Sotto un cielo grigio e piovoso si è aperto il secondo giorno di questo storico corso. La giornata è cominciata con la proiezione di un video contenente i saluti di membri del gruppo Futuro di diverse parti del mondo. L’intervento del coordinatore europeo della SGI, il sig. Takahashi, si è concentrato sulla profonda relazione col maestro. Nel Gosho Lettera da Sado, è racchiuso lo spirito della fondazione della Soka Gakkai: il cuore del re leone. Vivere con il cuore del re leone significa vivere attivamente incarnando lo spirito di alzarsi da soli.
“Cosa significa “essere Shin’ichi Yamamoto”? Significa alzarsi in piedi da soli. Significa non arrendersi mai. Significa vivere la relazione di non dualità di maestro e discepolo. Significa avere il cuore del re leone”. (Hideaki Takahashi). Attraverso le loro meravigliose esperienze, Sandro,Teresa e Matteo hanno mostrato come mettere in pratica questo principio nella vita quotidiana.
Dopo un pranzo rigenerante, il daimoku di 200 cuccioli del re leone ha risuonato potente nell’Ikeda Hall ed in perfetto accordo con il principio di “non dualità tra vita e ambiente” ha rischiarato il cielo grigio di Milano. Proprio come i raggi del sole, i responsabili nazionali giovani Mauro, Jasmina e Daniele hanno illuminato i volti dei partecipanti con forti incoraggiamenti basati sull’eternità del rapporto di maestro e discepolo. Anche se la distanza che divide il maestro e i discepoli non permette un incontro diretto, finché i discepoli rimangono sintonizzati con il cuore del maestro non esiste divisione. Grazie a queste parole è emersa la consapevolezza in ciascun partecipante della profonda missione che accomuna tutti quanti dall’infinito passato. Proprio perché l’odio e il disprezzo per la vita sono all’ordine del giorno, il compito della Soka Gakkai è quello di diventare un faro che brilla nella società, partendo da un dialogo sincero con ogni singola persona. Sull’onda di questo queste forti determinazioni è stata annunciata una meravigliosa sorpresa: una gita nel centro di Milano, per ripercorrere le stesse vie che aveva percorso il maestro Ikeda, nel suo viaggio del 1992. Riguardo a quella visita a Milano Sensei scrive:  “Il Buddismo insegna che la natura di Budda è indistintamente inerente alla vita di ogni persona. I membri videro nei gesti di Shin’ichi la concretizzazione di questo principio. Il valore autentico di un ideale, di una filosofia, di una religione si manifesta nei gesti e nel comportamento della persona che li coltiva. Il Buddismo si trova nell’atteggiamento di volersi dedicare con gioia alla felicità degli amici e della società.” (NRU, 30, 4, 34)
Così tra canti, foto di gruppo e una svariata quantità di selfie sorridenti abbiamo ricalcato, come suoi successori, il passaggio in quei posti vissuti tempo fa dal nostro maestro e a lui tanto cari, come il Teatro della Scala, il Duomo, fino ad arrivare alla Porta della Pace per fare tutti insieme una meravigliosa foto. Carichi di profondo entusiasmo, la giornata è continuata con la cena, molte preziosissime guide personali e la lettura dell’appello alla resilienza e alla speranza di Adolfo Perez Esquivel e Daisaku Ikeda. La serata non poteva concludersi con atmosfera migliore: un velo di emozionante allegria ha avvolto il Kaikan con l’accensione di numerose fiaccole che, alzandosi in cielo, ci hanno regalato teneri e affettuosi sorrisi che immediatamente hanno sigillato ricordi indelebili nei nostri cuori.
Ci aspetta ora l’ultima giornata di corso, e siamo carichi e impazienti di viverla al meglio.