«Lo spazio e il tempo non sono barriere che separano il maestro e il discepolo». Queste sono le parole che Daisaku Ikeda usa nella sua lezione sullo scritto di Nichiren che studieremo questo mese (Sulle cinque festività stagionali) per descrivere la non dualità di maestro e discepolo. Non serve dunque condividere lo spazio il tempo con il maestro, ma farne nostro lo spirito, il modo di vivere del maestro, cercando in questo processo di conseguire il suo stesso nobile stato vitale. Impegnarsi come discepoli insieme al maestro con una missione comune è l’essenza della non dualità di maestro e discepolo.

«Il Buddismo – scrive Ikeda in questa lezione – è l’insegnamento di maestro e discepolo. Senza questa relazione sarebbe impossibile realizzare kosen-rufu e la felicità di tutta l’umanità. […] Nel bellissimo legame di maestro e discepolo brilla lo splendore della nostra vittoria di esseri umani. Quando il nostro cuore è un tutt’uno con quello del maestro possiamo realizzare la rivoluzione umana. Quando il nostro cuore è un tutt’uno con quello del maestro possiamo realizzare kosen-rufu».

Cogliamo dunque la grande occasione di approfondire ogni giorno questa non dualità di maestro e discepolo, anche attraverso lo studio di questa bellissima lezione del presidente Ikeda nel cui incipit, in risposta ad una domanda rivoltagli da un alunno di una scuola elementare in Argentina su come trascorresse le sue giornate, il nostro maestro scrive: «Risposi che passavo la maggior parte del tempo incoraggiando e sostenendo gli altri, perché sono convinto che la pace si basi sulla felicità di ogni individuo e che incoraggiare le persone è un primo solido passo verso la pace. Dissi anche che scrivo sperando che le mie parole siano fonte di incoraggiamento per qualcuno in qualche parte del mondo».

Cari amici della Divisione giovani uomini d’Italia, buono studio e buona riunione!