Persone e Ambiente: una relazione sostenibile

Ben ritrovati! Nel seguente appuntamento mensile relativo all’approfondimento delle macro tematiche presenti nell’Agenda2030 approfondiremo la P di Pianeta.

Nell’Agenda2030 si legge: “Siamo determinati a proteggere il pianeta dalla degradazione, attraverso un consumo ed una produzione consapevoli, gestendo le sue risorse naturali in maniera sostenibile e adottando misure urgenti riguardo il cambiamento climatico, in modo che esso possa soddisfare i bisogni delle generazioni presenti e di quelle future.”1Estratto da “Trasformare il mondo: l’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile”, https://unric.org/it/wp-content/uploads/sites/3/2019/11/Agenda-2030-Onu-italia.pdf

Purtroppo, ogni giorno arrivano dal mondo notizie relative al clima tutt’altro che confortanti: incremento della temperatura, calamità naturali, incendi indomabili, esaurimento delle fonti di energia non rinnovabili…

Tutte queste condizioni ostacolano il naturale corso della quotidianità delle persone e, di conseguenza, intaccano anche l’ordine geopolitico globale. Ad esempio, migrazioni di un gran numero di persone, oltre che dai conflitti, derivano proprio dal disagio sociale che le condizioni ambientali di questo secolo stanno manifestando, causate dal nostro smisurato utilizzo delle materie prime e un incontrollato inquinamento.

Pensiamo anche alle immagini ormai all’ordine del giorno di ghiacciai sciolti, orsi bianchi che camminano sulle pietre anziché sulla neve ed interi ecosistemi distrutti dalle fiamme.

Queste realtà così vicine al singolo individuo, ma che al tempo stesso possono apparire così lontane dal raggio d’azione di ognuno di noi, sono alla base degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile legati alla P di Pianeta: Città e comunità sostenibili, Consumo e produzione responsabili, Lotta contro il cambiamento climatico, Vita sott’acqua, Vita sulla terra.

Nella crisi sanitaria, sociale ed economica che stiamo affrontando, potremmo sentirci completamente sopraffatti e impotenti. Non solo, ma l’imminenza di tali preoccupazioni portano con sé il rischio di mettere in ombra le questioni legate alla crisi climatica.

Tuttavia, è possibile adottare una visione differente attraverso un “approccio multi-rischio”, cioè una prospettiva caratterizzata da una comprensione chiara della natura sistemica dei rischi2https://reliefweb.int/report/world/biggest-risk-driver-all-bad-governance. L’importanza di un simile approccio emerge da quanto sostenuto durante il Summit dell’ONU sulla biodiversità tenutosi l’anno scorso (2020), ove si è affermato che il deterioramento del clima e dell’ecosistema globale rappresentino sul lungo termine un forte fattore di rischio per l’insorgenza di nuove forme di malattie contagiose. Solo riflettendo su questo punto, non è evidente quanto fondamentale siano le iniziative per mitigare il cambiamento climatico anche come misura di prevenzione contro l’insorgenza di malattie infettive?

Questa interconnessione tra benessere della natura e benessere dell’essere umano è ciò che può darci la spinta interiore per lavorare verso lo sviluppo di una resilienza a più dimensioni3“Proposta di Pace 2021: La Creazione di Valore in tempo di crisi”, di D. Ikeda, 33, che consenta di analizzare ogni situazione di crisi non in maniera isolata, ma in un contesto più ampio, al fine di sviluppare una piattaforma comune dalla quale creare nuove possibilità future. Pensiamo anche a quale direzione virtuosa potrebbe prendere il mondo se si avesse una transizione verso un’economia verde4https://www.treccani.it/vocabolario/green-economy_%28Neologismi%29/, che porterebbe, da un lato, a preservare la biodiversità e, dall’altro, ad opportunità imprenditoriali in grado di creare centinaia di milioni di nuovi posti di lavoro entro il 2030 (oltre che contribuire alla realizzazione di numerosi Obiettivi di Sviluppo Sostenibile!).

Un chiaro esempio di sviluppo verso un’economia verde ed una resilienza a più dimensioni è il progetto iniziato nel 2007 dall’Unione africana chiamato “Great Green Wall (GGW)5“Proposta di Pace 2021: La Creazione di Valore in tempo di crisi”, di D. Ikeda, 33-34”. L’obiettivo di questo programma non è solo quello di creare una distesa di vegetazione lunga 15 km, ma di creare tutto questo mediante il Green Work in ambiti come la piantumazione di alberi e l’agricoltura. In pratica un progetto che comprende diverse situazioni critiche (resilienza a più dimensioni) come il disboscamento e la desertificazione, unito all’opportunità di creare un lavoro di tipo sostenibile (economia verde).

Consapevoli che è proprio ciò che facciamo ogni giorno a fare la differenza, potremmo nel nostro quotidiano iniziare ad accrescere la nostra consapevolezza sull’impronta di carbonio della nostra vita (e, perché no, della nostra città!) e i modi per migliorarla. Potremmo, ad esempio, regalare indumenti che non usiamo più, acquistare solo ciò che davvero ci serve, riciclare, usare gli scarti di cibo come compost, mangiare cibo prodotto in maniera sostenibile e scegliere detersivi e detergenti biodegradabili.

Se ci fermiamo a riflettere, durante il lockdown avvenuto nel 2020 a causa della pandemia da Covid-19, la natura si è ripresa i suoi spazi: cerbiatti giravano per le vie delle città indisturbati (guardandosi attorno quasi stupiti) e il livello di inquinamento si è abbassato. La natura avanzava a causa del ritirarsi dell’uomo. A ben vedere, dunque, le nostre nuove abitudini hanno avuto, , in modo del tutto inaspettato, un riverbero positivo sull’ambiente. Questo processo dimostra che ogni singola nostra azione crea un cambiamento per la nostra stessa vita, per quella degli altri e per l’ambiente che ci circonda!

Nel buddismo questa relazione fra l’Io (la persona) e l’ambiente (ciò che la circonda) viene espressa con il termine Esho Funi: questo concetto esprime la relazione fra gli esseri umani e l’ambiente. C’è una bellissima frase che esprime questa relazione: «L’ambiente è paragonabile all’ombra e l’essere vivente al corpo. Come senza il corpo non c’è ombra così senza essere vivente non c’è ambiente. Inoltre, l’essere vivente è formato dall’ambiente6Estratto da “Sui presagi”, Scritti di Nichiren Daishonin, 6, 130 ».

Da qui traspare che l’ambiente è la nostra ombra, e noi esseri viventi il corpo in grado di cambiarne direzione. Quindi, come possiamo modificare la nostra ombra, il nostro ambiente?

Solo cambiando le nostre azioni. Noi abbiamo il potenziale e le capacità per farlo, spetta solo a noi decidere se vogliamo creare qualcosa di positivo per il nostro ambiente oppure no. Oggi, noi siamo ancora in tempo per cambiare direzione per il futuro ed il presente. Vogliamo unirci insieme per dare la stessa possibilità e fortuna anche alle generazioni che verranno dopo di noi?

 

 

Foto di stokpic da Pixabay

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