Lo spirito di “diversi corpi, stessa mente” è una forza invincibile

Sii il fulcro dello sviluppo in unità
Nichiren Daishonin scrive: «Al contrario, sebbene Nichiren e i suoi discepoli siano pochi di numero, poiché hanno lo spirito di “diversi corpi, stessa mente” realizzeranno sicuramente la loro grande missione» (RSND, 1, 550).
Cerchiamo di condividere gioie e dolori, incoraggiamoci amichevolmente l’un l’altro e teniamoci in costante contatto per collaborare prontamente. È in questa unità di itai-doshin che palpita una forza invincibile.
Sono i giovani leader il fulcro della nostra magnifica rete di solidarietà.
Preghiamo fino in fondo e facciamo avanzare i nostri preziosi amici puntando i riflettori su di loro, lasciamo che ognuno risplenda nel ritmo di kosen-rufu.
«Una singola verità dissolve molte forze malvage» (Ibidem).
L’unità attorno alla «singola verità» realizzata nella Soka Gakkai, che è direttamente collegata al Budda, non teme nulla.
Unendo i nostri cuori allo scopo di “adottare l’insegnamento corretto per la pace nel paese” guidiamo il nostro movimento per la vittoria dei giovani!

La ferma determinazione di “Diamoci da fare! Facciamolo!” 
Nei momenti decisivi, spronati dallo spirito di “Diamoci da fare! Facciamolo!”, possiamo aprire l’immensa e indistruttibile condizione vitale del Budda. È proprio nei momenti difficili che si accumulano “i grandi tesori del cuore”.
Il maestro Josei Toda ci insegna: «La lotta per kosen-rufu va portata avanti fino in fondo, fino a quando tutti sono in grado di dire “È stato davvero divertente!”».
Non si prova alcuna felicità se si lasciano le cose a metà. Solo pregando decisi ad andare fino in fondo, con ferma determinazione e facendo del proprio meglio, si può compiere la propria rivoluzione umana.
«Sviluppa sempre più la tua fede fino all’ultimo momento della tua vita. […] Prosegui il viaggio della fede» (RSND, 1, 911).
Per il bene della società e per il futuro scaliamo insieme la vetta della gloria dialogando e agendo con allegria, e divertendoci insieme.

Daisaku Ikeda – 4 ottobre 2017, dal Soka Shimpo