Care amiche
dal 19 Luglio al 29 Luglio leggeremo insieme il Gosho Il reale aspetto del Gohonzon, una lettera scritta nell’agosto 1277 in cui il Daishonin esprime il proprio apprezzamento per le varie offerte fatte al Gohonzon da una seguace di nome Nichinyo.

“Di lei non si sa molto,” dice il Presidente Ikeda “ma sembra che fosse una donna di grande fede e cultura. Nella lettera il Daishonin illustra con estrema chiarezza e dovizia di particolari il significato profondo del Gohonzon che aveva conferito a Nichinyo e i benefici che derivano dal credere in esso, incoraggiandola dunque a coltivare una forte fede”

Nel gosho si legge:

«Non cercare mai questo Gohonzon al di fuori di te. Il Gohonzon esiste solo nella carne di noi persone comuni che abbracciamo il Sutra del Loto e recitiamo Nam-myoho-renge-kyo. Il corpo è il palazzo della nona coscienza, l’immutabile realtà che regna su tutte le funzioni della vita. Essere “dotato dei dieci mondi” significa che tutti i dieci mondi senza eccezione esistono in un singolo mondo. È per questo motivo che il Gohonzon è chiamatomandala. Mandala è una parola sanscrita che significa “perfettamente dotato” o “cumulo di benefici”. Il Gohonzon inoltre si trova solo nei due caratteri che significano fede. Questo intende il sutra quando afferma che si può “accedervi solo grazie alla fede”».

Il Presidente Ikeda nella sua spiegazione afferma:

“Nichinyo deve essere stata molto toccata dall’apprendere che l’oggetto di culto ricevuto dal Daishonin era il Gohonzon rivelato per la prima volta nell’Ultimo giorno della Legge. Ma poi il Daishonin le rivela un fatto ancor più sorprendente: «Non cercare mai questo Gohonzon al di fuori di te. Il Gohonzon esiste solo nella carne di noi persone comuni che abbracciamo il Sutra del Loto e recitiamo Nam-myoho-renge-kyo». Sta dicendo che il Gohonzon non è fuori di noi, ma nella nostra stessa vita. Questo spostamento del punto centrale della fede e della pratica dall’esterno all’interno è un cambiamento impressionante.
Ai tempi del Daishonin, e in molti casi anche oggi, era profondamente radicata l’idea che noi non siamo altro che piccoli esseri insignificanti e che la realtà fondamentale e l’eternità risiedono al di fuori di noi, in qualche luogo lontano. Questo modo di pensare è indissolubilmente legato alla credenza nell’esistenza di qualche potere sovrannaturale ultraterreno.
Ma il Buddismo di Nichiren Daishonin rifiuta completamente questa idea. Esso insegna la vera realtà della vita, nella quale la Legge fondamentale ed eterna si manifesta nel corpo fisico delle persone comuni che vivono qui e ora.
Il termine Budda, dopotutto, significa “l’illuminato”. A cosa si è illuminato il Budda? A ciò che dovrebbe costituire la vera base della nostra vita, cioè la Legge e la vera essenza del nostro essere. Si è risvegliato alla Legge universale che permea tutti i fenomeni, che era stata messa in ombra dall’oscurità fondamentale, e alla grandezza della vita di ogni individuo che è inseparabile da quella Legge.
«Il Gohonzon esiste solo nella carne di noi persone comuni». Il vero significato di questa frase è che il Gohonzon iscritto dal Daishonin è il mezzo con il quale possiamo risvegliarci e far emergere il Gohonzon (cioè la Buddità) dentro di noi. Quando recitiamo davanti al Gohonzon fisico, nel nostro cuore c’è lo stesso Gohonzon; esso si manifesta chiaramente quando recitiamo Nam-myoho-renge-kyo per la felicità nostra e degli altri.”

E più avanti:

“In Il reale aspetto del Gohonzon il Daishonin spiega anche: «Il Gohonzon inoltre si trova solo nei due caratteri che significano fede. Questo intende il sutra quando afferma che si può “accedervi solo grazie alla fede”». In sintesi, la fede è la chiave per conseguire la Buddità. Persino Shariputra, che era il primo in saggezza fra i discepoli di Shakyamuni, poté accedere alla verità fondamentale del Sutra del Loto solo attraverso la fede. Questo è il significato del passo del sutra «accedervi solo grazie alla fede».
Quando noi persone comuni dell’Ultimo giorno siamo di fronte al Gohonzon, l’incarnazione dello stato vitale illimitato della Buddità, e recitiamo Nam-myoho-renge-kyo con fede forte e profonda, possiamo accedere al regno luminoso del tempo senza inizio manifestato nel Gohonzon. Il Daishonin si riferisce al Gohonzon come all'”oggetto di culto per l’osservazione della mente” (cfr. RSND, 1, 313 e sgg.). Scopo del Gohonzon è permetterci di osservare la nostra mente, cioè risvegliarci e vedere la Buddità dentro la nostra vita. Ma essere capaci di vedere la vera natura della nostra mente, ovvero ottenere l’Illuminazione, non è qualcosa che si raggiunge attraverso il pensiero concettuale o la pratica meditativa: la base è la fede. Perciò il Daishonin scrive: «Il Gohonzon inoltre si trova solo nei due caratteri che significano fede». L'”oggetto di culto per l’osservazione della mente” è “l’oggetto di culto della fede”.
Il Gohonzon (Buddità) si manifesta nella vita di coloro che hanno una forte fede. Una persona può possedere il Gohonzon ma, se non ha fede, non riceverà benefici. La fede è ciò che fa manifestare nella nostra vita il “cumulo di benefici” costituito dal Gohonzon. Di conseguenza, finché manteniamo una fede viva, il nostro “cumulo di benefici” non scomparirà mai. Anche se dovessimo perdere il nostro Gohonzon materiale in un incidente o in un disastro naturale, fintanto che manteniamo la nostra fede il Gohonzon nella nostra vita rimarrà intatto e noipotremo attivarne il potere benefico.
Il potere benefico del Gohonzon si manifesta solo quando abbiamo fede. Il Gohonzon si trova davvero soltanto nella nostra fede.”

Buona lettura a tutte!!

 

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