Care amiche

dal 15 al 25 ottobre leggeremo insieme il gosho L’Inferno è la Terra della Luce tranquilla. Questa lettera fu indirizzata alla vedova del signore di Ueno Nanjo Hyoe Shichiro, una monaca laica che quando perse il marito era in cinta del quinto figlio e che dovette mettere da parte il suo dolore e tirare fuori il coraggio per allevare da sola i figli. Attraverso le parole di questo gosho Il Daishonin si sforzò di incoraggiare questa madre per alleviare la sua tristezza.

Nel gosho si legge:

Né la pura terra né l’inferno esistono al di fuori di noi; entrambi esistono nei nostri cuori. Chi si risveglia a questa verità è chiamato Budda, chi vive nell’illusione è chiamato comune mortale. Il Sutra del Loto ci risveglia a questa verità e, per chi abbraccia il Sutra del Loto, l’inferno diventa la Terra della Luce tranquilla. […]

T’ien-t’ai afferma: «Dall’indaco, un azzurro ancora più intenso» (Maka shikan, vol. 1). Il significato di queste parole è che una cosa tinta con le foglie dell’indaco diventa più azzurra della pianta stessa. Il Sutra del Loto è come l’indaco, la profondità della pratica è l’azzurro ancora più intenso. […]
Poiché il tuo defunto marito era un devoto del Sutra del Loto, egli senza dubbio ha ottenuto l’Illuminazione.

Nella spiegazione del Presidente Ikeda leggiamo:

Il Daishonin dice: «Sforzati ancora di più nella fede. Colui che udendo l’insegnamento del Sutra del Loto rafforza ancora di più la sua fede è un vero ricercatore della Via».
Il Daishonin spiega i profondi principi dell’ottenimento della Buddità nella forma presente e dell’inferno che è di per sé la Terra della Luce tranquilla per aiutare i discepoli ad approfondire la loro fede.
Il Buddismo non è un gioco di parole o un insegnamento fatto di soli concetti. Tutti i principi esposti in questo scritto insegnano che la Buddità – fonte della suprema speranza – risiede dentro di noi. Se accettiamo che ciò sia vero per la nostra vita, e lo crediamo fermamente, allora tale fede e tale convinzione ci permetteranno di disperdere l’oscurità – o ignoranza – che offusca la nostra Buddità, facendola risplendere.
Per questo la cosa più importante è la fede. Quanto più approfondiamo la fede, tanto più la nostra vita sarà tinta dei colori della Buddità. Per spiegare questo punto il Daishonin riporta le parole del Gran Maestro cinese T’ien-t’ai: «Dall’indaco, un azzurro ancora più intenso».
Le foglie della pianta dell’indaco sono di colore verde con tenui sfumature blu. Se una cosa viene immersa ripetutamente nella tinta ottenuta dall’estratto di queste foglie, essa diventerà di un colore blu intenso e vibrante. Lo stesso accade alla nostra pratica per il conseguimento della Buddità in questa esistenza: il Sutra del Loto che espone questo principio può essere paragonato alle foglie della pianta di indaco, mentre praticare il Buddismo del Daishonin è come l’azione di essere ripetutamente immersi nel colorante prodotto da queste foglie. In altre parole attraverso Buddismo di Nichiren Daishonin, se approfondiamo la nostra fede ascoltando gli insegnamenti e ci impegniamo sempre più intensamente nella pratica buddista, possiamo manifestare la Buddità nella nostra vita attuale e ottenere l’Illuminazione in questa esistenza.
Lo scopo dello studio del Gosho non è soltanto quello di comprendere lo spirito del Daishonin e approfondire la nostra fede ma – imparando i profondi principi del Buddismo – anche quello di acquisire la solida convinzione che la speranza e la pace risiedono nei nostri cuori e quello di agire seriamente per la felicità nostra e degli altri; al tempo stesso lo scopo dello studio è quello di raccogliere il coraggio di sfidare le nostre difficoltà imparando dall’esempio del Daishonin che ha trionfato su prove e ostacoli enormi. Questa è la chiave pratica dello studio del Buddismo – uno studio che possiamo applicare alla nostra vita quotidiana. Teniamo sempre bene a mente questo punto.

Buona lettura a tutte!

 

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