Una nuova serie di incoraggiamenti del presidente della SGI Daisaku Ikeda rivolti ai membri della Divisione scuole medie e scuole superiori.

Il cielo azzurro dei Paesi Bassi

Una terra dai prati verdi e sconfinati e dai canali solcati da piccole imbarcazioni: i Paesi Bassi devono le loro origini al duro lavoro delle generazioni passate del popolo olandese.
“Paesi Bassi” letteralmente significa “terre basse”. Infatti, un quarto della superficie di questo Stato, pari a circa 41.500 chilometri quadrati, si trova sotto il livello del mare. Nel corso dei secoli si è reso necessario un continuo lavoro di drenaggio per strappare queste terre al mare. In tutto il territorio sono state costruite dighe e applicati sistemi di pompaggio dell’acqua, come ruote idrauliche e mulini a vento, per asciugare i tratti di terra coperti dall’acqua marina e prevenire inondazioni.
L’unicità della storia di questo Paese si riflette anche nei nomi di alcune località. I toponimi di Amsterdam e Rotterdam, per esempio, derivano dai nomi dei fiumi che attraversano le città, rispettivamente l’Amstel e la Rotte, e dalla parola olandese dam, che significa “diga”.
É attraverso sforzi instancabili che si realizzano le grandi imprese. I Paesi Bassi sono un esempio del potenziale illimitato degli esseri umani.

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Terra natale di famosi pittori quali Rembrandt, Vermeer e Van Gogh, i Paesi Bassi possiedono un ricco patrimonio culturale.
Nel XVII secolo i mari erano interamente dominati dal popolo olandese e ancora oggi questo paese costituisce un centro di distribuzione di beni di vario genere, oltre a essere leader globale nell’esportazione di prodotti agricoli e uno dei maggiori esportatori mondiali di tulipani, il fiore nazionale.
I Paesi Bassi hanno accolto e protetto molti rifugiati dalle persecuzioni naziste, compresi Anna Frank e la sua famiglia. Nel suo celebre Diario, Anna Frank racconta degli anni di clandestinità trascorsi ad Amsterdam durante la seconda guerra mondiale.
Lo spirito di alzarsi coraggiosamente per affrontare le sfide è tipico di questo popolo. Il motto del mio amico ed ex primo ministro olandese Ruud Lubbers è infatti: «La vita è una sfida».
Conobbi Lubbers presso la sua residenza ufficiale de L’Aia nel giugno del 1983, sette mesi dopo la sua nomina a primo ministro. Non dimenticherò mai la sua calorosa ospitalità e gentilezza per avere dedicato il suo prezioso tempo al nostro incontro.
Durante il suo mandato attuò un piano contro la disoccupazione che da lungo tempo si era radicata nel paese e si impegnò per la realizzazione del Trattato di Maastricht, che stabiliva le regole politiche e i parametri economici e sociali per l’ingresso dei vari Stati nell’Unione Europea. Egli affrontò inoltre diverse questioni a carattere ambientale e contribuì all’affermazione del suo Paese come nazione guida in questo settore, cosa per cui è ancora oggi ammirato e rispettato da molti dei suoi concittadini.
Durante il nostro incontro gli chiesi quali speranze nutrisse riguardo ai giovani. Senza esitare, rispose che sperava che i giovani si sfidassero. Proseguì sottolineando che il primo passo da compiere per affrontare qualsiasi sfida consisteva nell’agire e che, a tale scopo, fosse necessario un progetto, un obiettivo. Fece l’esempio della bicicletta, un mezzo di trasporto molto diffuso in Olanda. Una bicicletta può fare strada solo se si pedala. Quando si smette di pedalare, la bici cade a terra. E se non si sa quale direzione prendere, non si raggiungerà mai alcuna destinazione.
Affrontare sfide è un privilegio speciale dei giovani. Avanzate con tutte le vostre forze verso un obiettivo ambizioso, come se pedalaste velocemente con il vento sul viso: questa è la giovinezza, in particolare l’adolescenza.
A volte vi potrà capitare di perdere di vista i vostri principali obiettivi o di faticare nell’individuare le giuste sfide da affrontare. In questi momenti concentratevi sugli obiettivi che potete realizzare nell’immediato e iniziare a “pedalare” verso la loro realizzazione.
Nichiren Daishonin scrive: «Rafforzate la vostra fede giorno dopo giorno e mese dopo mese» (RSND, 1, 885). La pratica buddista è una fonte illimitata di energia che vi permette di agire con forza sempre maggiore ogni giorno che passa.
Inoltre, avete nelle vostre mani il nobile progetto di kosen-rufu, ossia la felicità dell’umanità e la pace nel mondo. Recitando con energia Nam-myoho-renge-kyo e impegnandovi per realizzare gli obiettivi del momento, avete l’opportunità di tracciare un sentiero diretto verso grandi traguardi. I vostri compagni di fede con più esperienza possono darvi un esempio in tal senso.

