente. Sono felice di poter dire che negli anni Munro ha sempre accolto calorosamente, consigliato e incoraggiato gli studenti dell’Università Soka che hanno studiato all’estero nell’Università di Glasgow. E sono contento che i membri della SGI che hanno studiato qui siano oggi attivi in vari settori in tutto il mondo. Sono ugualmente felice che i membri scozzesi che mi accolsero nel 1994 abbiano espanso la loro rete di fiducia e amicizia, continuando a contribuire in maniera positiva alla società.

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La mia gioia più grande è avere incontrato il mio maestro Josei Toda. Grazie a lui, ho potuto seguire il corretto sentiero dell’esistenza. Oggi ci siete voi, miei cari giovani successori del Gruppo futuro, a cui io posso affidare tutto. Niente mi rende più felice. Toda era solito dire: «Sono così felice che ci sei tu accanto a me, Daisaku». Io sentivo la stessa cosa. E io sono felice di avere voi, membri del Gruppo futuro, accanto a me. Miei cari amici, fate del vostro meglio in questo anno scolastico a venire! Andiamo avanti insieme con gioia ed entusiasmo!

Daisaku Ikeda, 1 aprile 2016