Ieri abbiamo visitato Villa Sachsen, un meraviglioso centro culturale circondato da vigneti, colline e affacciato sul fiume Reno. Siamo rimasti molto colpiti dalla bellezza di questo luogo. Sensei nel 1994 visitò questa villa insieme a Kaneko. Mise così la causa profondissima di espandere sempre di più la rete di amicizie e di gioia in Europa. Durante la sua visita, Sensei incoraggiò i membri della Germania a sforzarsi e a lavorare insieme per risistemare questo luogo che all’epoca aveva zone dismesse. Disse che pulire un centro culturale vuol dire pulire la nostra vita e che è il cuore che è importante. Incoraggiò i presenti a fare di questo centro un luogo dove non solo i membri della Germania ma di tutta Europa potessero riunirsi gioiosamente. Scolpendo queste parole del maestro nel cuore, i membri di tutta la Germania a turno sono venuti a visitare il kaikan ogni fine settimana, e si sono preoccupati di pulire la struttura, potare gli alberi sul fianco della montagna, sistemare il giardino e adornarlo di pietre. Anche se la maggior parte delle ristrutturazioni venne affidata ad una ditta professionista, gran parte del lavoro venne portato avanti dai membri. Attraverso questi sforzi, il centro è stato riportato in vita ed è diventato un posto meraviglioso che le persone paragonano ad un cigno bianco nel Reno. E’ diventato un centro dove i membri della Germania e dell’Europa si riuniscono ogni settimana per approfondire la fede, impegnandosi nello studio e nel dialogo con gli amici.
Durante la mattinata a Villa Sachsen si è svolta la sessione domanda e risposta. Una domanda riguardava come contribuire a kosen-rufu per realizzare la nostra missione come Gruppo Studenti in mezzo ai tanti impegni di studio e lavoro. Ci hanno risposto che il termine “impegnato” in giapponese si traduce in “perdere il cuore”. Quindi se siamo troppo impegnati rischiamo di perderci le cose belle che abbiamo intorno. Ci hanno incoraggiati a non perdere mai questo spirito di gioire della bellezza di ciò che ci circonda anche se siamo in mezzo a mille impegni. Inoltre hanno spiegato che spesso pensiamo al tempo come a qualcosa di assoluto. Invece il tempo è relativo. Quando pratichiamo con tutto il nostro cuore, con tutta la nostra sincerità una recitazione di 10 minuti sembra lunga ore. «Se in un singolo istante di vita esauriamo le sofferenze e gli sforzi di milioni di kalpa, allora istante dopo istante sorgeranno in noi i tre corpi del Budda di cui siamo eternamente dotati. Nam-Myo-Ho-Renge-Kyo è proprio una tale pratica diligente» (BS, 124). Questa frase della Raccolta degli insegnamenti orali spiega proprio come pregare. Il Presidente Toda una volta disse che finché consideriamo una difficoltà come un problema significa che non abbiamo ancora rivelato la nostra Buddità. Le persone talvolta se stanno passando dei momenti difficili tendono a disperarsi prima ancora di provarci. Molliamo ancora prima di provare a combattere. In questo modo determiniamo la nostra sconfitta nel cuore. Ci hanno incoraggiati a trovare tempo e a praticare con sincerità per far emergere forza vitale e saggezza, e decidere: “Io vincerò!” dedicandoci a studiare e ad accumulare saggezza. La nostra determinazione di oggi crea il futuro.
Un’altra domanda riguardava come fare shakubuku e creare un legame di amicizia con le persone che hanno un’opinione negativa della Soka Gakkai. L’esempio che ci hanno riportato è quello del Bodhisattva Mai Sprezzante. Lui lodava sempre la Buddità degli altri anche se veniva attaccato con spade, bastoni e pietre. Questa azione è quello che vuol dire piantare i semi della Buddità. Ad un certo punto, volendolo o no, questa persona manifesterà senza dubbio la Buddità. Non c’è bisogno di sentirsi delusi solo perché qualcuno non ha iniziato a praticare immediatamente. Sensei ci sta dicendo di sviluppare noi stessi per aiutare gli altri a brillare. Brillare noi per aiutare gli altri a fare altrettanto. Quando riusciamo a brillare in questo modo, possiamo manifestare nella nostra vita questo grande potenziale. Anche se ci sono difficoltà dobbiamo lottare finché non otteniamo la prova concreta.
Un altro momento emozionante della giornata è stata la visita al fiume Reno, dove abbiamo realizzato dei video con le determinazioni per sensei realizzate da ogni gruppo. E’ stata un’occasione per approfondire i nostri legami e per creare un’onda di gioia ed entusiasmo! La stessa atmosfera si è respirata durante il barbecue tenutosi alla sera al centro culturale di Francoforte. La giornata di ieri si è poi conclusa con il Festival Culturale: ognuno ha avuto la possibilità di esprimere le proprie potenzialità e la propria creatività. C’erano armonia e gioia, zero giudizio o spirito di competizione. Così come ci hanno trasmesso durante il corso, l’Europa è stata luogo di grandi conflitti e la più grande potenza distruttiva ma al contempo è anche la culla dei diritti umani e un continente ricco di meravigliose diversità verso cui sensei ripone un’immensa fiducia. Quale di queste due tendenze prevarrà in futuro dipenderà da noi.