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Il mio maestro Josei Toda decise di assumersi la responsabilità di eliminare l’infelicità dalla faccia della terra. Come suo discepolo mi sono sforzato di portare a compimento questo suo progetto.
In occasione di un recente incontro (settembre 2015), l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha adottato una serie di obiettivi da raggiungere entro il 2030 da parte dei Paesi di tutto il mondo.
Nel 2030 la Soka Gakkai celebrerà il suo centesimo anniversario, mentre la maggior parte di voi sarà nel fiore degli anni e con un ruolo attivo sul palcoscenico del mondo.
Che tipo di mondo avrà creato l’umanità nel frattempo? La risoluzione delle Nazioni Unite segna l’inizio di un piano d’azione verso la realizzazione di questo progetto. I suoi obiettivi si basano principalmente sull’impegno di non escludere nessuno e di tutelare e promuovere i diritti umani.
Lo spirito di preservare la dignità di ciascun individuo senza eccezione è in linea con quello del Buddismo ed è in accordo con la lotta portata avanti da Toda per estirpare l’infelicità dal mondo.
Una delle questioni più importanti affrontate durante l’Assemblea Generale è stato il problema dei rifugiati e degli sfollati interni.
Attualmente nel mondo circa sessanta milioni di persone (numero in aumento) stanno fuggendo da guerre, oppressioni politiche o persecuzioni religiose, lasciando le loro terre in cerca di protezione e sicurezza. Si tratta di tanti individui quante le persone che popolano il Regno Unito o l’Italia. Durante il viaggio molti rifugiati, compresi bambini, anziani e ammalati, perdono la vita a causa di incidenti o per sfinimento.
Nell’intento di trovare delle soluzioni al problema, ho sollevato la questione nella mia proposta di pace annuale e nel corso dei miei dialoghi con i leader mondiali.
Una volta portato a termine il mandato, Lubbers fu nominato Alto Commissario delle Nazioni Unite per i rifugiati (2001). Affrontammo il problema in occasione del nostro secondo incontro a Tokyo nel 2001, osservando che anche il famoso fisico tedesco di origine ebraica Albert Einstein (1879-1955) era stato costretto a fuggire dal suo paese durante la seconda guerra mondiale. Lubbers espresse il proprio rispetto per i rifugiati che avevano superato grandi avversità nella lotta per la sopravvivenza affermando che ogni individuo possedeva meravigliose doti e potenzialità inespresse.
La nostra sfida consiste nel costruire una società che creda sinceramente nel ricco potenziale di ciascun individuo. Una società in cui le persone si rispettino e valorizzino reciprocamente affinché ciascuno possa esprimere pienamente il proprio unico talento.
Da ora in avanti, per i responsabili sarà ancora più importante avere la saggezza per sviluppare uno spirito aperto e inclusivo, e per imparare dagli altri.

