Verso una visione onnicomprensiva

Benvenuti al nuovo appuntamento mensile!

L’approfondimento di oggi è la P di Prosperità, la terza delle macrotematiche che definiscono la struttura portante dell’Agenda2030.

L’Agenda introduce questa area di interesse attraverso le seguenti parole:

“Siamo determinati ad assicurare che tutti gli esseri umani possano godere di vite prosperose e soddisfacenti e che il progresso economico, sociale e tecnologico avvenga in armonia con la natura.”1

Il termine “prosperità” richiama in ognuno di noi la visione di un mondo in cui tutti possano godere delle stesse possibilità e possano accedere ai medesimi diritti, in armonia gli uni con gli altri, per costruire un futuro con un’elevata qualità della vita.

In passato, si è affidato questo compito al progresso economico, ovvero, la prosperità è sempre stata equiparata alla massimizzazione del profitto, subordinando e, talvolta, ignorando il rispetto dei diritti umani e della Madre Terra, fino a compromettere l’esistenza stessa di ogni forma di vita. Riflettendo su cosa possa creare prosperità, è necessario individuare i criteri diretti realmente a proteggere e assicurare una vita prospera e soddisfacente a tutti, e volti a far avanzare il progresso economico, sociale e tecnologico in armonia con la natura.2 In questi termini, tale tematica si presenta con evidente trasversalità, proponendosi come nuova modalità di approccio, tramite la quale interpretare le necessità della società contemporanea, direzionando le soluzione verso un benessere futuro migliore e condiviso, senza dimenticarsi di nessuno. Infatti, gli obiettivi di sviluppo sostenibile correlati alla seguente P sono interessati alle seguenti aree:

ACQUA PULITA E SERVIZI IGIENICO-SANITARI ACCESSIBILI A TUTTI; ENERGIA PULITA E ACCESSIBILE; LAVORO DIGNITOSO E CRESCITA ECONOMICA; IMPRESE, INNOVAZIONE E INFRASTRUTTURE EQUE, SOLIDALI E SOSTENIBILI; RIDURRE LE DISUGUAGLIANZE.

La prosperità include il benessere di ogni singolo individuo, la sua possibilità di avere accesso all’acqua e al cibo, ma anche ad un lavoro dignitoso, ad una società che non lo discrimini ed anzi gli dia l’opportunità di crescere esattamente per ciò che è. La prosperità è anche un ambiente salubre, in cui le fonti di energia utilizzate siano rinnovabili e la natura possa svilupparsi rigogliosa senza essere soggiogata dalla smania di potere dell’uomo. Il segretario generale dell’ONU Antonio Guterres ha osservato: “Si parla molto del bisogno di una “nuova normalità” dopo questa crisi, ma non dimentichiamo che il mondo prima del Covid-19 era tutt’altro che normale. Le crescenti diseguaglianze, le sistematiche discriminazioni di genere, la mancanza di opportunità per i giovani, il ristagno dei salari, il cambiamento climatico fuori controllo: nessuna di queste cose era normale”3.

Il fatto che, nel decennio che precede l’arrivo del 2030, si sia parata davanti a noi una problematica globale così profonda come quella della pandemia da Covid-19, può essere vista, quindi, anche sotto una luce profondamente costruttiva, basata sulla possibilità di sovvertire completamente una “normalità” che di normale aveva davvero ben poco. Approfondendo, in prima persona, il valore della propria vita possiamo sviluppare una visione ottimistica della situazione. Nel momento in cui prendiamo coscienza della forza e del potere insito nella nostra esistenza, possiamo elevare la prospettiva e renderci conto di quanto ogni singola persona ha un valore inestimabile. E’ proprio per questo che il motto “non lasciamo indietro nessuno” si sta facendo così tanto spazio all’interno di tanti contesti diversi della società in cui viviamo! Come afferma il maestro buddista Daisaku Ikeda: “Man mano che le persone, una dopo l’altra, apprendono che tutte, senza eccezione, possiedono intrinsecamente il più sublime stato dell’essere e si risvegliano alla propria preziosa e insostituibile dignità, iniziano a riconoscere anche l’importanza e il valore della dignità degli altri. In tal modo rafforzano insieme la determinazione a costruire un mondo in cui possa risplendere luminosa la dignità propria e altrui”4.

La prosperità non è un concetto che riguarda isolatamente la vita di ciascun individuo, ma si riferisce alla collettività e al tempo stesso al legame esistente tra noi (o la collettività) e il nostro ambiente (le persone che ci circondano e il contesto stesso). Nella prospettiva Budddista il significato di “Prosperità”, espresso nell’Agenda2030, si può ricollegare alla teoria della Creazione di valore. La teoria della creazione di valore (Soka) è stata elaborata da Tsunesaburo Makiguchi, educatore e primo presidente della Soka Gakkai. Essa si basa sui tre princìpi di bellezza, guadagno e bene. “Creare valore” significa agire sulle circostanze, a livello individuale e sociale, per trasformarle positivamente e realizzare un miglioramento, in termini di bellezza, guadagno e bene. La bellezza è intesa come ciò che appaga la sensibilità estetica dell’individuo; il guadagno è ciò che contribuisce al mantenimento e allo sviluppo della vita; il bene è ciò che contribuisce allo sviluppo e al benessere della società.

Noi con il nostro cambiamento interiore, possiamo davvero contribuire ad un cambiamento, individuale e sociale. Il monaco Buddista Nichiren Daishonin era solito affermare: “Quando accendiamo una lanterna per qualcuno, questa illuminerà anche la nostra strada”.5

Quando decidiamo di fare una buona azione o sosteniamo le persone che stanno intorno a noi, dalla nostra vita emerge felicità e forza per affrontare le nostre sfide, con la consapevolezza di non essere soli.

In definitiva, la creazione di valore è un processo di cambiamento interiore verso un benessere collettivo, che ognuno di noi può portare avanti!