Carissime amiche, eccoci ancora qui!

Questa settimana (dal 23 settembre al 3 ottobre) studieremo “Diversi corpi, stessa mente: uno scritto che tratta principalmente l’unità di intenti, il principio che ci permette di manifestare la nostra vera umanità e dal quale dipende il successo di tutte le attività del nostro movimento.

[Di questa lettera non si conosce con precisione la data di composizione o il destinatario, ma si ritiene che fosse destinata al prete laico Takahashi, la cui moglie era zia di Nikko Shonin, e che sia stata scritta quando cominciarono le prime intimidazioni contro i discepoli di Atsuhara. La casa di Takahashi costituiva un centro di riferimento per le attività di propagazione in quello stesso distretto.]

Di fronte al pericolo concreto delle persecuzioni, Nichiren spiega ai suoi discepoli che sforzarsi di realizzare concretamente “diversi corpi, stessa mente” è un fattore indispensabile per vincere sulle funzioni demoniache. Scrive il presidente Ikeda: «Secondo il Daishonin l’unità è il solo mezzo che abbiamo a disposizione per sventare i piani del demone del sesto cielo, la funzione demoniaca fondamentale. […] Dal punto di vista buddista “avere la stessa mente” indica fondamentalmente la fede fondata sull’unità fra maestro e discepolo» (Gli insegnamenti della speranza, p. 223).

All’interno della sua spiegazione, Sensei parla di un tipo di unità che non nega o sopprime la nostra individualità, ma che al contrario si realizza quando ciascuno di noi diventa capace di esprimere pienamente il proprio unico potenziale grazie al potere della Legge mistica; un’unità «basata sulla sintonia del nostro cuore con il cuore del Budda» (Ibidem, p. 224).

«Perfino una sola persona, se ha scopi contrastanti, finirà sicuramente per fallire. Ma cento o mille persone possono senza dubbio realizzare il loro scopo se hanno un’unica mente»

Nel commentare questo brano, Sensei sottolinea ripetutamente l’importanza di sviluppare un carattere coerente e un cuore capace di abbracciare tutti:

«Una persona in conflitto con se stessa e incerta sullo scopo da perseguire non potrà mai realizzare niente di notevole. Se non decidiamo non potremo avere una forte determinazione, finiremo per essere influenzati dal nostro ambiente e vagheremo senza una direzione: questa è la follia degli esseri umani. […] Tutto parte dal cambiamento del nostro atteggiamento o disposizione della mente, e ciò è altrettanto vero quando si tratta di costruire una solida unità. […]

Coloro che hanno smesso di dare importanza alle differenze sperimentano gli effetti della Legge mistica che unisce e mette in armonia tutte le cose dell’universo» (ibidem, p. 228-229).

Più avanti afferma: «I molti esempi di forte unità dimostrata durante le nostre attività testimoniano chiaramente il successo del movimento di kosen-rufu e rivelano l’essenza della sua crescita ed espansione. In altre parole, l’unità di intenti nel regno della fede non è soltanto la chiave per la vittoria ma rappresenta anche la prova concreta della vittoria. […]

Quando ci uniamo agli altri con lo spirito di “diversi corpi, stessa mente”, diamo prova di essere brillanti vincitori o, come dice il Sutra del Loto, diventiamo dei “fiori umani” sbocciati grazie al potere intrinseco della Legge mistica. Unirsi con questo spirito ci porta a vincere in tutti gli ambiti della vita» (ibidem, p. 233).

Studiamo il gosho ancora più profondamente, e sbocciamo come “fiori umani” grazie a una forte unità!

Un abbraccio a tutte!

 

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