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Il 18 novembre (2015) la nostra organizzazione celebrerà il suo ottantacinquesimo anniversario. Saranno quindi ottantacinque anni da quando il primo presidente della Soka Gakkai Tsunesaburo Makiguchi, che dedicò la vita per la felicità delle persone, fondò questa organizzazione sulla base del concetto “Soka”, ossia di “creazione di valore”, un ideale permeato della speranza di un’umanità priva di infelicità.
Nel 2100, ossia tra ottantacinque anni, il XXI secolo lascerà il posto al XXII secolo. Miei giovani amici, voi che aprirete la strada a questa epoca dorata avete una profonda missione.
Più di un secolo fa, Makiguchi previde che il mondo avrebbe visto una fase di transizione dalla concorrenza militare alla concorrenza politica, per arrivare a quella economica. Egli sottolineò l’importanza di non ricercare il proprio profitto a discapito degli altri, ma di dare inizio a un’era di concorrenza umanitaria. Proprio come egli stesso aveva predetto, la razza umana ora si sta muovendo verso quest’era.
Essere egoisti, arroganti e indifferenti al benessere degli altri non è più ammissibile. Questa sfida ha ora dato avvio a un’epoca in cui tutte le persone hanno l’opportunità di risplendere e vivere esprimendo pienamente il loro potenziale mentre al contempo si adoperano per il bene delle persone e della società. È importante diffondere lo spirito di prendersi cura e avere a cuore le persone – ossia di contribuire alla felicità degli altri – fino a quando questo stesso spirito non venga abbracciato anche dagli altri.
Nichiren Daishonin espresse questo principio affermando: “Se si accende un fuoco per gli altri, si illuminerà anche la propria strada” (RSND, 2, 996). Coloro che illuminano la vita degli altri con un caloroso incoraggiamento fanno luce al futuro sia della loro vita sia di quella altrui.

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Il Sutra del Loto racconta la storia del Bodhisattva Mai Sprezzante. Come indicato dalle parole “mai sprezzante”, il bodhisattva credeva ciecamente nella natura di Budda di tutte le persone e non disprezzava mai né mancava di rispetto a nessuno. Nel Sutra del Loto egli dichiara: «Nutro per voi un profondo rispetto; non oserei mai trattarvi con disprezzo o arroganza. Perché? Perché voi tutti praticherete la via del bodhisattva e sarete allora in grado di conseguire la Buddità”. (SDL, 365). Era questo il suo modo di non mancare mai di rispetto a nessuno, chinandosi con riverenza di fronte a ogni persona che incontrava.
Le persone reagivano al Bodhisattva Mai Sprezzante con beffe, insulti, bastonate e sassate. Lui, invece, rispondeva portando avanti la sua pratica con saggezza e perseveranza, e alla fine conseguì la Buddità.
Nichiren Daishonin scrive: «Quando il Bodhisattva Mai Sprezzante si inchina rispettosamente alle quattro categorie di credenti, la natura di Budda innata nelle quattro categorie di credenti prepotentemente arroganti si sta inchinando rispettosamente al Bodhisattva Mai Sprezzante. È come il caso in cui ci si inchini rispettosamente davanti a uno specchio: l’immagine nello specchio allo stesso modo si inchina rispettosamente davanti a noi» (BS; 120, 53).
Credendo nelle potenzialità degli altri permettiamo alle nostre potenzialità di esprimersi al massimo.
Come praticanti della suprema filosofia del Buddismo di Nichiren Daishonin, apprezzate profondamente e valorizzate la dignità della vita. Con questa profonda filosofia, voi, membri della Divisione Futuro, avete la missione di aprire e unire il cuore delle persone.
Nell’abbracciare questo nobile scopo, vi prego di avere a cuore le persone che vi circondano e di stringere saldi legami di amicizia, con gioia e saggezza. Diventate persone che sappiano illuminare la vita degli altri, senza mai escludere nessuno, abbracciando calorosamente coloro che soffrono o sono in difficoltà. Questo è esattamente ciò che i vostri compagni di fede, compresi molti dei vostri genitori, hanno fatto finora.
Spero inoltre che vi sfidiate nello studio delle lingue straniere in modo da poter stringere legami di amicizia in tutto il globo.
I membri della Divisione Futuro stanno crescendo in maniera esponenziale sia nei Paesi Bassi che in altri paesi europei.
I pionieri dei Paesi Bassi hanno costruito una terra intrisa di grandi nuove promesse. La sfida che tutti voi dovrete abbracciare, miei cari membri della Divisione Futuro, consiste nel costruire un regno di felicità e pace per tutta l’umanità assieme ai vostri amici nel mondo.

Daisaku Ikeda, 21 ottobre 2016